Home Mangiare Ristoranti Il primo ristorante NFT deve ancora aprire e ha già (quasi) finito i piatti

Il primo ristorante NFT deve ancora aprire e ha già (quasi) finito i piatti

di Marta Manzo

Nel 2023 aprirà i battenti il primo ristorante NFT a New York. Come funziona? Entra solo chi ha pagato l’abbonamento.

Perfino il pianeta della ristorazione non riesce a rimanere immune al fascino degli NFT. Tanto che, come racconta Fortune, l’anno prossimo a New York nascerà il primo ristorante nonfungible token al mondo. Qual è la notizia? È che non è ancora nato, ma ha quasi già finito i piatti disponibili.

Che cosa sono?

Sulla bocca di tutti nel mondo delle cripto valute, ma soprattutto nella bolla dell’arte digitale, i nonfungible token sono un tipo speciale di gettoni di moneta crittografica. Spiegato in parole povere sono un certificato digitale di proprietà e autenticità, registrato su blockchain, di un bene unico, che sia digitale o fisico. E, a differenza dei bitcoin, questi token non sono appunto fungibili, cioè non sono replicabili o sostituibili.

Il primo NFT: Flyfish Club

La breve spiegazione, non esaustiva, ci serve per illustrare quanto segue: il suddetto ristorante, il Flyfish Club, ispirato ai frutti di mare, che aprirà nel 2023, sarà l’unico dining riservato ai soli soci in grado di dimostrare una prova di appartenenza. Prevista sotto forma di NFT, appunto. Come ha spiegato a Fortune David Rodolitz, CEO del VCR Group che sta gestendo il progetto, il concetto di un ristorante in cui l’autorizzazione all’accesso è verificata attraverso la tecnologia blockchain è una vera e significativa evoluzione. Ben ripagata, aggiungiamo noi, visto che finora sono già stati venduti circa 1.500 token, per un totale di 14 milioni di euro. 

I servizi dell’NFT

Per darvi un’idea, in occasione del lancio pubblico di inizio gennaio le tariffe erano queste. Un livello base, di circa 2,5 Ethereum (quasi 8.200 dollari), per l’accesso illimitato a una sala da pranzo di oltre 900 metri quadrati, a un ristorante, un cocktail bar e uno spazio all’aperto in una location che non è stata ancora comunicata. Oppure, un abbonamento premium, pari a circa 4,25 Ethereum (poco meno di 14.000 dollari), che darà ai commensali l’accesso a numerosi servizi extra, tra cui l’esclusivo ristorante giapponese omakase

Cose da non dimenticare: il portafogli

 

Rodolitz è certo che gli abbonamenti in NFT siano una vera tendenza e che molti altri club vorranno seguire presto l’esempio. “Tokenizzandola – ha chiarito ancora – l’appartenenza diventa una risorsa: la persona ne è proprietaria. E potrebbe usare l’NFT per entrare nel dining, come previsto, ma potrebbe anche affittarlo quando è fuori città, o addirittura venderlo. Questo attirerà l’interesse di molte persone”. Se l’interesse è certo, insomma, e nonostante i gettoni riproducano solo virtualmente i vari piatti di sushi e sashimi presenti nel menu, quando i soci l’anno prossimo si recheranno nel loro esclusivo ristorante non dovranno però scordare a casa il portafogli. Perché nonostante gli abbonamenti possano essere acquistati solo tramite Ethereum, il conto per le consumazioni sarà comunque cash