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5 novità per riscoprire Firenze

di Salvatore Spatafora

La Lonely Planet inserisce Firenze tra le destinazioni da visitare nel 2022: è l’unica città italiana. Noi segnaliamo 5 posti da non perdere

A novembre la giuria di Lonely Planet, autorità mondiale dei viaggi, ha svelato la classifica Best in Travel 2022 sulle migliori destinazioni da visitare l’anno prossimo: Firenze è l’unica città italiana presente in questa edizione, premiata – così si legge nella motivazione – per le sue iniziative tese a decentrare il turismo e renderlo più sostenibile e guidato dalla comunità. Dunque. Non solo Rinascimento, il capoluogo toscano infatti “sta investendo moltissimo – afferma il sindaco Nardella – sulla sostenibilità, sull’innovazione, sui nuovi quartieri, sul tempo libero, sull’offerta culturale che è amplissima, la più importante d’Italia in rapporto agli abitanti.” Fiera del suo glorioso passato, ma proiettata al futuro: passeggiando per le vie del centro storico e sui lungarni, è possibile scoprire una città giovane e vibrante, al passo con le capitali europee d’avanguardia. Fino a gennaio, presso il Museo Marino Marini, è allestita la mostra fotografica di Fabio Gambina, un’indagine meditativa sulla relazione tra scultura, pittura e architettura. Palazzo Strozzi ospita invece le opere scintillanti di Jeff Koons, una delle figure più discusse dell’arte contemporanea, mentre c’è tempo fino al 20 febbraio per ammirare, in varie sedi museali di Firenze, dipinti e disegni realizzati dall’artista inglese Jenny Saville, una delle più grandi pittrici viventi. Le premesse per riscoprire, sotto una nuova luce, la città Medicea ci sono tutte. Abbiamo selezionato 5 nuove aperture (e una gita fuori porta a Montepulciano) da segnare subito in agenda:

La Ménagère 1896 – Via de’ Ginori 8 

Un mito intramontabile per generazioni di fiorentini fin dall’apertura nel 1896. Era il negozio di casalinghi di pregio dove si sceglieva la lista nozze. Passano gli anni e La Ménagère si evolve di pari passo con Firenze diventando nel 2015 ristorante, bar, shop e locale tra i più cool d’Italia grazie alla visione imprenditoriale della famiglia Manfredi, oggi rappresentata da Massimo a cui si deve la scelta coraggiosa, perché effettuata in un momento storico di profondi cambiamenti, di aver commissionato all’architetto Claudio Nardi un’operazione di restyling: l’idea guida è stata quella di creare un luogo polifunzionale con tanti spazi diversi ma interconnessi tra loro, ognuno con uno stile indipendente e ben definito. Il risultato finale è stato sorprendente: un progetto di convivialità, specchio della società contemporanea, che abbatte le divisioni e abbraccia più mondi, dal businessman allo studente. A novembre, dopo un anno di lavori, La Ménagere ha riaperto con un cambio di layout profondo: dall’ingresso principale si accede direttamente alla galleria centrale, dove è presente l’area shopping – accessori per la casa e l’amatissimo negozio di fiori – che si estende fino al ristorante e alle sale riservate a private dining e chef’s table; l’area bar&cocktail occupa, invece, la navata destra del locale e ha un ingresso indipendente; il tavolo comune del bistrot, ricavato da grandi tavole di quercia e fiancheggiato da una scenografica parete di vasi vintage in vetro, è invece il luogo preferito dai più giovani per trascorrere sessioni di smart working tra un té e una cioccolata calda.

E poi le novità: il loggiato esterno su via Ginori con la bella parete di rose rosse e le salette del mezzanino per lavorare, rilassarsi o incontrarsi. Una è ispirata alle atmosfere retrò delle lounge aeroportuali degli anni ’60, mentre, nella sala Linda si respira aria di casa tra comodi divani, un caminetto e libri da leggere. E non finisce qui. C’è anche un raffinato Gentlemen’s Club in stile anni ’40 ricavato nelle fondamenta del locale, ritrovo di dandy globetrotter che qui potranno trovare un’ampia selezione di distillati, una cantina dedicata (focus su Toscana, Borgogna e Champagne), una sala biliardo, un fumoir e cigar room. Passando alla proposta del Ristorante: al ponte di comando rimane il fedelissimo Chef Nicholas Duonnolo, interprete di una cucina internazionale ben definita e meno francese rispetto alla precedente impostazione. Nel menu, piatti come ravioli con farina di grano saraceno, melanzane, robiola, capuliato, cime di rapa o petto di faraona con funghi, scalogni glassati, salsa di patate e caffè (tutta la pasta è fatta in casa) convivono armoniosamente con accenti di culture orientali o sudamericane, come confermano le ottime ceviches. La sera invece atmosfere più sofisticate che strizzano l’occhio al fine dining (prezzo medio 40/50€). Il Bistrot, invece, è fruibile a ogni ora del giorno, dalla prima colazione al dopo cena (prezzo medio 25/30€): selezione di dolci e pasticceria home made, con 12 tipi di torte, pancake e uova preparate in varie formule, con ampio spazio a piatti semplici, ma di carattere, quali, hamburger, insalate e colorati poké. Le novità riguardano anche il Bar con la cocktail list (12€ circa l’aperitivo) firmata da Luca Cinalli, una delle figure italiane di riferimento nel panorama della mixology internazionale: sorprendenti il Carribbean Colony (base gin e cedro, lime e pompelmo) e il Cereise Spritz (Sakura Mancino con prosecco, liquore alla ciliegia, pompelmo rosa), da accompagnare a sfiziosi sandwich come quello di meringa e miele con roast beef, tartufo nero e cipolla caramellata. Non vi resta che andare e provare in prima persona. Ben tornata La Ménagère!

