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Cucina Cajun e Jazz di scena all’Elegance Cafè di Roma

di Pamela Panebianco

Siamo stati a provare la cena con spettacolo dell’Elegance Cafè a Roma, in zona Ostiense: ecco come è andata.

La musica è un mix di studio, improvvisazione e sentimento. Fluisce dalle mani degli artisti come una corrente che puoi solo accogliere, lasciandoti trasportare. La cucina ha con la musica moltissime cose in comune, lo sa bene lo Chef Marco Roselli da qualche tempo alla guida dell’Elegance Cafè in Via Francesco Carletti 5, a pochi passi da Stazione Ostiense a Roma. Nella sua cucina, in questo jazz club, mescola suggestioni varie per creare una carta vivace che non delude in quanto a innovazione e cura.

Questo jazz club, famoso tanto per l’ottima musica (l’acustica non è lasciata al caso) ma anche per gli straordinari cocktail, offre un modo unico di fare ristorazione. Seduti comodamente al bancone, si può gustare un drink a inizio serata, poi ci si accomoda in sala, dove si può cenare mentre lo spettacolo comincia, gustare il dolce mentre gli artisti concedono il bis. Il cartellone è vario, su questo palco, ogni sera, si alternano artisti internazionali e italiani. Insomma cenare qui è un’esperienza insolita, nell’accezione più positiva del termine. C’eravamo già stati, in più di un’occasione, prima della pandemia, in una di quelle serate avevamo discorso con i proprietari della nascita di questo indirizzo. Lasciata nel 2016, dopo 3 anni di attività, la prima sede in Via Vittorio Veneto, questo jazz club è giunto nell’attuale location a poca distanza dalla Piramide Cestia. L’idea è quella di unire ottima musica a una cena di ricerca che lasci gli ospiti soddisfatti sotto entrambi i punti di vista.

Siamo tornati all’Elegance cafè ancor più curiosi e contenti a verificare quanta strada si è fatta e a immaginare quale sarà il futuro ora che, almeno lo speriamo, i tempi sono maturi per una nuova ripartenza. Lo Chef Roselli, classe 1992, ha un curriculum interessante: gli inizi londinesi (un’esperienza, tra l’altro, durata 7 anni), una parentesi a Madrid, per poi frequentare l’Alma e finire nelle cucine del Trussardi di Milano. Con il ruolo, importante, di capo partita nei secondi. Per poi tornare a Roma dove passa dal fine dining a una cucina altrettanto buona ma più pop e coltiva il suo grande amore per le materie prime e l’esigenza di giocare con le cucine di tutto il mondo. 

Il menu è studiato per ricavare, dalla contaminazione tra cucina italiana e ispirazioni americane, francesi, creole, caraibiche e africane un percorso peculiare. E noi ne abbiamo assaggiato gran parte. Partendo con il French toast speziato con bufala e tonno, passando per il Pastrami di vitello con giardiniera e yogurt. Starter perfetti per una cena in crescendo. Tra i primi il Tagliolino al granchio, zenzero, cipollotto e peperoncino (in copertina) gode della speziatura equilibrata, i Tonnarelli cacio, pepe e ricci (in foto) sono una educata rielaborazione del classico della cucina romana con un twist marinaro. 

Tra i secondi, si resta genuinamente spiazzati dalla piccantezza del Tonno al cajun (in foto) e invece è più rassicurante il Filetto di manzo, crab imperiale e salsa olandese. Entrambe le portate associano alla sontuosità un gusto pieno.

Concludiamo con un Brownie senza vergogna (invitante già dal nome), una Tarte tatin al mango con gelato allo yogurt (in foto) e un Banana foster. A coronare l’esperienza, una lista dei vini nutrita e un personale decisamente gentile e affabile. Esistono più formule per cenare all’Elegance cafè: scegliere il menu degustazione che comprende nel prezzo anche il costo dello spettacolo, altrimenti si può cenare alla carta senza ulteriori costi per lo show ma gustando almeno 2 portate scelte tra antipasti primi e secondi. Oppure si può pagare per vedere l’esibizione musicale e scegliere liberamente qualsiasi bevanda o portata dal menu.