Home Cibo Ristorante CROMA_LAGO, i mille colori della Tuscia

Ristorante CROMA_LAGO, i mille colori della Tuscia

di Eleonora Garozzo Zannini Quirini

CROMA_LAGO è un ristorante immerso nella natura della Tuscia. Offre una vista spettacolare e piatti che si ispirano al territorio e non solo.

Tra l’appenino e il mare, nella zona nord del Lazio, quasi come accompagnatore del più grande e famoso lago di Bolsena, a due passi da Viterbo, c’è il lago di VicoIl fascino è straordinario; mosso da un’orografia tutta particolare, questo specchio d’acqua, tipicamente vulcanico, riesce a districarsi tra dolci colline e monti importanti. Boschi fitti e frutteti di nocchie, nocciole, nel gergo viterbese, abbracciano il lago in modo armonico e caldo. Si tratta di una riserva naturale e, grazie a questo, tale è stata preservata da una speculazione edilizia che ne avrebbe deturpato le rive e le pendici della caldera. C’è però un piccolo angolo in cui negli anni Sessanta si è formato un insediamento residenziale, Punta del Lago. Si tratta di un fazzoletto, nel Comune di Ronciglione, dove sono presenti alcune attività ricreative e turistiche. Nella parte più a ovest di questo piccolissimo insediamento c’è un delizioso ristorante a pochi metri dalla spiaggia e dall’acqua. Difronte, proprio sopra l’altra sponda, primeggia Monte Venere con i suoi 850 metri.

Tutt’intorno fitti boschi dalle mille tonalità di colore. Il posto è veramente suggestivo. La sala esclusiva si affaccia proprio sul lago donando al cliente una vista a tutto spettro assolutamente indimenticabile. Al centro si trova il tavolo imperiale, perfettamente apparecchiato. Ad ogni commensale è concesso di godere dello strepitoso panorama grazie alle vetrate che si aprono all’esterno con tre diverse esposizioni. Dietro le quinte c’è Andrea Fanti, classe 1993. Nato a Firenze ma con origini nella Tuscia, passando per Punta del Lago resta folgorato da tanta bellezza ancora così nascosta. S’innamora immediatamente della struttura del ristorante inserita all’interno del Relais Sans Souci and Spa e decide di aprire il Croma Lago, con la convinzione di poter raccontare una cucina che, oltre alla tradizione, possa presentare ricette con ingredienti amati da tutti, frutto di un percorso che lo ha visto passare da Miami all’Accademia militare di Modena, dal Campus Etoile Academy Boscolo al Forte Village in Sardegna. Quella di Andrea non è una cucina prettamente del territorio, potremmo dire che sia una cucina dal kilometro ampio, capace di essere facilmente riconosciuta e di sorprendere attraverso l’uso di grandi materie prime e ottima tecnica realizzativa. Infatti, questo lo si coglie in modo perfettamente nitido affrontando il percorso che lo Chef ha voluto presentarci.

Nel buffet, perfette per equilibrio e dosaggio di spezie e aromaticità, sono sicuramente degne di nota la Coppa di Polpo (con maionese di arancia, olive taggiasche, finocchio selvatico e limone candito) e il Tuscia Maki, un roll di riso con battuta di manzetta maremmana, funghi porcini, maionese di nocciola, riduzione di soia e brodo di fungo. Una volta accomodati al tavolo giungono dapprima la Mousse di fegatini di pollo, glassata al lampone, cipolla acidulata, cappero candito e chips di polenta e poi, servito con il relativo cocktail, il Bloody Mary di gambero, maionese al sedano, sedano candito e polvere di tabasco. La prima decisamente improntata sulla tradizione mentre la tartare di gamberi, invece, è rivolta a quella cucina comfort e gourmet.

Anche il risotto punta nella medesima direzione. Ci sono guanciale di Amatrice e pecorino, scampi e ristretto di crostacei. Piatto importante per impatto, per opulenza gustativa e olfattiva. Il secondo è il piatto dello Chef che maggiormente riscuote successo sin dai primi giorni d’apertura. È decisamente d’impatto. Un filetto di tonno avvolto nella verza con senape e miele. Il percorso si chiude con una più decisa attenzione alla Tuscia. Come pre-dessert ci sono Macarons, namelaka al caffè, croccante di nocciola, gelato artigianale alla nocciola e olio del territorio, a seguire come dessert il Tuscia-Rocher, una sfera di cioccolato caraibico, namelaka al lampone, mousse e riccioli di nocciole coltivate a Civita Castellana. Al Croma si sta indiscutibilmente bene. L’atmosfera e la vista lago sono ammalianti, la cura del servizio e l’attenzione al cliente sono massime, se poi si aggiungono una buona carta dei vini (per il momento maggiormente attenta al territorio nazionale che locale) e un buon rapporto qualità-prezzo sono argomentazioni pienamente convincenti.