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Torino, nuove aperture fra pizza, casual food e champagne

di Alessandra Iannello

Ecco le nuove aperture degli ultimi mesi da provare a Torino nel 2022, tra pizza, casual food e grandi classici.

Torino è la capofila della candidatura del Piemonte a World Food Capital, il progetto che mira a trasformare l’intera regione in una food valley di risonanza mondiale. In attesa che la petizione che il Comitato Promotore Torino-Piemonte World Food Capital ha lanciato su change.org raggiunga i 2500 firmatari, nella città sabauda è un fermento di nuove aperture.

Pizza

Da due anni la città della Mole attende l’apertura di Gino Sorbillo, ultima data pervenuta la metà di gennaio, ma i locali di via XX Settembre, complice la pandemia, sono ancora un cantiere in divenire. Nel frattempo, Torino si consola alla grande con il Tellia Lab di Enrico Murdocco. Murodocco è con le mani in pasta da sempre, ha infatti rilevato la sua prima pizzeria, lo Speedy Pizza di corso Vercelli poco più che maggiorenne e lo portato tra le migliori pizzerie d’asporto della città. È passare poi nella cucina stellata della Madernassa di Michelangelo Mammoliti e oggi, a soli 28 anni, Enrico ha al suo attivo tre locali: in via San Tommaso, in Corso Sebastopoli e la new entry nella centralissima via Maria Vittoria. In quest’ultima location, alla sua pizza in teglia si affiancheranno, a partire dai primi giorni di marzo, lievitati e prodotti della panificazione. Sempre in tema di pizza ha aperto a fine gennaio il secondo locale della pizzeria e friggitoria Napples, nel quartiere Vanchiglia. Il format è lo stesso del locale di via Sant’Anselmo, a San Salvario, dove accanto alla tipica pizza a ruota di carretto trovano posto fritture e sfizi partenopei.

Casual food

A metà strada tra il fast food e un ristorante, c’è Maybu, acronimo di Margarita y burritus. Aperto a fine gennaio in piazzale Aldo Moro, in piena zona universitaria, il format nasce dall’intuizione di Diana Beltran, chef che da Acapulco arriva a Roma nel 1985 dove apre La Cucaracha, ristorante messicano di successo. A seguirla in terra sabauda, nell’espansione del suo progetto imprenditoriale, Gianluca Marinelli cofondatore e business development manager di Maybu. Oltre ai burritos fatti seguendo l’autentica cucina Tex-Mex con salse preparate quotidianamente e carni (chili piccante, maiale, manzo, pollo allevati a terra) cotte a vapore, senza oli aggiunti, da Maybu si può gustare un chili fatto esclusivamente con proteine vegetali (Beyond meat).

Solo polpette e salsicce (classiche e vegetariane), panini e contorni creati con prodotti di piccoli produttori del territorio, questo il menu di Ciapulà Polpetteria Salsicceria. Inaugurato a gennaio in via Napione, zona Vanchiglia, il locale vanta una grande varietà di proposte da mangiare in loco per un pranzo veloce o da portare via (chiude alle 19) per cena.

Beppe Gallina, pescivendolo storico di Porta Palazzo, è stato un precursore, nel 2015, del concetto della pescheria con cucina. Il suo bistrot affacciato su piazza della Repubblica è sempre pieno tanto che le cene, che avevano cadenza settimanale, oggi movimentano tutte le serate della pescheria. Dopo aver chiuso il 2021 con l’inaugurazione di Casa Gallina, un piccolo b&b di fianco alla pescheria con bel terrazzo con vista sulla piazza, Beppe apre il 2022 con un’altra novità. Nascerà infatti in primavera in una location ancora top secret (i rumors parlano di piazza Madama Cristina) Gallina 2.

Ristoranti e champagne

La cucina di Ugo Alciati, chef una stella Michelin con Guido, il ristorante di famiglia che gestisce insieme al fratello Piero, incontra le oltre 35.000 bottiglie ospitate nell’Enoteca di Eataly, in Giù da Guido. Le proposte gastronomiche rispecchiano la piemontesità della famiglia Alciati, con una chiave contemporanea che rimanda ai cicchetti veneziani e alle tapas spagnole. Non mancano anche alcuni dei piatti iconici della famiglia, come i Plin di Lidia, la mamma di Ugo e Piero, oggi preparati tutti i giorni rigorosamente a mano dalle sfogline di Plin, il pastificio Alciati all’interno di Eataly Lingotto e proposti in carta al sugo d’arrosto. Ci sono poi gli Gnocchi con fonduta di toma e radicchio e le Fettuccine al ragù di cinghiale. In carta anche una selezione di piatti caldi quotidiani che riportano alle tradizioni di casa come l’Uovo di cascina al padellino o la Quasi una bagna cauda oppure lo Sformato di zucca o ancora la Polenta con bocconcini di cervo.

Tre giovani si incontrano da Affini a San Salvario, storico cocktail bar di Torino, e dopo aver lavorato insieme per un po’ decidono di rischiare e mettersi insieme per iniziare un’avventura tutta loro. Nasce così, nella centrale via Bertola, dall’intraprendenza di Niccolò Tealdi, Pietro Caronti e Carlotta Tritto, L’Assommoir. I primi due stanno in cucina, mentre Carlotta gestisce la sala. I piatti sono una sinfonia mediterranea che rivisita i classici della tradizione. Così la Cacio e pepe è realizzata con tartare di orata e bottarga di tonno rosso sardo, gli gnocchi di ricotta di bufala sono mantecati con cime di rapa all’habanero e cozze. La Fassona Piemontese si trasforma in una tataki completata con crema di topinambur e porri fritti e la tarte tatin diventa salata se preparata con finocchio al caramello salato e crema di Parmigiano.

Per finire, un brindisi con lo champagne di RSVP che dopo Milano arriva a Torino. Il format rimane quello della selezione del meglio dello champagne e delle regioni vinicole francesi. Il locale è in corso Moncalieri, proprio a fianco di un’eccellenza torinese del cioccolato: Peyrano. E proprio con Peyrano vengono organizzati eventi e degustazioni dove i diversi tipi di cioccolato si abbinano con bottiglie di piccoli produttori delle zone vitivinicole più vocate di Francia quali Champagne, Bourgogne, Bordeaux, Alsace, Côtes du Rhône, Languedoc-Roussillon e Sud Ovest.