Home Cibo 5 piatti per un Capodanno in viaggio stando a casa

5 piatti per un Capodanno in viaggio stando a casa

di Roberta Favazzo

A Capodanno sarebbe bello prendere il primo volo direzione luogo esotico. In alternativa, potrete viaggiare da casa con le nostre 5 ricette.

L’arrivo del nuovo anno viene salutato a tutte le latitudini con varie e succulente pietanze. I piatti tipici di Capodanno nel mondo sono altrettanto allettanti che i nostri. Difatti, nonostante varino i piatti, ciò che accomuna la ricorrenza in tutti – o quasi – i paesi del mondo, è gustare cibi e bevande più o meno ricchi per inaugurare un anno di prosperità. Ecco alcune delle tradizioni culinarie di Capodanno degne di nota.

  1. Toshikoshi Soba (Noodles di Capodanno). Iniziamo dal Giappone, dove consumare una scodella bollente di zuppa di noodle soba è il miglior modo per chiudere l’anno e salutarne uno nuovo. La tradizionale Toshikoshi Soba si mangia alla vigilia di Capodanno, o Ōmisoka. Momento nel quale, i giapponesi, riflettono sull’anno passato e celebrano l’inizio del nuovo. Piatto caldo sano e facile da preparare, è composto da soba di grano saraceno serviti in un brodo caldo dashi con scalogno tritato finemente. Questa la ricetta base, che può essere ovviamente arricchita a piacere. C’è chi ama aggiungere tempura o uova crude, per non farsi mancare nulla, insomma.
  2. Salad olivier. Non c’è famiglia russa che non la includa nel suo menu di Capodanno. L’insalata Olivier – che, sì, è simile alla nostrana insalata russa – rientra tra le ricette tipiche del Capodanno nel mondo. La sua è una ricetta semplice: patate, carote, sottaceti, uova, salsiccia, tutti tagliati a dadini molto piccoli (per intenderci, delle dimensioni dei piselli, anche questi nel piatto). Il tutto immerso nella maionese. La semplicità della ricetta sta nella sua origine: si realizzava, infatti, nelle cucine russe e sovietiche dei tempi più duri (da qui l’uso dell’economica salsiccia al posto della carne). Secondo una leggenda, sarebbe stata ideata a Mosca dallo chef francese Monsignor Olivier, nel XIX secolo.
  3. Kogt Torsk. Alias merluzzo bollito, è uno dei piatti di Capodanno più popolari in Danimarca. Il piatto consiste in un semplicissimo merluzzo bollito con aceto, grani di pepe e alloro che viene poi servito con patate lesse, pancetta croccante e uova o con una grande varietà di zuppe di carne o pesce. Tra le salse di accompagnamento, la più comune è a base di senape: è perfetta per esaltare il delicato gusto del pesce. Se i piatti a base di pesce venivano consumati diffusamente durante la Quaresima, anche l’Avvento, considerato periodo di digiuno e penitenza, li vedeva spesso in tavola. L’usanza di mangiare il merluzzo a Capodanno si consolidò tra il 18esimo e 19esimo secolo – probabilmente come contrappeso al grasso cibo natalizio.
  4. Tamales. Vengono dal Messico e sono involtini di pasta di mais ripiena di carne, formaggio e altri deliziosi ingredienti avvolti in una foglia di banana o in una buccia di mais. È usanza prepararli in famiglia in grandi quantità. Gruppi di donne, in vista del giorno di festa, si incaricano della loro produzione, ognuna con un compito specifico, dalla preparazione alla cottura. A Capodanno, in particolare, i tamales vengono serviti spesso con il menudo, una zuppa di trippa (che, per chi non lo sapesse, molti usano come rimedio casalingo per alleviare i postumi di una sbornia). I tamales cotti a vapore sono anche un popolare street food messicano e possono essere anche dolci.
  5. Vasilopita. Dalla Grecia arriva, infine, la vasilopita, un dolce tradizionale greco servito a mezzanotte la vigilia di Capodanno per celebrare la vita di San Basilio. In realtà si tratta di una torta semplicissima, seppure molto soffice e piacevole da gustare a colazione o a merenda. Tuttavia, la sua particolarità sta nella tradizione, una volta cotta la torta, di inserire al suo interno una moneta attraverso la base. Chi la trova, avrà fortuna per il resto dell’anno. Le ricette della vasilopita sono diverse, prevedono una grande varietà di impasti a seconda della regione. Ogni famiglia inoltre ha una sua ricetta tramandata di generazione in generazione.