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8 conserve invernali da fare in casa

di Nadine Solano

Preparare delle gustose conserve invernali non è mai stato così semplice: eccone 8 da provare subito per arricchire la dispensa.

Gustare i sapori dell’inverno, la verdura e la frutta tipiche di questa stagione anche in altri periodi dell’anno: un vero piacere. E d’altra parte, è una grande comodità avere a portata di mano prodotti sani e saporiti da consumare nella loro semplicità o utilizzare per preparare dolciumi e arricchire piatti salati. Come passare dalla teoria alla pratica? Due le parole magiche: conserve invernali. Le più classiche sono note a molti, ma qua vogliamo proporvi di alzare il tiro. Virando verso versioni più originali e meno diffuse. Una raccomandazione vale per tutte: bisogna usare vasetti sterilizzati e capsule nuove.

  1. Broccoli sott’olio. Una conserva poco comune ma, ve lo assicuriamo, davvero gustosa. Da utilizzare tutto l’anno per farcire panini, donare un quid a pizze e crostini, preparare la pasta fredda. Il procedimento è di una facilità disarmante. Primo step: pulire i broccoli, eliminando le foglie e le parti più dure dei gambi. Secondo: versare in una pentola mezzo litro di acqua e mezzo litro di aceto bianco, aggiungere un cucchiaio di sale grosso e portare a ebollizione. A questo punto si uniscono i broccoli, lasciandoli cuocere per 10-15 minuti; il tempo è variabile, ma quando la forchetta infilza i gambi senza resistenze, vuol dire che sono pronti. Si scolano e, una volta raffreddati, si distribuiscono nei vasetti con un po’ di aglio e peperoncino, per poi ricoprirli di olio extravergine di oliva.
  2. Confettura di mele cotogne. Semplice da preparare e molto versatile: è perfetta semplicemente spalmata su fette di pane tostate o biscottate, come farcitura di crostate, ma consigliamo di provarla anche con la carne di pollo e i formaggi a pasta molle. Per 1,5 kg di mele occorrono 500-600 grammi di zucchero (a seconda dei gusti). Dopo aver pulito la frutta, eliminando la buccia, i semi, il torsolo e le parti annerite o ammaccate, bisogna tagliarla a pezzetti e metterla in un pentola, unendo subito lo zucchero. Si lascia cuocere il composto per una trentina di minuti, per poi frullarlo e rimetterlo sul fuoco per altri 20 minuti. Per rendere il profumo più intenso, basta aggiungere alla fine della prima fase di cottura il succo di un limone. Voilà, il gioco è fatto. A questo punto si distribuisce la confettura nei vasetti di vetro e si lascia raffreddare.
  3. Chutney di zucca e cipolle. Di origini indiane, il chutney è una sorta di confettura agrodolce dal sapore molto particolare, intenso e al contempo delicato. Va a nozze coi piatti a base di carne e pesce nonché i formaggi caprini. Si comincia facendo sciogliere su fuoco medio 100 gr di burro, per poi aggiungere 3 cipolle e 1 kg di zucca pulita e tagliata a tocchetti. Dopo qualche minuto si uniscono un cucchiaino di curcuma, un pezzetto di zenzero e 100 ml di aceto di mele. La cottura deve continuare per 35-40 minuti circa; trascorso questo tempo, si aggiungono al composto 600 grammi di zucchero di canna e si fa cuocere il tutto per un altro quarto d’ora. Infine si divide il chutney nei vasetti. Il consiglio è quello di attendere 3 o 4 settimane prima di aprirli.
  4. Confettura di pere e finocchi. La confettura di pere è un grande classico, ma suggeriamo vivamente di provare anche il connubio coi finocchi perché funziona alla grande, soprattutto insieme ai formaggi. Ingredienti: 800 gr di pere, 350 gr di finocchi, 500 gr di zucchero, 2 limoni. Dopo averli puliti e tagliati a cubetti, si sbollentano i finocchi per 5 minuti e si lasciano scolare. Nel frattempo si sbucciano e si tagliano a pezzetti anche le pere, per poi metterle in un contenitore con i finocchi e lo zucchero. Si mescola delicatamente e si ripone il composto a riposare in frigo per 2 ore. Dopo di che, lo si trasferisce in una pentola e si avvia la cottura a fuoco medio; la durata è pari a circa mezz’ora. A questo punto si frulla il tutto con un mixer a immersione, si unisce il succo dei limoni e si invasa la confettura quando è ancora calda. Infine, si immergono i vasetti in acqua bollente per 20 minuti per poi passarli sotto l’acqua fredda.
