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Giornata internazionale della donna: chef, pizzaiole e pasticciere che dovresti conoscere

di Carlotta Mariani

Quando si parla di cucina vi vengono in mente solo chef uomini? Vi parliamo noi delle tante donne chef, pizzaiole e pasticcere da conoscere.

Quello della (alta) cucina non è un lavoro per donne. Sono quelle che si occupano della preparazione dei pasti in gran parte della famiglie. Nell’immaginario collettivo sono le figure con il grembiule davanti ai fornelli eppure gli chef famosi, quelli blasonati e acclamati, sono quasi sempre uomini. Ci avete mai fatto caso? Non si tratta di una questione di bravura o di genetica. Ancora le donne sono numericamente meno presenti nelle grandi cucine e sui media per tante ragioni: pregiudizi, retaggio storico, difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro, ecc. Eppure ci sono tantissime chef donne eccezionali in Italia e nel mondo che meritano di essere conosciute e apprezzate. Personalità interessanti per il loro lavoro e la loro filosofia. Talenti emergenti e golose conferme che si sono fatte strada con determinazione. Ecco alcune (ne abbiamo citate 47 ma è un numero ancora troppo piccolo) delle donne chef, pizzaiole e pasticcere che dovreste iniziare a seguire subito.

  1. Francesca Barreca: classe 1981, è chef e proprietaria insieme a Marco Baccanelli di due locali che hanno fatto la storia della ristorazione a Roma. Stiamo parlando di Mazzo e di Legs. Francesca e Marco si conoscono dal tempo del liceo e sono conosciuti con il nome di The Fooders. Amano le commistioni, i piccoli fornitori, la musica e i film.
  2. Luisanna Messeri: il suo sorriso e le sue ricette che profumano di ricordi d’infanzia hanno conquistato tutta Italia, sia in tv che con i suoi libri come La cucina del Casale. E come dimenticare le sue appassionate dirette Facebook durante il lockdown del 2020?
  3. Rosanna Di Vittorio: non solo nelle grandi cucine. Le donne sanno stupirci anche nei locali tradizionali, come la signora Rosanna dell’osteria Tram Tram di Roma. La chef, insieme alle figlie Fabiola e Antonella, tra le prime all’inizio degli anni ’90 ha proposto una cucina di rivisitazione della tradizione romana, ma anche pugliese.
  4. Viviana Varese: una donna grintosa, una professionista che fin da subito ha richiamato l’attenzione internazionale e una persona attenta al sociale. Non a caso, all’edizione 2021 dei 50 Best è stata riconosciuta come una dei tre Champions of Change, le figure che hanno proposto un cambiamento positivo nel mondo del f&b. La chef Varese da anni, infatti, si batte per l’inclusione sociale e il suo ultimo progetto è l’apertura a Milano di una gelateria artigianale con pasticceria gestita da donne con storie difficili alle spalle.
  5. Antonia Klugmann: è stata la prima chef donna a fare da giudice a Masterchef Italia. Dopo aver lasciato gli studi di giurisprudenza, si dedicò alla sua passione per la cucina. Niente riuscì a fermarla, neanche un importante incidente in auto. La sua è una cucina legata al territorio e alle produzioni spontanee, il cosiddetto foraging.
  6. Cristina Bowerman: è la donna delle fermentazioni eppure anche lei ha studi forensi alle spalle. E, mentre studiava a San Francisco, ha capito che la sua vita sarebbe stata in cucina. Si definisce una chef controcorrente, dall’iconico ciuffo di capelli fucsia e la gran voglia di studiare e sperimentare sempre. Non solo. Noto è il suo impegno per la sostenibilità alimentare che la porta a partecipare a dibatti ed eventi sul tema.
  7. Caterina Ceraudo: chef ed enologa calabrese, è stata la miglior chef donna del 2017 secondo la Michelin. La sua passione fa parte del suo DNA. La famiglia era infatti già proprietaria di un ristorante e il padre Roberto è considerato uno dei pionieri dell’agricoltura biologica. Il suo obiettivo è quello di mostrare il Sud in chiave moderna.
