Home Cibo Tradotto per voi: Bravissimo! I momenti più importanti della storia del cibo italiano

Tradotto per voi: Bravissimo! I momenti più importanti della storia del cibo italiano

di Paola Porciello

L’articolo originale “Bravissimo! Great Moments In Italian Food History” di John Mariani appare su Forbes.com. L’abbiamo tradotto per voi.

Come già il titolo del mio libro, Come il cibo italiano ha conquistato il mondo, asserisce il predominio del cibo italiano, dalla pizza al tartufo bianco, è palese tanto a Boca Raton quanto a Pechino. È infatti anomalo trovare un ristorante, tranne magari uno asiatico, che non abbia pasta o pizza sul suo menu. A seguire vi racconto le pietre miliari dell’inesorabile avanzata del cibo italiano alla conquista del mondo.

Primo secolo DC – Il primo libro di ricette del mondo è romano e si intitola Apicio (come il suo autore, il nobiluomo Marco Gavio Apicio) ed ha il sottotitolo De Re Coquinaria.

Terzo secolo DC – L’imperatore Eliogabalo, un vero e proprio party animal dell’epoca, organizza delle stravaganti cene orgiastiche che vanno avanti fino al mattino, nel corso delle quali vengono servite fino a seicento ostriche e secchi di anguille ingrassate con la carne dei cristiani uccisi nel Colosseo.

Marco Polo lascia Venezia.

1295 – Dopo aver trascorso 14 anni in Oriente, Marco Polo torna in Italia, portando notizie di quanto la cultura gastronomica cinese sia evoluta rispetto a quella europea. Riporta con sé anche il riso, e racconta che i cinesi mangiano spaghetti proprio come gli italiani fanno da secoli.

Inizio XIV secolo – La forchetta diventa un modo comodo di mangiare la pasta senza dover usare le dita: questa usanza arriverà indisturbata al ventesimo secolo.

1492Cristoforo Colombo si dirige verso Occidente per aprire una nuova rotta delle spezie dall’Oriente. Qualche tempo dopo pomodori, patate e grano, gli alimenti del Nuovo Mondo, vengono importati in Italia.

1533Caterina de’ Medici sposa il re di Francia e si trasferisce coi suoi cuochi a Parigi (anche se non ci sono prove che abbia portato anche cibi italiani nelle dispense reali francesi).

1820 – I caffè di Venezia diventano famosi in tutta Europa e ospitano personaggi del calibro di Lord Byron, Stendhal, Richard Wagner e Alexandre Dumas.

1856Francesco Cirio fonda la sua compagnia di inscatolamento ed esporta il cibo italiano in tutta Europa.

1861 – L’Unità d’Italia, migliorando i trasporti e l’orgoglio nazionale, da una spinta alla cultura gastronomica nostrana. Il re Vittorio Emanuele II, nel corso di una cena di stato, fa servire cibo italiano, anche se il menu continua a essere scritto in francese.

1880 – La prima ondata di cinque milioni di immigrati italiani, prevalentemente provenienti dalla Campania e dalla Sicilia, arriva negli Stati Uniti, dando vita a una nuova forma di cucina, quella del cibo italo-americano. Nelle città del nordest, come New York e Boston, si creano grandi comunità italiane, e lo stesso accade a San Francisco e New Orleans.

1881 – I pizzaioli napoletani creano la pizza Margherita per omaggiare la regina consorte, ricreando i colori della bandiera italiana con pomodori, basilico e mozzarella.

1891 – Il banchiere in pensione Pellegrino Artusi scrive il primo libro di ricette italiane moderno a uso casalingo, in dialetto toscano, che nel 1910 ha già venduto 283.000 copie.

1900 – Un numero sempre crescente di italiani si insedia nelle vallate californiane di Napa e Sonoma, piantando vigneti e aprendo aziende vinicole.

1905 – A Spring Street, a New York, apre G. Lombardi’s, la prima pizzeria degli Stati Uniti. È ancora nello stesso posto.

1906 – Il più antico ristorante a conduzione familiare d’America, Barbetta, apre i battenti nel Theater District newyorchese. È gestito ancora oggi dalla discendente dei fondatori, Laura Maioglio.

1914 – Apre sulla 48a West di New York il primo iconico ristorante italoamericano Mama Leone, dai locali ampi e sempre pieni di musica, che richiama celebrità dal mondo dello spettacolo. Chiuderà i battenti nel 1992.

1917 – Il ristoratore romano Alfredo Di Lelio, nel ristorante Alfredo alla Scrofa, crea le fettuccine alla Alfredo con burro e parmigiano, che diventano famose grazie alle stelle hollywoodiane in visita a Roma, come Douglas Fairbanks e Mary Pickford, che ne parlano a tutti una volta tornate negli USA.

1926John Ganzi e Pio Bozzi aprono uno speakeasy chiamato Palm che diventa il prototipo della steakhouse italiana alla fine del Proibizionismo. Ne apriranno poi 25 succursali.

1920/1940 – Nei grand hotel e nei resort italiani spopolano i ristoranti in stile continentale e nelle città  spuntano ovunque trattorie.

