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Cosa sono le pigne candite?

di Alessia Dalla Massara

Conosciamo le pigne per i pinoli o perché le usiamo come decorazione. Avevate mai pensato di mangiarle? Ecco come prepararle candite.

La stagione invernale invoglia a stare a casa, sul divano davanti alla TV, ma può anche essere il momento adatto per delle rigeneranti passeggiate tra i boschi, alpini e appenninici, tra le conifere, pini, abeti e via dicendo. Questi alberi – appartenenti alla famiglia delle Pinacee – con le loro distese di foglie aghiformi dal colore verde intenso, si distinguono per la presenza inconfondibile delle pigne. Il nome conifera, infatti, deriva proprio dal fatto che siano portatrici di coni, ossia di pigne, i frutti femminili della pianta contenenti una quantità variabile di semi. Ma sapete che esistono cucine, come quella lettone, dove le pigne, invece di essere svuotate dai pinoli, vengono candite e servite in tavola? Scopriamo allora cosa sono e come si utilizzano in cucina.

Proprietà delle pigne candite

Trovare le pigne non come classico centrotavola ma come portata da gustare è alquanto raro. Se siete scettici sul loro gusto, non potrete di certo avere dubbi sulle numerose proprietà benefiche per la vostra salute. Prima di tutto, c’è da dire che le pigne svolgono un’importante funzione antibatterica e hanno un ottimo potere antiossidante: sono ricche di vitamina C e sono preziose alleate per il sistema immunitario e la salute dello stomaco. Hanno, inoltre, un alto contenuto di tannini e rappresentano un alimento perfetto per la purificazione del sangue.

Le origini della ricetta

La ricetta delle pigne candite affonda le proprie radici nella tradizione culinaria lettone, composta principalmente da prodotti di bosco, come erbe, bacche e ortaggi. Tra le tecniche di preparazione più utilizzate si spazia tra la fermentazione, l’essicazione e la canditura; è proprio quest’ultimo metodo che ha dato vita a questo piatto tanto bizzarro quanto gustoso. Il vero successo delle pigne candite si deve però allo chef stellato René Redzepi che ne ha fatto uno dei piatti iconici del menu del suo ristorante Noma di Copenaghen. Scopriamo allora passo dopo passo come si preparano.

Pigne candite: come prepararle

Per prima cosa, rimuovete lo stelo alla base delle pigne aiutandovi con un coltellino. Considerate che le pigne avranno una consistenza molto resinosa, quindi pulitele molto bene sotto acqua corrente in modo da eliminarne tutti i residui, sciacquandole anche più volte se necessario. Scolatele con cura e versatele in un pentolino dai bordi alti nel quale verserete 300 gr. di zucchero semolato e un litro di acqua. Portate a bollore, quindi abbassate il fuoco e mescolate delicatamente le pigne. Proseguite la cottura per almeno tre ore e comunque fino a che non noterete la fuoriuscita degli olii e dei tannini in esse contenuti: ve ne accorgerete perché l’acqua inizierà a colorarsi di sfumature sul rosso-marrone e le pigne saranno belle morbide e caramellate. A questo punto scolate le pigne e versate lo sciroppo ottenuto in un barattolo con chiusura ermetica: conosciuto anche con il nome di miele di pigna potrete utilizzarlo all’interno di bevande calde come dolcificante naturale. Aggiungete anche le pigne candite versandole in superficie.
Un’idea perfetta per utilizzarle in cucina è quella di abbinarle con della zucca al forno insieme a della frutta secca tostata per un contorno saporito e originale.