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Carnevale: 6 dolci da preparare al forno

di Manuela Laiacona

È vero che la maggior parte dei dolci di Carnevale sono fritti, ma anche le alternative al forno non sono meno golose: eccone 6 da provare.

Carnevale è la festa dello scompiglio e dello scherzo, in cui tutto è concesso, compresa l’abbuffata di dolci fritti. Sui banconi delle pasticcerie e dei panifici, sulle tavole e agli angoli delle strade fanno capolino specialità della tradizione, bontà tra il sacro e il profano di antichissima origine. Dalle chiacchiere alle castagnole, alle frittelle è tutto un proliferare di strappi alla regola irrinunciabili, occasioni di pura gioia godereccia con buona pace della dieta e dei medici. Per sentirsi un po’ meno in colpa e godersi questo momento di festa, si può cedere senza troppi crucci a dolci gustosi non fritti e preparati al forno. Esistono molte varianti delle prelibatezze del Carnevale, più sane e altrettanto buone.

  1. frittelle-ricotta-al-forno Frittelle. Esistono due varianti irresistibili, quelle al riso o al cedro candito. Una tira l’altra e la preparazione è facile. Gli ingredienti di base sono sempre la farina, le uova, l’acqua, il burro, la vaniglia e la scorza di limone. La ricetta delle frittelle al riso prevede anche l’aggiunta del latte. Basta preparare il composto in un tegame, lasciarlo poi raffreddare e sistemare le frittelle in una teglia pronta per essere infornata. Sfiziose e light conquisteranno tutti sotto le stelle filanti. Ideali per comporre un vassoio assortito a prova di puristi del fritto e degli irriducibili del fitness.
  2. Le tagliatelle fritte 2 Tagliatelle dolci. Sebbene per questa ricetta il must a Carnevale sia la frittura, l’alternativa al forno non è meno buona. Si tratta di canoniche tagliatelle di un centimetro di larghezza il cui impasto è insaporito con zucchero, succo e scorze di limone e di arancia. Con le forme ci si può sbizzarrire: si possono arrotolare le tagliatelle fino a formare nidi, simpatici fiocchi o cuori. Una volta cotte e lasciate raffreddare, vanno ricoperte con zucchero a velo. Una specialità aromatica e croccante da sgranocchiare spensieratamente sotto la maschera.
  3. castagnole-al-forno Castagnole farcite. Tra i dolci di Carnevale più popolari, questi bon bon, che ricordano le castagne, sono amate da grandi e piccini. Davvero golosa è la castagnola con ripieno di crema di ricotta o con crema al limoncello, anche se quelle con crema pasticcera o al cioccolato sono tra le più gettonate. Al forno diventa una delizia che rassicura anche chi sta attento alla linea. L’impasto è a base di farina, zucchero, burro, lievito insaporito da alchermes e scorza di limone.
  4. Chiacchiere-senza-glutine Chiacchiere alla farina di riso. L’icona della festa: non c’è Carnevale se non ci sono le chiacchiere. Dolce dai molteplici nomi, secondo la regione dove ci si trova, e con mille anni di storia alle spalle: l’origine risale all’Antica Roma, al festeggiamento dei saturnali. Non potevamo non inserirlo in questo elenco di ricette alternative: da sempre consumate fritte, da tempo, però, sui banconi delle pasticcerie si trovano anche quelle al forno. Di questa categoria proponiamo le chiacchiere con farina di riso, da sostituire alla farina 00 riportata nella nostra ricetta. Molto light e buone anche per chi è intollerante al glutine.
  5. cicerchiata Cicerchiata. Al clima di allegria del Carnevale, oltre coriandoli e trombette, contribuiscono anche queste deliziose palline di pasta dolce, tipiche del centro Italia e di origine medievale. Si possono preparare al forno: da provare la cicerchiata con farina di grano tenero antico. Un mix interregionale sano che può diventare goloso con una colata di cioccolato fondente, in alternativa al miele, e granella di mandorle.
  6. Sospiri. Classico dolce sardo del Carnevale, i sospiri sono dei biscottini a base di farina di mandorle ricoperti da una glassa profumata al limone o al mirto. Oltre che per il periodo di Carnevale, i sospiri vengono preparati anche in occasione di matrimoni, nascite e altre ricorrenze. Quelli di Ozieri, in particolare, sono anche un Prodotto Alimentare Tradizionale della Sardegna.
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