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Cos’è il Maracuoccio di Lentiscosa?

di Marta Manzo

Sapete cos’è il Maracuoccio di Lentiscosa? Si tratta di un legume coltivato solo in un comune del Cilento, in Campania.

L’avete certamente sentito nominare in una puntata di Dinner Club, la quarta per essere precisi. Spoiler per i ritardatari: quella in cui Carlo Cracco era in Cilento con Valerio Mastandrea, a scoprire – e poi preparare – la maracucciata, una specie di polenta a base di maracuoccio. Esclusivo di una ristretta zona del cilentano, in Campania, il maracuoccio di Lentiscosa è un antico e raro legume, il cui nome viene da mar, che significa amaro, e cuoccio, cioè baccello. Forse antenato della cicerchia, simile a un pisello, ricorda molto per forma e colore – dal verde scuro al marroncino, al rossastro, allo screziato – la roveja dei Monti Sibillini.

Le origini del maracuoccio

Da secoli, il maracuoccio si coltiva soltanto a Lentiscosa, che è un frazione collinare del comune di Camerota, nella parte meridionale del Parco nazionale del Cilento, e soltanto sui terreni più soleggiati e calcarei. Nei tempi antichi, come tanti altri legumi, il maracuoccio veniva utilizzato sia come alimento per il bestiame, sia come fonte proteica povera per le popolazioni, anche durante i periodi di carestia

Il presidio Slow Food

 © Destinazione Cilento

Protetto da presidio Slow Food dal 2016, oggi a Lentiscosa pochissime famiglie continuano a produrre il maracuoccio secondo la tradizione secolare. Tra ottobre e novembre si prepara il terreno, mentre da gennaio a marzo avviene la semina, per una raccolta che inizia a partire dalla fine di giugno. Le piante – molto basse e simili a quelle dei ceci – vengono quindi estirpate, lasciate essiccare e poi adagiate su un telo, per essere battute facendo uscire i semi. Infine, portate alla molitura, nei molini di zona, dove il maracuoccio viene macinato insieme al grano. 

La ricetta della maracucciata

 © Marina di Camarota cloud

La ricetta tipica, che poi è quella che prima assaggiano e poi ripropongono Chef Cracco e Valerio Mastandrea, è quella della maracucciata. È una specie di polenta che oggi si ottiene, oggi da disciplinare, con un 40% di farina di grano e un 60% di farina di maracuoccio. Si tratta di un piatto molto povero, ma gustoso e nutriente, che viene poi condito con olio extravergine d’oliva, cipolla, aglio, peperoncino e crostini di pane, realizzati a parte. E, proprio come una normale polenta, anche la maracucciata richiede tanto, tanto, olio di gomito.