Home Cibo Jota, paparot e formaggio di Fagagna: scoprire il cibo del Friuli orientale

Jota, paparot e formaggio di Fagagna: scoprire il cibo del Friuli orientale

di Alessio D'Aguanno

Se siete in viaggio nel Friuli-Venezia Giulia orientale ecco 5 borghi dove scoprire i piatti della tradizione.

Il bacino dell’Isonzo, le province di Gorizia e Trieste, il capoluogo Udine e la parte più settentrionale, dove le altitudini aumentano sempre di più. La porzione orientale del Friuli-Venezia Giulia è l’area geografica della regione che confina a sud-est con la Slovenia e a nord con l’Austria. È simbolicamente divisa dalla sezione occidentale del Friuli-Venezia Giulia dal fiume Tagliamento che taglia in verticale la regione, in corrispondenza di Udine. È simbolicamente unita al resto d’Italia, invece, dai caratteristici borghi che la contraddistinguono e che non si possono saltare per gli amanti del tema e per quelli del turismo enogastronomico. Ecco la nostra personale selezione dei migliori cinque dove assaggiare prodotti tipici della zona. 

  1. Clauiano. In provincia di Udine si trova questo borgo tutto pièris e clàps (pietre e sassi) che omaggia colui che in epoca romana era possessore di un fondo, un certo Claudius o Clavilius. Due sono gli edifici religiosi che qui vale la pena visitare – la chiesa di San Marco e quella di San Giorgio – ma c’è sostanza anche per gli appassionati di musei, che possono apprezzare quello della filanda. A tavola, è protagonista la zuppa di farro, che si produce con il cereale locale, anche coltivato in regime biologico. In abbinamento? Non può mancare un altro prodotto del posto, il vino DOC Friuli Aquileia nelle versioni bianco e rosso.
  2. Fagagna. Siamo ancora in provincia di Udine, in prossimità del comune che dà il nome a uno dei due prosciutti più famosi in Italia, San Daniele del Friuli. Dove anni e anni fa vi erano boschi di faggi (Fagagna deriva da fagus), oggi – in questo borgo composto da sette borgate – la fanno da padrone le cicogne, due castelli e il Museo della vita contadina, forse il miglior racconto di civiltà rurale in tutta la penisola. Il miglior assaggio gastronomico del borgo è invece il formaggio di Fagagna, prodotto da due sole latterie, con latte crudo. Nell’aroma si riconoscono le erbe dei prati che circondano Fagus.
  3. Gradisca d’Isonzo. Il comune nacque nel 1176, quando ad abitarlo vi erano solo sette famiglie. Adesso, che di abitanti ce ne sono ben 6800 (di cui 490 nel borgo), Gradisca d’Isonzo profuma ancora di storia, quella che qui si è consumata durante la Prima Guerra mondiale, quando il comune venne dato alla fiamme che, però, risparmiarono tante case e palazzi storici ancora visitabili. A Gradisca d’Isonzo si viene anche per le specialità gastronomiche, capitanate dalla jota, una zuppa di fagioli, costine di maiale affumicate, patate, cotenne e crauti. I vini da bere in accompagnamento sono quelli della DOC Isonzo del Friuli. 
  4. Strassoldo. Si sviluppa in lungo, in verticale nella cartina, al confine con Palmanova, un meraviglioso borgo a forma di stella a nove punte. Strassoldo è un borgo medievale perfettamente conservato, che può vantare ancora oggi due castelli – di Sopra e di Sotto – di proprietà privata e quindi visitabili con sicurezza quattro volte l’anno. Se passate da Strassoldo non potete non fare un assaggio del paparot, una minestra di farina di mais e spinaci tipica del Friuli, in particolare della zona di Pordenone. Alcuni la servono come antipasto, altri come primo piatto, come vuole una zuppa.
  5. miglio ricette Venzone. Da sempre comune strategico nelle guerre, per la sua posizione di passaggio obbligato verso il nord, Venzone è un grande esempio di conservazione e tutela strutturale di un borgo gravemente danneggiato dai terremoti nel 1976. Qui si viene per apprezzare questo encomiabile lavoro, ma anche per i tanti spettacoli e le sagre. Tantissime sono le specialità gastronomiche: da assaggiare assolutamente i biscotti di miglio, dal gusto ancestrale e figli di una tradizione secolare, visto che le prime testimonianze della coltivazione sono del tardo 1600. Si preparano con le mandorle e sono autentici della zona, data la scarsa presenza di questo cereale in tutta la pasticceria italiana.