1927 – Una romana chiamata Ada Boni pubblica Il Talismano della Felicità, libro che alla prima edizione comprende 882 ricette (diventeranno 2245 nel 1976) e incontra un enorme successo di vendite.

1927 – A Venezia Giuseppe Cipriani apre l’Harry’s Bar, che attrae la clientela più ambita del mondo, tra cui gli americani che qui possono bere i liquori, ancora proibiti negli Stati Uniti.

1931 – Le navi da crociera italiane Rex e Conte di Savoia sfidano la concorrenza nei viaggi transatlantici, offrendo a bordo cibi e vini italiani.

1937 – L’importatore immigrato Giovanni Cantisano e sua moglie Assuntina confezionano la loro salsa di pomodoro in barattoli di vetro a Rochester, New York, vendendoli con l’etichetta Ragù, e nel 1973 vendono l’azienda alla Cheeseborough Ponds per 100 milioni di dollari.

1945 – I soldati americani tornano dalla guerra ricordando il cibo mangiato in Italia, e la passione che ne deriva concorre a creare l’enorme popolarità dei piatti italiani nell’immediato dopoguerra.

1953 – L’emigrante Hector Boiardi commissiona la prima pubblicità televisiva dei suoi spaghetti in scatola Chef-Boy-Ar-Dee e il marchio diventa un punto di riferimento della tavola americana.

1954 – Nel dopoguerra i transatlantici italiani continuano a portare in giro per il mondo la cucina nazionale, e parte del personale di bordo resta a lavorare nei ristoranti di New York, con mansioni di cuoco e cameriere.

Gregory Peck e Audrey Hepburn nel film Vacanze Romane.

1955 – I film hollywoodiani sugli americani a Roma, come Vacanze Romane, Tre soldi nella fontana e Tempo d’estate mettono in scena una Italia del dopoguerra dove il cibo e il vino sono elementi cruciali e romantici. La cosa viene amplificata col debutto di Fellini ne La Dolce Vita del 1961, che già dal titolo diventa un emblema dello stile di vita italiano.

1957Arthur Frommer pubblica L’Europa con cinque dollari al giorno, che permette a milioni di americani di godere dell’ospitalità e del cibo italiani a costi contenuti in luoghi come Roma e Napoli.

1962 – Il ristoratore newyorchese Romeo Salta pubblica Romeo Salta: I piaceri della cucina italiana.

1963 – Il governo italiano crea le denominazioni DOC e poi la DOCG, che implementano la credibilità del vino italiano.

1970 – Inizia l’esportazione di vini e cibi di qualità, come Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, olio extravergine di oliva, Prosciutto di Parma e tartufi bianchi.

1971Waverly Root pubblica il rinomato Il cibo d’Italia, che racconta la storia e la cultura dei vini e delle cucine regionali.

1971Lucio Caputo viene nominato Commissario del Commercio Italiano a New York e riversa risorse e soldi nell’educazione sui vini e i cibi italiani.

 © GETTY IMAGES Piero Selvaggio del ristorante Valentino di Santa Monica, California.

1972 – Il siciliano Piero Selvaggio apre il Valentino a Santa Monica in California, che diventa, piano piano, uno dei ristoranti italiani più influenti al mondo.

1973Marcella Hazan pubblica The Classic Italian Cookbook.

1973 – Il toscano Sirio Maccioni apre a New York il ristorante per l’alta società Le Cirque con un menu francese, ma il piatto che diventa più famoso, le fettucine alla primavera, è italiano. Successivamente, il ristorante comincia a proporre un menu sempre più italiano.

1977Gualtiero Marchesi, sfruttando il successo della nouvelle cuisine francese, sviluppa e promuove una raffinatissima e creativa nuova cucina nel suo ristorante milanese.

1980 – Il successo degli stilisti italiani quali Giorgio Armani e Dolce & Gabbana crea un interesse enorme nelle trattorie italiane che servono cibo toscano leggero e appetibile. A New York aprono succursali di Bagutta, Bice e Paper Moon.

 © GETTY IMAGES Lo chef Wolfgang Puck insegna a dei bambini come preparare la pizza

1981Alice Waters, al Café Fanny di Berkeley in California, e Wolfgang Puck al ristorante hollywoodiano Spago, inventano la pizza gourmet.

1983Tony May e altre autorità della cucina italiana fondano il Gruppo Ristoratori Italiani per educare il mondo e gli stessi italiani ai cibi regionali tradizionali e moderni. Tony May apre anche a New York i ristoranti Palio e San Domenico, che servono cucina e vini italiani ai livelli della haute cuisine francese.

1986 – Viene pubblicata la prima edizione della guida italiana Gambero Rosso, che recensisce vini e ristoranti in tutta Italia.

1986 – In risposta all’apertura del primo McDonald in Italia, a Roma, nasce il movimento Slow Food.

1987 – L’inglese Rose Gray e l’americana Ruth Rogers aprono il River Café, un ristorante italiano sulle rive del Tamigi, che diventa rapidamente il ristorante più difficile da prenotare di tutta Londra.

1993 – Il concetto della dieta mediterranea rende più salutare l’immagine del cibo italiano nel mondo.

2000 – Per la prima volta in 25 anni la rivista Wine Spectator riconosce un vino italiano, il Solaia, come vino dell’anno.