  8. Martina Caruso: altra giovane grande interprete dell’Italia meridionale che nel 2019 si è aggiudicata il titolo di miglior donna chef per la Michelin. Una forza della natura, interprete di quella terra vulcanica, l’isola di Salina in Sicilia, su cui è nata e che riesce a contaminare con i suoi viaggi. Forse riconoscerete il suo sorriso per la pubblicità del Cornetto Algida di cui ha firmato la Limited Edition del 2021.
  9. Solaika Marrocco: classe 1995, nata a Gallipoli (Le), si è commossa quando ha ricevuto sia la prima stella Michelin che il premio come miglior giovane chef 2022. Da piccola cucinava con la madre e oggi, a quei piatti della memoria, aggiunge la sua personalità, la sua ricerca dimostrando costantemente amore per la sua terra e per i piccoli produttori locali.
  10. Valeria Piccini: da oltre 40 anni è un punto di riferimento per la cucina italiana. Ha iniziato a lavorare ai fornelli con la suocera e oggi può contare tanti ex allievi illustri, da Niko Romito a Chiara Pavan. La sua è una cucina contemporanea del territorio, da sempre attenta alle eccellenze locali e a non buttare via niente. Dal resto, ci tiene a ricordare di essere figlia di contadini maremmani e ne porta avanti i principi antichi ma ancora attuali.
  11. Nadia Santini: altra mamma della cucina italiana, proclamata migliore cuoca donna nel mondo. Non solo. È fresca di premio Michelin Chef mentore 2022 per la sua capacità di spronare i giovani e aiutarli a costruirsi un futuro in questa professione. Inoltre è stata la prima a ricevere il riconoscimento come miglior chef donna dell’anno istituito dalla World’s 50 Best.
  12. Mariangela Susigan: il suo impegno per la sostenibilità è stato premiato nel 2021 con la stella verde Michelin. Appassionata di camminate in montagna e di natura, da più 20 anni valorizza le erbe spontanee, grazie anche al libro scritto insieme a Alessandro Gilmozzi e Lucia Papponi. E poi il suo ristorante, Gardenia a Caluso (TO), è da tempo al centro di un sistema di economia circolare che limita al massimo gli sprechi e dà risalto alle piccole produzioni locali.
  13. Annie Féolde: gentildonna della cucina internazionale. È nata in Francia ma a 25 anni arriva a Firenze per imparare l’italiano e qui trova l’amore (col sommelier Giorgio Pinchiorri) e il successo. È stata la prima donna in Italia a conquistare tre stelle Michelin e una delle prime al mondo. Lavora e si muove in modo elegante, garbato, attenta a ogni dettaglio. È una leonessa pronta sempre a rialzarsi, anche quando il locale è andato letteralmente in fumo a causa di un incendio a pochi giorni dalla terza stella.
  14. Marianna Vitale: una laurea in lingua e letteratura spagnola, ma la sua passione è stata da sempre la cucina. Con il marito sommelier Pino Esposito ha aperto Sud, a Quarto (Na), un territorio non semplice ma che Marianna cerca di valorizzare al massimo. Uno sforzo premiato in questa decina d’anni da tanti importanti riconoscimenti come il premio chef donna 2020 della guida Michelin.
  15. Fabrizia Meroi: un percorso simile è quello di questa donna di Cividale del Friuli (Ud). Un territorio di frontiera, un progetto condiviso con il marito Roberto Brovedani sulle Dolomiti tra Friuli e Veneto e il titolo di miglior chef donna per l’anno 2018. La natura è la sua fonte d’ispirazione e nei suoi piatti racconta le montagne e il loro dialogare con altri luoghi e altri sapori.
  16. Iside de Cesare: la sua passione cresce con il tempo fino a decidere di abbandonare l’università per dedicarsi al mondo della ristorazione. Pasticcera di formazione, ha raggiunto l’ambita stella nel 2009. La sua cucina parla di condivisione, di ospitalità, di famiglia e di un territorio – la Tuscia – ricchissimo di ottime materie prime.
  17. Roberta Esposito: non ci sono tante donne pizzaiole eppure esistono figure interessanti che meritano il nostro racconto. Come Roberta Esposito, maître di sala che per sopperire alla mancanza di personale nella pizzeria-ristorante di famiglia si è rimboccata le maniche e ha iniziato a impastare e infornare.
