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Le noci fanno male?

di Daniela Anguilano

Introdurre le noci nella nostra alimentazione apporta molti benefici ma fate attenzione a quante ne mangiate. Ecco perché.

Riguardo al regolare consumo di frutta secca, una frase che ci viene ripetuta spesso è quella di mangiare 3 noci al giorno. Ma perché solo 3? Le noci fanno forse male? In medio stat virtus dicevano i latini. Questo è quello che potremmo probabilmente affermare anche sulle noci la cui assunzione, a fronte dei numerosi benefici, può causare anche alcune controindicazioni. Vediamo insieme quali sono.

Da sempre, le noci sono osannate per il loro apporto di fibre utili al benessere intestinale, di vitamine e di micronutrienti dall’effetto antinfiammatorio e antiossidante, anche in grado di ridurre sensibilmente i livelli di colesterolo cattivo (LdL), prevenendo così alcuni rischi cardiovascolari. Ma questo non è tutto. Anche la presenza dell’acido linoleico, un acido essenziale appartenente alla famiglia degli Omega-6, è un’altra caratteristica da non sottovalutare. In merito a quest’ultimo, però, bisogna tenere a mente che un’alimentazione equilibrata prevede un rapporto specifico tra omega 6 e acidi omega 3; per evitare di sbilanciare questo rapporto, occorre integrare nella vostra dieta 2-3 porzioni di pesce azzurro a settimana. In aggiunta, le noci sarebbero utili alleate anche contro la sindrome metabolica, nella gestione del diabete di tipo 2, nella prevenzione di alcune forme tumorali e favorirebbero sia una buona memoria sia un buon sonno.  Secondo i ricercatori della San Diego School of Medicine aiuterebbero addirittura a tornare in forma.

Tuttavia, nonostante tutti i benefici elencati, non bisogna perdere di vista le calorie: 100 grammi di noci ne apportano ben 689, per cui è fondamentale assumerle nell’ambito della dieta giornaliera con moderazione. Mangiare noci, inoltre, è controindicato in soggetti affetti da malattie epatiche, ulcera duodenale e calcoli renali, oltre che in individui soggetti a herpes, a causa della presenza di arginina che può scatenarne la comparsa. Infine, il loro consumo deve essere moderato nei soggetti ipersensibili, nei quali potrebbero innescarsi reazioni allergiche