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Albicocche: tutte le varietà italiane e le loro caratteristiche

di Daniela Traverso

L’albicocca è uno dei frutti più apprezzati durante la stagione estiva ma conoscete tutte le varietà e le loro caratteristiche?

L’albicocca è uno dei frutti più amati dell’estate, certamente tra i più buoni e gustosi. Purtroppo, però, non è semplice trovarla di qualità. Le varietà che dobbiamo prediligere sono sicuramente quelle italiane, possibilmente quelle più vicine a noi. L’albicocca appartiene alla famiglia delle rosacee, la stessa delle ciliegie e delle pesche, per questo motivo il profumo è intenso e la dolcezza è bilanciata da punte più astringenti e aspre. Questo frutto, originario della Cina, si è adattata molto bene alle caratteristiche pedoclimatiche italiane e nei secoli si sono sviluppate diverse varietà dalle caratteristiche particolari e molto interessanti. L’albicocca, inoltre, ha ottime caratteristiche nutrizionali, è un’importante fonte di fibre, antiossidanti e betacarotene

Le varietà italiane in tutto sono 13, 3 presenti solo in Campania, una regione particolarmente vocata per questo frutto. Vediamo le loro caratteristiche più nel dettaglio per saperle riconoscere al mercato o dal fruttivendolo.

Albicocche campane

Come detto prima, la Campania è una regione particolarmente vocata alla produzione di albicocche. Ne esistono di diverse varietà, tutte ottime.

Vesuviana

È noto che le terre intorno al Vesuvio siano particolarmente fertili e che le coltivazioni della zona offrano prodotti ortofrutticoli eccellenti. Non fanno eccezione le albicocche, lì particolarmente dolci e saporite. Le vecchie varietà di albicocche del Vesuvio sono tutelate dal Presidio Slow Food e in tutto sono comprese circa settanta cultivar. Una caratteristica comune è la loro dolcezza che le rende perfette per essere sciroppate o cucinate per la confettura. La raccolta avviene tra giugno e luglio ed è manuale. Dopo il raccolto vengono portate subito al mercato così da poter essere gustate al giusto punto di maturazione.

Preole

Un’altra varietà di questa zona è quella chiamata Preole, il risultato di una pianta con poco vigore che dà pochi frutti di piccole dimensioni ma dal sapore eccellente. Insomma, poche ma molto buone.

Diavola

Questa varietà è caratterizzata da striature rosso fuoco sulla buccia, per questo motivo il nome Diavola. Dolcezza e dimensioni abbastanza importanti per il tipo di frutto sono le sue particolarità.

Albicocca Reale di Imola

Varietà tardiva piuttosto particolare, le albicocche di Imola non maturano tutte insieme ma hanno diversi gradi di maturazione. Ciò comporta un tipo di raccolto molto delicato e rigorosamente manuale. I frutti piccoli e dorati, caratterizzati da una grande dolcezza, sono adatti alla preparazione di ottime confetture. 

Albicocca di Valleggia

L’albicocca di Valleggia è tipica della Liguria, in particolare della zona del savonese, ed è anche un Presidio Slow Food. Le dimensioni del frutto sono molto ridotte ma caratterizzate da una grande intensità di gusto e profumo. Matura in circa tre settimane tra i mesi di giugno e luglio, in un arco di tempo molto limitato che ne riduce la reperibilità. Se la trovate non lasciatevela sfuggire.

Albicocca Thyrintos

Varietà precoce coltivata prettamente nel Nord Italia, l’albicocca Thyrintos è contraddistinta da frutti dal colore giallo chiaro con sfumature arancioni, molto grandi e succosi. 

Albicocca di Galàtone

Albicocca tipica della costa Jonica pugliese, terra particolarmente rigogliosa, la varietà Galàtone è caratterizzata da piccole macchioline sulla buccia, concentrate nella zona del peduncolo. La Galàtone è saporita, dolcissima e molto morbida. Il trasporto, pertanto, è difficoltoso e la sua commercializzazione ne ha risentito. Attualmente è entrata nel programma Arca del Gusto di Slow Food.

Albicocca Amabile Vecchioni

Se voleva farsi notare, l’intento è riuscito. L’Amabile Vecchioni è una varietà piuttosto grossa, dal colore arancione acceso e dal caratteristico gusto molto dolce. Non si trova facilmente, per cui verso fine giugno occorre tenere gli occhi ben aperti al mercato. Si mangia volentieri così, nature, oppure è perfetta a fettine sul chia pudding.

Albicocca precoce di Toscana

L’albicocca precoce di Toscana è una varietà antica, capostipite di numerose cultivar locali sparse soprattutto tra Pisa e Livorno. È un frutto molto morbido e dolce, di colore arancione acceso, compresa la polpa, e la raccolta avviene a fine giugno.

Albicocca della Val Venosta

Varietà tipica dell’Alto Adige, nello specifico della valle omonima, viene anche chiamata Vinschger Marille. La sua produzione è ridotta e ovviamente limitata localmente, concentrata nel comune di Prato allo Stelvio e coltivata tra i 500 e 1000 metri di altitudine. Anche questa albicocca è inserita nel progetto Arca del Gusto Slow Food. Esteticamente si presenta come una sfera gialla e il suo sapore risulta più acidulo. Molto utilizzata in confettura e in dolci tipici, come lo strudel e Marillenknödeln.

Albicocca di Scillato

Frutto tipico della zona del parco delle Madonie, in provincia di Palermo, anche l’albicocca di Scillato è Presidio Slow Food. La sua coltivazione è caratterizzata dal metodo a mano e senza trattamenti. Il frutto, raccolto tra fine maggio e inizio giugno, è piccolo e molto saporito.

Albicocca di Don Silvestro

Quella di Don Silvestro è un’albicocca rara presente sull’isola di Ventotene, nell’arcipelago pontino, al largo delle coste laziali. Il frutto si distingue per il colore molto chiaro, quasi bianco, e il sapore intenso. Questa albicocca viene coltivata soltanto sull’isola e il suo nome deriva dal primo proprietario della pianta. Anche la Don Silvestro è un prodotto inserito nel progetto Arca del Gusto Slow Food.

Albicocca Pindos

La Pindos è una varietà precoce pronta già alla fine di maggio, adatta agli amanti del frutto che non vogliono aspettare la piena stagione per gustarla.