  18. Marzia Buzzanca: pizzaiola-sommelier, nata a Tripoli da immigrati italiani, è diventata il simbolo della rinascita de L’Aquila dopo la tragedia del terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009. Oggi la troviamo in Alto Adige, a sfornare pizze gourmet nella cantina Hofstätter e a salutare i suoi clienti con il suo caldo sorriso.
  19. Petra Antolini: impara a impastare fin da piccola dalla nonna, ma i genitori non capiscono subito la sua passione e la vorrebbero inserire nell’azienda di famiglia. Petra è però sempre stata una donna forte e alla fine dovettero accontentarla. Il carattere l’aiuterà a superare le difficoltà e le sfide della vita e a capire che la pizza è condivisione. E così è tra le fondatrici del gruppo Donne di pizza donne di cuore per aiutare donne e bambini in difficoltà.
  20. Alice Delcourt: papà francese e mamma inglese, studia scienze politiche negli Stati Uniti e arriva a Firenze per conseguire la doppia laurea in italiano e scienze politiche. È in questi anni di studio che si appassiona al mondo della cucina e della sostenibilità e dopo, varie esperienze in cucina, incontra Cesare Battisti e Danilo Ingannamorte, con cui apre a Milano il suo orto con cucina, Erba Brusca.
  21. Elide Mollo: lavorava in un’azienda di abbigliamento ma, dando una mano al marito nel ristorante di famiglia, pian piano si appassiona a questo mondo. Porta avanti gli insegnamenti della mamma e della suocera – Rita Brignolo, storica ostessa piemontese, regina dei tajarin -, rivisita con semplicità le ricette della tradizione.
  22.  Rosanna Marziale: ambasciatrice della mozzarella di bufala DOP nel mondo, è cresciuta nel ristorante di famiglia dove il padre le ha insegnato i segreti della cucina campana. Era però affascinata dall’innovazione dei cuochi spagnoli ed è riuscita nel non facile compito (premiato dalla stella) di mediare tra i due mondi e dare una nuova voce alle specialità campane.
  23. Maria Chiara Brannetti: classe 1994, nel 2019 è stata selezionata tra i migliori chef under 30 per il concorso San Pellegrino Young Chef. Dopo esperienze in Italia e all’estero, si è riavvicinata alla sua terra e al Six The Loft di Ladispoli (RM) coniuga mare e campagna con prodotti a km0 e una elegante personalità.
  24. Isabella Potì: madre polacca e padre leccese, nel 2016 è stata premiata come chef emergente Sud ed è solo il primo di una lunga serie di riconoscimenti. La sua idea, condivisa dal compagno e socio Francesco Pellegrino, è quella di tornare all’essenza della tradizione salentina con uno sguardo contemporaneo. Isabella può inoltre vantare diverse collaborazioni tv e, come Martina Caruso ha creato nel 2019 una Limited Edition per Cornetto Algida.
  25. Lucia De Prai: romana, studiava giurisprudenza a Londra quando, per necessità, ha iniziato a fare qualche lavoretto nei ristoranti e si è appassionata a questo mondo. Nel 2019 ha vinto il premio come miglior pasticcera per Identità Golose e con coraggio si è buttata in una nuova avventura con il compagno Marco Primiceri, in cui, oltre a valorizzare prodotti di nicchia, viene data importanza all’artigianato.
  26. Aurora Mazzucchelli: nel 2000 la chef bolognese e il fratello prendono in mano il ristorante di famiglia dando un’interpretazione nuova ed estremamente personale alla tradizione. Una ricerca che le ha garantito la stella Michelin.
  27. Nadia Moscardi: cresciuta tra i fornelli del ristorante di mamma Elodia (omonima del loro ristorante), aveva i geni della ristorazione nel sangue. Fondamentali sono state le esperienze con chef italiani e non per reinterpretare la cucina abruzzese. Nel 2009, il ristorante è stato distrutto dal terremoto de L’Aquila, ma chef e famiglia hanno ricominciato ai piedi del Gran Sasso con coraggio e un forte legame con la natura circostante.