25hours Hotel Piazza San Paolino

Era l’apertura più attesa dai fiorentini, lo scorso 15 settembre il brand tedesco 25hours ha inaugurato il suo primo design hotel in Italia. E la scelta di Firenze non è stata casuale: grazie a un imponente intervento architettonico durato cinque anni, è stato recuperato il complesso edilizio del Monte dei Pegni, nel quartiere di Santa Maria Novella, riqualificando un’area urbana dimenticata – il blocco al confine tra l’elegante via degli antiquari e la popolare via Palazzuolo – adesso pulsante di nuova energia. Ma la vera sorpresa sta all’interno: l’Architetto Paola Navone dello Studio Otto ha sviluppato un originale progetto di interior design ispirato alla Divina Commedia dantesca, in un divertente alternarsi di scenari che giocano tra camere Inferno e Paradiso (prezzi a notte da 150€ a 280€). Al 25hours, tutto ruota intorno alla scenografica urban jungle al centro del palazzo che ospita i tavoli del Ristorante San Paolino – aperto tutti i giorni dalle 11:30 alle 23 – con una proposta che parte dai piatti della cucina regionale fino ad accontentare ogni palato.

Alla guida della brigata, c’è Nicola Schioppo, cuoco di lungo corso con un passato all’Osteria Badalì, una delle preferite dai fiorentini. Si opta per le specialità della tradizione: fettunta (pane arrostito con aglio e olio nuovo) di tonno del Chianti, vellutata di zucca gialla, gnocchetto di patata viola, l’immancabile bistecca, ribollita e crespelle alla fiorentina. Ottimo il rapporto qualità-prezzo: 25/30€ a pranzo e 50/70€ a cena (consigliata la prenotazione). Anche la carta dei vini parla prevalentemente toscano, ci sono i grandi blasoni ma anche le nuove generazioni di vignaioli virtuosi. E poi il Companion Bar – da lunedì a domenica, dalle 18 alle 2 – la cui offerta include i grandi classici della mixology e i signature cocktail realizzati dal bar manager Federico Galli con il suo team. Altra chicca è, poi, l’Alimentari, ovvero la classica bottega fiorentina, realizzata in collaborazione con S. Forno, la più amata bakery della città: aperta fin dalla prima colazione, è uno spazio pensato per chi vive nel quartiere e per chi si trova di passaggio, grazie all’apertura sulla piazza San Paolino finalmente recuperata. Da provare, le torte e i biscotti preparati al mattino dalle ragazze della cucina, mentre, all’ora dell’aperitivo ci si rilassa con un calice di vino abbinato a taglieri di affettati e salumi e al panino cinque e cinque, specialità della costa livornese con cecina toscana (a base di ceci) e mortadella di Prato.

