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Festa del papà: 10 luoghi comuni da sfatare sui padri in cucina

di Andrea Febo

I padri in cucina sono come pesci fuor d’acqua? Non è detto. Ecco 10 miti da sfatare sui papà ai fornelli.

Il luogo comune è un preconcetto, una di quelle cose che si è abituati a pensare anche se effettivamente forse neanche le pensiamo. Una verità popolare costruita sulle abitudini e i costumi di un numero di persone elevato e anche laddove non ci riguardi, quando ne ascoltiamo qualcuno, la reazione naturale è sempre quella di avvallarlo. Magari aggiungendo che però, noi, siamo diversi. Di fatto, quindi, il luogo comune è un gioco che non smette mai comprendere culturalmente ognuno di noi, anche solo fosse per contraddirlo e sentirci migliori. Ed è in questo che l’abbattimento dei preconcetti trova il suo punto in comune con l’essere padri, sentirsi migliori. Perché fin da subito avere un figlio quasi ti obbliga, per luogo comune, a dimostrare di essere migliore. Ti spinge a essere preparato e a sovvertire tutto l’ordine degli sbraghi che ti sei concesso fin lì nella tua vita. Quando guardi tua figlia o tuo figlio, in realtà, stai cercando di guardarti con i loro occhi e in un certo senso vuoi essere loro, mentre guardano il loro genitore perfetto. Se è vero che rimaniamo tutti un po’ bambini, è sicuramente vero che un padre torna a esserlo con occhi diversi.

Ma adesso veniamo alla cucina, intesa come abitudine quotidiana e nel caso dei figli come inderogabile impegno giornaliero. Eh già, perché finché non c’è qualcuno che dipende da te, puoi anche saltare tutti i pasti che vuoi, decidere di mangiare messicano all’ultimo momento piuttosto che un pacchetto di crackers con la ‘nduja. Tutto questo finisce nel momento in cui i pasti scandiscono le giornate a intervalli regolari, impegnandoti in continue dimostrazioni culinarie all’altezza dell’educazione. Come fai a insegnare una sana alimentazione, se non sai applicarla in casa tua? Qui c’è il vero abbattimento dei luoghi comuni e delle credenze che fino a quel momento pensavi non ti appartenessero. Ecco allora 10 luoghi comuni sui padri in cucina da sfatare subito:

  1. Sono single. Il primo preconcetto da sfatare è che quando si parla di padri in cucina, immediatamente li colleghiamo allo status di single. Non è così. Oggi un papà in cucina può essere tranquillamente anche un uomo felicemente accoppiato. La gestione della casa è un management condiviso e fatto di collaborazioni attribuite per attitudine. Non tutti sanno fare la lavatrice e non tutti sanno cucinare. C’è solo da aggiungere che in cucina si sta da soli, sempre, evitando il rischio reale di litigare ogni volta che ti viene detto “ma no, non si fa così”.
  2. Non hanno il ricettario. In età antica i ricettari rappresentavano un’eredità di corredo da destinare alle nipoti. Quaderni scritti a mano dalle nonne e poi migliorati dalle mamme, fino a giungere nelle mani di figlie diligentemente dedite al cucinare. Anche se non del tutto, nel ventunesimo secolo possiamo dire che non è più così. Certo l’online ha preso il sopravvento, ma è notizia certa che esistono padri custodi di quaderni altrettanto antichi e di altri ancora che ne inaugurano di nuovi, con il compito di continuare a tramandarli nel tempo.
  3. Preferiscono i surgelati. Maledetto consumismo, si dirà, ma la realtà è che quelle confezioni colorate messe tutte in fila nei banconi frigo con gli sportelli scorrevoli, non sono solo accattivanti scatole da comprare. Sono molto di più. Sono impagabili soluzioni rapide a problemi di natura ingente. C’è da dire che però che il surgelato viene approvvigionato esclusivamente per emergenze e la cucina, anche se declinata in piatti semplici, predilige sempre il fresco.
  4. Portano i bambini nei fast-food. È vero, ancora accade, ma è un trend in continua parabola discendente. La coerenza negli standard studiati per essere sempre appaganti, senza mai tradire, rende i fast food la migliore confort zone nella quale evadere a basso costo, con ottimo risultato. La qualità dei numerosi format di street food, però, ha davvero sovvertito questo luogo comune e oggi scegliere un posto fighettino, per chi è single davvero, elimina quella sensazione di sfigato da stereotipo cinematografico.
  5. Sono incapaci di una dispensa. Nessuno lo dice, ma guardare un uomo disorientato in un supermercato, con il carrello vuoto e una lista che non sa di aver scritto tra le mani, è uno spettacolo che spinge le emozioni tra il commovente e l’altruismo. Vorremmo aiutarlo a non riempire il carrello di cose inutili e dirgli che un etto di prosciutto cotto basta per quattro toast. Oggi però è sempre di più in voga vedere uomini al mercato, in bottega a chiedere consigli al macellaio, per poi trovarli in casa con tre tipi di sale e le uova fresche per fare la maionese. Che ai bambini piace sempre.
  6. Un detersivo vale l’altro. Si potrebbe dare per scontato che un padre, in quegli enormi casalinghi caleidoscopici, puntino esclusivamente i cartelli più eccentrici. Ovvero quelli con i prezzi in offerta, tanto il vero luogo comune è che “alla fine sono tutti uguali”, ma non è così. La confezione biodegradabile, il sapone dei piatti più delicato perché gli odori si sentono. Il disinfettante per tutti quegli attrezzi che utilizzi per le pappette e i biberon. Il brillantante e il sale giusti, se hai una lavastoviglie, perché quelle ombre bianche che rendono ruvidi i bicchieri e la tazza della colazione, non vanno bene. Questo li obbliga a scegliere.
  7. Non solo pappe pronte. Vada per il semolino, vada anche per i vasetti di coniglio, ma oggi gli omogeneizzati si fanno semplicemente in casa e le lenticchie sono facilissime da fare fresche. Frullati di frutta e di verdure, cereali e tagli di carne semplici come pollo e manzo, senza escludere una pasta al sugo, si preparano facilmente e sono così buoni che li mangiano volentieri anche i grandi. Diciamoci la verità, per grattare una mela non ci vuole uno scienziato e nemmeno un supermercato.
  8. Sono spacciatori di merendina. Uno dei maggiori simboli degli anni ’90, la merendina. Anche qui però possiamo sfatare il mito del confezionato soprattutto per un motivo, finiscono subito. In questo senso l’uomo padre si è ingegnato per fare di più e per farlo durare più a lungo, ammorbidendo anche l’eventuale raddoppio in casi di merende abbondanti. La crema pasticcera fatta in casa, la torta di mele, i cupcake e perché no, i gelati freschi, sono oggi la vera soluzione a quei sacchetti che comunque, quando a tiro, rimangono un piacere da far scoppiare.
  9. Usano solo il microonde. Se mettiamo insieme il punto precedente e gli aggiungiamo la colazione e ogni tanto un polpettone, al netto dei pop-corn, l’utilizzo del forno statico o ventilato è oggi un must dei papà. Certo, il microonde rimane un valido ausilio nello scaldare cose in velocità, ma quando poi ti dicono che fa male preferisci sporcare una pentola di più, anche perché nel microonde sbagli sempre il programma e finisce che o lo bruci o ti bruci.
  10. Non sanno apparecchiare. L’arte della tavola e della cucina, il vero gesto di accoglienza. Chissà perché generalmente si pensa che un padre non sappia apparecchiare come si deve una tavola. Mettere i tovaglioli piegati e nel verso giusto, non mettere i coltelli sotto una certa età, fare attenzione all’acqua e a non portare cose troppo bollenti a tavola. Che anche lì, o qualcuno si scotta o lasci dei segni indelebili sul tavolo. Il pane affettato e l’insalata condita. Tutti piccoli dettagli di vitale importanza, che un papà sa (quasi) sempre come sistemare.

Insomma, forse ce ne sarebbero di più o forse ancora molti di questi sono davvero superati, rimane il fatto che essere padre significa semplicemente essere impreparati. In qualsiasi modo ci si impegni a immaginarsi genitori, alla fine non è. Ti riempiono di consigli e luoghi comuni per una vita e appena prima che nasca tua figlia o tuo figlio, sono tutti lì pronti a darti mille consigli e predizioni ineludibili. Ti riempiono di affetto è vero, ma poi niente di tutto quello sarà così come hai cercato di evitarlo o assimilarlo. Forse però l’ultimo vero luogo comune sui padri, ma non in cucina, è che nessuno ti insegna a esserlo. Ché è vero solo in parte, perché in realtà qualcuno te l’ha insegnato senza saperlo, mentre tu lo apprendevi senza dargli un senso.