  28. Dominique Crenn: protagonista di una puntata della serie Netflix Chef’s Table, è stata la prima chef donna negli Stati Uniti a conquistare prima due poi tre stelle Michelin. Lei che è nata in Francia e ha una laurea in economia e un master in International Business. È una donna solare, forte, attivista per i diritti delle donne e della comunità LGBTQ+. Sui social ha raccontato con coraggio la sua lotta contro un tumore al seno.
  29. Ana Roš: anche la chef slovena si è raccontata a Chef’s Table. Del resto, la sua non è una storia comune: è stata campionessa di sci, parla 7 lingue e, dopo una laurea in Scienze internazionali e diplomatiche era pronta per una carriera diplomatica quando, per caso, ha incontrato l’uomo della sua vita, Valter, nel ristorante della famiglia di lui. Da lì è nato il suo interesse per la cucina, che l’ha portata a essere premiata come migliore chef donna e ha contribuito a rendere la Slovenia una delle mete gastronomiche europee più interessanti del momento.
  30. Daniela Soto-Innes: anche la chef messicana sembrava destinata alla carriera sportiva e invece, a soli 28 anni, è stata riconosciuta come miglior chef donna al mondo. Forse era destino. La mamma, avvocato, in realtà voleva fare la chef e la nonna aveva una panetteria.
  31.  Jeong Kwan: il racconto della sua storia su Chef’s Table ha affascinato tanti. C’è chi la definisce chef-filosofa ma Kwan è semplicemente una monaca buddista, che vive nel Parco Nazionale Naejangsan, in Corea, e porta avanti la cultura del cibo del tempio. Cibo che, per esempio, è strettamente legato alla natura, alle stagioni. Che non deve essere mai più del necessario e non deve andare sprecato. Gli ingredienti che possono interferire con la pratica buddista, come la carne e l’aglio, vengono eliminati perché ogni pasto è un momento di meditazione.
  32.  Cristina Martínez: altra storia raccontata da Netflix dove il cibo è però una forma di riscatto e di attivismo. Chef Martínez è infatti messicana. Come tanti, è entrata clandestinamente negli Stati Uniti attraversando a piedi il deserto ed è riuscita a farsi una vita e a dare un futuro a sua figlia grazie alla sua speciale cottura al barbecue, una ricetta di famiglia. Da allora si batte contro lo sfruttamento degli immigrati clandestini nel settore della ristorazione.
  33. Pía León: giovane e appassionata peruviana, miglior chef donna del 2021, è impegnata nella valorizzazione della biodiversità gastronomica del proprio Paese insieme al marito Virgilio Martinez. Recuperano semi dimenticati e sostengono i piccoli contadini ognuno nel suo ristorante. Sì perché Pía, dopo esser cresciuta professionalmente a fianco del marito, ha iniziato un suo progetto di ristorazione con personalità, ma gli stessi valori.
  34. Elena Arzak: c’è chi viene obbligato a seguire le orme dei genitori e chi vorrebbe farlo ma gli viene consigliato di fare altro. È la storia della talentuosa chef, oggi alla guida, insieme al padre, del ristorante di famiglia Arzak, prima realtà basca a raggiungere tre stelle Michelin. All’inizio i genitori hanno cercato di dissuaderla ma era il suo destino.
  35. Jay Fai: può un chiosco di fast food ricevere la stella Michelin? Sì se ha fornelli c’è Jay Fai, iconica chef thailandese che ha portato lo street food a un altro livello. La madre le aveva detto che non sarebbe mai stata una brava cuoca e lei, un po’ per sfida, un po’ per necessità, ha iniziato a studiare ricette e ingredienti e proporre i suoi piatti per strada con un wok portatile. Classe 1945, è ancora ai fornelli con la grinta di una ragazzina.
  36. Melissa Cookston: chi ha detto che le griglie sono cose da uomini? Melissa Cookston, piega perfetta e filo di perle al collo, è l’elegante regina del barbecue americano, sette volte campionessa mondiale di questa disciplina. Non a caso è stata giudice del talent The American Barbecue Showdown.