The Place Firenze – Piazza Santa Maria Novella 7

Inaugurato a maggio, in un periodo che ha rivoluzionato il modo di viaggiare, il rinnovato The Place Firenze vuole superare la classica idea di hotel di lusso e proporre un nuovo concetto di ospitalità, fondato sulla dimensione più intima e preziosa di questo palazzetto residenziale: una casa di sole 20 camere dove tutto, dagli elementi di arredo a quelli strutturali, rende omaggio alla vicina Chiesa di Santa Maria Novella. In quest’ottica di connessione con la città, è stato avviato il progetto The Place of Wonders, ovvero un fondo partecipato dalla proprietà e supportato volontariamente dai clienti per sostenere artigiani, artisti e realtà culturali del quartiere come il Museo Marino Marini. All’interno del The Place c’è il The Kitchen & Bar, aperto tutti i giorni anche a chi non soggiorna. La formula è all day dining (prezzo medio 60€ con calice di vino): dalle 07:30 alle 23:30 ci si può accomodare davanti al camino e lungo la galleria degli specchi oppure nel ridisegnato dehor esterno. Punto d’incontro ideale per piccole colazioni, lunch d’affari o cene romantiche con pochi e mirati piatti stagionali (4 antipasti, 4 primi, 4 secondi e 4 dessert) serviti su piatti Richard Ginori della collezione home ed eseguiti dalla mano elegante dello Chef Asso Migliore. Si comincia con tartare di avocado e mela, battuto di manzo di razza Calvana, a seguire spaghetto bio e pacchero del pastificio Fabbri con ragù di suino Grigio del Casentino (dell’allevamento allo stato semibrado Le Selve di Vallolmo). Per l’abbinamento si punta sulle etichette toscane Castello di Ama e Fattoria di Petreto oppure su un originale signature cocktail come il Negroni a base di gin toscano Sabatini. Per chiudere, tiramisù fatto in casa e mini babà agli agrumi. I breakfast addicted invece non potranno perdersi le coccole del mattino con le uova bio della Fattoria di Maiano e i formaggi della storica azienda Palagiaccio del Mugello.

Ditta Artigianale – Via Carducci 2

A luglio 2021 le insegne Ditta Artigianale, una torrefazione italianissima ma con una visione internazionale, sono diventate tre in città. Il nuovo locale – il terzo dopo le caffetterie in via De Neri e in via dello Sprone – è davvero unico: un ex monastero benedettino nel quartiere Sant’Ambrogio, portato a nuova vita grazie a un intervento di restauro durato quattro anni e realizzato in collaborazione con il Comune di Firenze. Incantevole il chiostro immerso nel verde dove leggere un libro in compagnia di un buon caffè. All’interno invece le classiche atmosfere retrò, tratto distintivo del brand fiorentino, e c’è pure una scuola del caffè con corsi di formazione dedicati a professionisti e appassionati. Ditta Artigianale Carducci è aperta tutti i giorni, con orario continuato, dalla prima colazione fino a mezzanotte.

Alimentari Mariano – Via Parione 19

L’ultima dritta non riguarda una nuova apertura, ma merita comunque una segnalazione: Alimentari Mariano è una bottega a conduzione familiare tra le più apprezzate dai residenti del centro. Il locale è ricavato in un edificio storico, un tempo annesso alla chiesa gotica di Santa Trinità. Nel 1973 l’attività viene rilevata da Mariano Orizi che ancora oggi la gestisce insieme alla moglie Lucia, al figlio Matteo e alla nuora Natalia. Fate un salto all’ora di pranzo – come un vero fiorentino – per provare gli imperdibili panini (prezzi da 3,50€ a 4,50€) con carne salata e lingua o la galantina di pollo e i crostini toscani, “l’antipasto tradizionale toscano, soprattutto il 25 dicembre” ci confida la signora Lucia, a base di fegatini di pollo. Tra i dolci, invece, i quadrotti, una frolla con ripieno di nocciole e frutti di bosco, oppure c’è la versione con uvetta e marmellata. Aperto dalle 8 alle 15 e dalle 17 alle 19:30, Alimentari Mariano è chiuso il sabato pomeriggio e la domenica.

Bindella Tenuta Vallocaia – Montepulciano

La gita fuori porta non può che essere in cantina: siamo in Toscana, regione che ha scritto le pagine più belle dell’enologia italiana. Il consiglio è quello di fare rotta verso la DOCG del Vino Nobile di Montepulciano, in provincia di Siena, a poco più di un’ora d’auto da Firenze. Adagiata su un poggio della Val di Chiana c’è la Tenuta Vallocaia, progetto avviato negli anni ’80 dall’imprenditore svizzero del food&wine Rudi Bindella, grande cultore del bien vivre: il percorso di visita della cantina è disseminato, in barriccaia e in sala degustazione, di frammenti di capitelli e fregi romani che dialogano con sculture in bronzo e tele commissionate ad artisti contemporanei. Novità di quest’anno è invece la Cucina di Vallocaia con piatti autentici della tradizionale toscana – la maggior parte dei prodotti proviene dall’orto della tenuta – elaborati dallo chef Luca Biancucci e proposti in abbinamento al Sangiovese, vitigno principe della denominazione. Punto di forza della struttura, è sicuramente la scenografica e avveniristica vetrata che amplifica la vista sui vigneti e Montepulciano: nella vinoteca si possono degustare e acquistare tutti i vini della cantina e una selezione di prodotti della filiera corta come pasta, biscotti, salse e conserve, marmellate, miele e tartufi, tutti rigorosamente Made in Tuscany.