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Colomba&Co: 10 lievitati da preparare per Pasqua

di Carlotta Mariani

La Pasqua è la festa ideale per mettersi a impastare tante ricette e poi aspettare con calma che lievitino. Quali? Scopritelo con noi.

I lievitati sono un’arte, preparazioni pazienti che segnano tradizionalmente alcuni momenti dell’anno, come la Pasqua. Certo, la prima ricetta che vi verrà in mente sarà quella della colomba, un dolce dalla forma inconfondibile, la cui preparazione attuale deriva da quella del panettone. Il mondo dei lievitati pasquali, però, è molto più ricco e variegato. Non esistono, infatti, solo bontà dolci, ma anche salate, ricette che si tramandano di generazione in generazione, da Nord a Sud del Paese. E sono tutte irresistibile. Non ci credete? Provate allora questi 10 lievitati da fare per Pasqua.

  1. Brioche. Questa classica preparazione di origine francese è perfetta per le colazioni pasquali o per creare dei golosi segnaposto. Per l’occasione vengono decorati con uova di cioccolato confettato, granella di zucchero o codette colorate. Potete divertirvi a dare la forma alla pasta di simpatici coniglietti oppure di soffici nidi con l’uovo al centro. Altrimenti, potete reinterpretare la tradizione con un lievitato goloso ed elegante come la brioche di Pasqua al cioccolato. E non dimenticate che si può preparare anche un’ottima brioche salata con fave e salame.
  2. Treccia. Questo dolce lievitato tipico di Pasqua è una versione particolare di brioche in cui le strisce di pasta vengono intrecciate, come in una treccia appunto. Un classico della Pasqua molisana dove spesso alla treccia viene data una forma circolare, come se fosse una corona, e posizionata come centrotavola. In Germania, prende il nome di Osterzopf e la superficie viene di solito decorata con scaglie di mandorle. Se volete dare un tocco di originalità alla tradizione la ricetta per voi è la treccia ai frutti rossi con frutti di bosco al posto dell’uvetta.
  3. Pagnotta. È un’antica specialità romagnola, in particolare della cittadina di Sarsina, a poche decine di km da Cesena, sull’Appennino tosco-romagnolo. La pagnotta è un pane dolce semplicissimo, arricchito solo dall’uvetta, e, tradizionalmente, si gusta a colazione la domenica di Pasqua con l’uovo sodo benedetto, una fetta di salame e un bicchiere di vino. A Sarsina questo lievitato è persino protagonista di una sagra dedicata le due domeniche precedenti la Pasqua.
  4. Resta di Como. Simbolo delle celebrazioni pasquali nella cucina lariana, questo caratteristico pane dolce con miele e canditi è nato per accompagnare i tanti pellegrini che si riversavano in città nella Settimana Santa. Da qui, nacque l’idea di inserire nell’impasto un ramoscello di ulivo. Oggi, ne esistono tante varianti diverse. C’è chi, per esempio, preferisce tre lievitazioni per ottenere una pasta morbida simile a quella della colomba e chi aggiunge agli ingredienti un bicchierino di liquore.
  5. Schiaccia di Pasqua. Non fatevi confondere dal nome. Questo dolce toscano è tutt’altro che sottile e la sua forma a cupola ricorda un po’ quella del panettone. Il nome deriva dal fatto che, per preparare questo lievitato, venivano schiacciate tante uova. La schiaccia o schiacciata (il nome varia a seconda delle zone della Toscana) è un pane con l’aggiunta di uova, zucchero, anice e qualcuno non disprezza pure un bicchierino di liquore. Si può gustare a colazione ma la schiacciata è perfetta anche come dessert in abbinamento al tradizionale Vin Santo.
  6. Fugassa. È il tipico dolce pasquale veneto. Secondo alcuni, la ricetta deriva da quella della focaccia veneziana, un lievitato dalla storia antica. Secondo altri, il merito va a un fornaio trevigiano che aggiunse uova, zucchero e burro al suo pane. Quel che è certo è che la vera fugassa è un dolce che richiede tanta pazienza perché vuole ben quattro lievitazioni. Un’altra caratteristica è la forte presenza del profumo di agrumi grazie alla scorza di arancia e limone, a cui alcuni accompagnano un pizzico di curcuma o un bicchierino di liquore per dare più colore oppure più sapore all’impasto.
  7. Pinza. Non si conosce la storia di questo dolce pasquale triestino, ma è in grado di conquistare chiunque con il suo sapore delicato che ben si presta a essere accompagnato sia da salumi e formaggi, che da confetture. Potremmo definirla un pan brioche burroso e profumato grazie alla presenza degli agrumi e del rum. Se volete preparare la pinza a casa ricordatevi di fare tre tagli sulla superficie dell’impasto che, nella tradizione sono simbolo del martirio di Gesù ma, nella pratica, favoriscono la lievitazione. E una volta che sarete diventati esperti di questo lievitato pasquale provate anche la versione salata con prosciutto, formaggio e spinaci.
  8. Pizza pasquale. Come la pinza può essere sia dolce che salata, così accade a un lievitato di Pasqua molto diffuso in varie parti del centro Italia. Stiamo parlando della pizza pasquale. Niente a che vedere con forma e sapore di una classica margherita, perché questa preparazione è più simile a una pagnotta che si gusta solitamente a colazione. Tra le pizze di Pasqua regionali più famose d’Italia, possiamo citare la crescia al formaggio, ma anche la pizza di Civitavecchia dall’inconfondibile profumo di anice da abbinare sia ai salumi che al cioccolato. E che cosa dire della pigna molisana con le patate schiacciate nell’impasto? Un mondo tutto da far lievitare e da provare.
  9. Pane di Pasqua lucano. Chiamato u tortn per il fatto di essere arrotolato su se stesso, è una ciambella di pane da mangiare così oppure insieme a salumi e formaggi, sia a colazione che per il pranzo di Pasqua. Caratteristica di questa ricetta è la presenza di aromatici semi di finocchio, ma c’è anche chi aggiunge all’impasto le patate locali precedentemente lessate. U tortn non deve essere confuso con un altro lievitato pasquale tipico della cucina lucana ovvero il picillato che è dolce e viene decorato con le uova, simbolo di questa festività.
  10. Casatiello. Non è Pasqua senza questa gustosa preparazione, né a Napoli né, ormai, in molte parti d’Italia. Il casatiello è una ricca ciambella salata con pecorino, provola, salame e le uova in superficie ingabbiate da strisce sottili di pasta che ricordano il simbolo della croce. Anche la forma circolare con il buco centrale ha una forte valenza religiosa: riprende infatti quella della corona di spine. Diversamente da altri lievitati pasquali, il casatiello, di solito, si mangia il sabato Santo, il giorno che precede la Pasqua vera e propria. E non deve essere confuso con un’altra ricetta tipica napoletana, il tortano, che contiene le uova solo come farcitura e, tradizionalmente, non prevedeva salumi tra gli ingredienti, ma piuttosto i ciccioli, succulenti pezzetti di grasso di maiale bollito.