  37. Clare Smyth: dal Nord Irlanda con gusto. Dopo esperienze prestigiose e anni di lavoro al fianco di Gordon Ramsey, poco prima di compiere 40 anni, ha aperto il suo ristorante, Core by Clare Smyth, nel 2017 e l’anno successivo ha ricevuto il titolo di miglior chef donna. La Smyth ha dato nuovo lustro alla cucina britannica, valorizzando le materie prime e i piccoli produttori locali, con un ottica all’aspetto sostenibile ed etico.
  38. Roberta Sudbrack: è considerata una delle chef più interessanti del Sud America e non solo. È passata da vendere hot dog per strada a essere il primo executive chef di un presidente brasiliano. Lei che era autodidatta ma aveva una grande passione. Oggi non rinuncia alle cotture tradizionali, ma il suo lavoro è caratterizzato da grande ricerca e sperimentazione dei prodotti autoctoni brasiliani.
  39. Cristeta Comerford: a proposito di cibo e politica, avreste mai pensato che la chef della Casa Bianca fosse donna? Cristeta Comerford, originaria delle Filippine, ha lasciato gli studi in tecnologie alimentari per partire per gli Stati Uniti. Ha iniziato a lavorare per i presidenti degli Stati Uniti nel 1995 prima come sous-chef e, dopo 10 anni, come executive chef. Era la prima volta nella storia che questo ruolo prestigioso veniva affidato a uno straniero e a una donna.
  40. Manu Buffara: definita l’erede di Alex Atala, la chef brasiliana a poco più di 30 anni ha attirato l’attenzione internazionale. Si è creata una rete di piccoli produttori, ha coinvolto cittadini e istituzioni della sua cittadina in un maggior rispetto della natura, creando, per esempio, consapevolezza sugli sprechi. Ha incoraggiato la nascita di orti urbani e l’acquisto di prodotti coltivati da famiglie disagiate. Non da ultimo ha promosso un programma di proliferazione delle api locali in tutta la città, a partire dal suo ristorante.
  41. Andrea Dopico Cafarelli: questa giovane venezuelana ha un passato da campionessa di nuoto sincronizzato. Ha poi iniziato a lavorare come cuoca ma non era ancora soddisfatta. Ecco perché: il suo destino era nella pasticceria. Come la nostra Isabella Potì, è stata inserita da Forbes nella lista europea dei 30 under 30 da tenere d’occhio.
  42. Jessica Rosval: ha iniziato la sua carriera in Canada fino all’incontro che le ha cambiato la vita, quello con Massimo Bottura all’Osteria Francescana. Da allora non ha più lasciato Modena, dove lavora a Casa Maria Luigia ed è direttrice culinaria dell’Association for the Integration of Women, che cura la formazione di giovani donne migranti. L’Espresso l’ha definita chef donna dell’anno 2021.
  43. Margarita Forés: la chef filippina si è innamorata in un viaggio tra Milano, Firenze e Roma della cucina italiana e l’ha riproposta con successo nel suo Paese al punto da ottenere il titolo di miglior donna chef dell’Asia nel 2016. Si occupa poi di formazione. Ha infatti aperto l’unica sede all’estero del centro di cultura gastronomica Casa Artusi.
  44. Alice Waters: non è solo la più grande interprete della cucina californiana, ma anche una famosa attivista per l’educazione alimentare. Non a caso, è vice presidentessa di Slow Food International. Semplicità, agricoltura biologica, contadini locali, stagionalità sono i suoi ingredienti, gli stessi che le hanno garantito la National Humanities Medal da parte del presidente Obama.
  45. April Bloomfield: credeva che il suo futuro sarebbe stato all’accademia di polizia ma ha cambiato idea e l’ha trovato nella ristorazione. Oggi la chef britannica è conosciuta per i suoi cinque ristoranti, quattro dei quali a New York dove domina, con il suo fiuto e il suo talento, la scena culinaria.
  46. Anne-Sophie Pic: l’alta ristorazione era scritta nel suo DNA, erede di una storia quasi centenaria. È l’unica chef donna francese a vantare tre stelle Michelin e, oltre a essere un’artista culinaria, è una grande imprenditrice.
  47. María José San Román: viene considerata come una delle migliori chef di Spagna. Ha studiato diritto e lingue, prima di dedicarsi alla ristorazione da autodidatta. Famoso in tutto il mondo è il suo studio sullo zafferano in collaborazione con la Universidad de Castilla la Mancha.