  5. Verza in agrodolce. Disporre di qualche vasetto di verza in agrodolce significa avere la possibilità di gustare in qualsiasi momento un antipasto ottimo e genuino, che si sposa perfettamente con formaggi e salumi. Ma in realtà possiamo parlare anche di contorno, e in questo caso il sodalizio migliore è quello con le carni. La ricetta è molto semplice: si taglia a striscioline un cavolo verza da 1,5 kg circa e lo si fa cuocere in una pentola contenente 2 litri d’acqua e mezzo litro di aceto bianco (precedentemente portati a ebollizione). In un’ampia padella si fa riscaldare dell’olio di oliva, quindi si uniscono un paio di spicchi d’aglio, un peperoncino e la verza scolata; si lascia saltare per qualche minuto per poi aggiustare di sale e unire qualche foglia di alloro e un cucchiaino di bacche di ginepro. Dopo aver mescolato con cura, si manda avanti la cottura a fuoco lento per una decina di minuti. A questo punto bisogna solo distribuire la verza nei vasetti e ricoprirla con olio extravergine di oliva.
  6. Marmellata di kiwi. Non la solita marmellata, è proprio il caso di dirlo. Con il loro sapore inconfondibile, i kiwi consentono di ottenere un risultato all’insegna dell’originalità. A noi piace, molto. Gli ingredienti? 1 kg di kiwi maturi ma sodi, 600 gr di zucchero e il succo di due limoni. I kiwi, sbucciati e tagliati a pezzetti, devono essere messi in una pentola con gli altri ingredienti, quindi si comincia la cottura a fuoco medio e la si porta avanti per circa 35-40 minuti, mescolando più volte con un cucchiaio di legno. C’è un trucchetto per sapere quando il fuoco può essere spento: basta mettere un cucchiaio di marmellata su un piatto e inclinarlo; se il composto non scivola via subito significa che ci siamo, altrimenti si deve addensare un altro po’. Quando è pronto, ancora caldo deve essere trasferito nei vasetti. Che vanno poi capovolti e devono restare tali fino al perfetto raffreddamento della marmellata.
  7. Cardi al naturale. Sono in tanti ad amare i cardi e il loro sapore unico, perfetta via di mezzo fra il dolciastro e l’amarognolo. Allora, come gustarli anche fuori stagione? Ebbene, esiste un procedimento per conservarli al naturale, rapido e light. Consideriamo 1 kg di cardi freschi: dopo averli puliti, in modo da ricavarne solo le coste, si immergono in un recipiente contenente acqua e il succo di 3-4 limoni. Dopo circa mezz’ora, ma volendo anche di più, si può procedere tagliando gli ortaggi a piccoli pezzi e facendoli lessare in acqua bollente; meglio aggiungere, anche in questa fase, del succo di limone. Trascorsi 15-20 minuti, si spegne il fuoco ma senza scolare i cardi. Due precisazioni fondamentali: il suddetto tempo non basta per completare la cottura, ma si tratta di una caratteristica di questa conserva. La cottura, cioè, va terminata nel momento in cui si decide di consumare i cardi. Punto secondo: devono essere invasati con la stessa acqua utilizzata in questo primo step. Senza aggiungere altro.
  8. Marmellata di cedro. Dulcis in fundo, la marmellata di cedro. Che, sappiatelo, forma combinazioni perfette con i formaggi di pecora ma anche con la ricotta. Per 1 kg, occorrono 900 gr di zucchero. I frutti devono essere utilizzati interi, per cui sarebbe preferibile optare per quelli biologici; in ogni caso, bisogna lavare la buccia con estrema cura, meglio se con una spugnetta. Quindi si tagliano prima a fettine e poi a pezzetti molto piccoli. Chi preferisce, può frullarli grossolanamente con un mixer a immersione. Si procede mettendoli in una pentola con un bicchiere d’acqua e portando il tutto a ebollizione. Il liquido deve essere totalmente assorbito. In un’altra pentola si versano 400 ml di acqua e lo zucchero, quindi si porta a ebollizione e si mescola delicatamente fino a ottenere uno sciroppo. Si aggiungono i cedri e si prosegue la cottura per 15 minuti, sempre mescolando. Bene, la marmellata è pronta. Ancora calda, si trasferisce nei vasetti.