Home TV e media Disturbi alimentari: la docuserie Rai ‘Fame d’amore’ li racconta

Disturbi alimentari: la docuserie Rai ‘Fame d’amore’ li racconta

di Stefania Leo

Parlare dei disturbi alimentari è fondamentale: ecco la nuova stagione di Fame d’Amore, la docuserie con Francesca Fialdini.

Il cibo non è solo gourmet, fine dining, bello o buono. È anche simbolo di ossessioni e disturbi, spesso generati dalla stessa società che ci propina cooking show e ci vende la voglia di andare al ristorante. Quando appaiono persone in sovrappeso – vedi Vite al limite – non è mai per propagandare un messaggio positivo, ma per metterci in guardia e riorientare la nostra immagine verso uomini e donne perennemente in forma, scolpiti e, ovviamente, magri. Fame d’amore è la docuserie, condotta da Francesca Fialdini, che racconta i comportamenti legati ai disturbi alimentari, epidemia silenziosa che interessa milioni di persone. Il pregio di questo programma, giunto ormai alla sua terza edizione, è la capacità di raccontare in maniera empatica e accurata un fenomeno capillare, diffuso, che esprime prima di tutto un malessere collettivo. 

Le tante facce dei disturbi alimentari

Prima c’era solo la tv. Ora, complici i social, l’ossessione per il corpo – grasso, magro, tonico, flaccido – è ovunque. Ci sono reel, youtuber, influencer per ogni esigenza. Complice la reclusione imposta dalla pandemia di Covid-19, il tempo trascorso a studiare come scongiurare i pericoli dell’inattività domestica si è moltiplicato. Oggi ci sono tre milioni di casi legati a disturbi alimentari solo in Italia. Inoltre, parlare solo di bulimia e anoressia ormai è troppo riduttivo. C’è chi maschera la propria fame d’amore dietro la vigoressia, la preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolosi e definiti. C’è l’ortoressia, cioè l’ossessione per il consumo di solo cibo ritenuto sano (secondo quale criterio, poi, ci sarebbero libri interi da leggere). Ancora, c’è chi sfoga la propria paura di essere in sovrappeso con la drunkoressia, la volontà di digiunare per poter assumere alcolici in quantità senza ingrassare. Le donne incinte possono cadere preda della pregoressia (pregnancy+anorexia), disturbo che affligge quelle donne che non vogliono prendere troppo peso durante la gravidanza e, per questo, si sottopongono ad allenamenti prolungati e diete ipocaloriche, aumentando il rischio di depressione, anemia e ipertensione per loro, e malformazioni per il feto.

Il ruolo della famiglia

Fame d’amore racconta le storie di ragazzi e ragazze la cui vita è stravolta dai disturbi alimentari. Ma, insieme al singolo, anche la famiglia si ammala perché impreparata a fronteggiare casi come questi. Cosa fare davanti a una ragazza che mangia una vaschetta di petti di pollo crudi? Cosa fare con chi non mangia nulla? Un altro baluardo dovrebbero essere i medici di famiglia, troppo spesso impreparati, che liquidano la questione con un “Non si preoccupi, passerà”. Intanto, ragazzi e ragazze si affacciano a blog pro Ana e pro Mia, nella solitudine delle loro camerette, peggiorando situazioni già compromesse.

Il coraggio di cambiare

Il pregio di Fame d’amore è quello di raccontare questi percorsi di disamore verso sé stessi e il cibo con empatia e attenzione, senza rinunciare agli aspetti scientifici di queste patologie. Vengono messe in evidenza anche le svolte, i nuovi legami che si creano nei (pochi, ma efficienti) centri specializzati, in cui si entra e si cambia davvero solo quando si trova il coraggio per farlo.