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Le guide di Agrodolce: dove mangiare a Jesolo

di Alessio D'Aguanno

Jesolo è diventata una meta ideale per trascorrere una vacanza, non solo per la magia della laguna ma anche per la cucina di alto livello.

Per chi la sceglie per la prima volta o per chi la conferma ogni anno come meta della propria vacanza estiva Jesolo è famiglia, divertimento e certezza. Però, come dicevano Sabrina Salerno e Joe Squillo “Oltre le gambe c’è di più”. Se queste caratteristiche hanno permesso alla località di affermarsi a livello nazionale ed europeo, adesso possiamo dire che si è aggiunto un ulteriore motivo per raggiungere la destinazione. Troverà pane per i propri denti, infatti, anche chi è alla ricerca di un turismo lento, da gustare un boccone e un sorso alla volta, magari intervallati tra un giro in bici fra le risaie oppure in canoa nella laguna, meta naturalistica che rende questa porzione geografica della nostra penisola così amata. Ecco qualche consiglio per decidere dove mangiare e non sbagliare.

  1. TerrazzaMare. In un lembo di terra che si insinua fra il fiume Sile e il Mar Adriatico, a Lido di Jesolo, si trova questo locale che è un unicum nella zona. Non solo è attrattivo per i giovani (come del resto anche tante altre realtà locali) per gli spazi esterni bianchi mozzafiato, l’atmosfera estiva e la musica in sottofondo ma è anche teatro di una grande cucina, quella dello chef e titolare Roberto Bardella. Che sia alla carta o nei due menu degustazione da 5 e 6 portate, l’unico ingrediente protagonista in tavola è il pesce, proposto in innumerevoli varietà e abbinato di volta in volta a pochi e selezionati ingredienti. Da non perdere gli eccezionali dolci della pasticcera classe 1998 Valeria Pierfederici e i cocktail, in primis l’Americano da autoservirsi in boccetta, ideale per l’aperitivo o il dopocena. 
  2. Da Guido. Un ambiente di pace, ideale per un ristorante che sa appagare tutti i possibili sensi coinvolti in una degustazione, è quello che c’è Da Guido. Una certezza ormai da tanti anni a questa parte, soprattutto per chi è in cerca di una cucina di pesce con pochissime incursioni sul tema carne. Attualmente, a guidare l’attività di famiglia ci sono Andrea Fasan, Giovanna Olivotti e lo chef Alessio Carretta. Sia nei crudi sia nei cotti, massima è l’esaltazione della materia prima ittica proveniente dalla zona di Caorle e dalla costa dalmata della Croazia, così come avviene per le verdure del progetto Osti in Orto in arrivo dall’isola di Sant’Erasmo e per la ricottina del locale Caseificio San Michele di Cortellazzo. Imperdibile un assaggio della pasta fresca, tra gnocchetti e ravioli, del pesce alla brace – come branzino, scampi, tonno rosso e anguilla – e del gelato, specialmente quello al cioccolato fondente e rum della Martinica. Si beve bene, da una carta a prevalenza italo-francese curata dal sommelier Andrea Fasan, e si sta anche bene nelle elegantissime sale interne e nei tavoli all’esterno circondati dall’ampio giardino verde.
  3. Ristorante Da Omar. Tutto è iniziato con una pizzeria al taglio poi, alla fine degli anni ’70, una delle attività di punta della ristorazione jesolana si è trasformata in un bistrot, meta d’approdo per i turisti anche nei mesi che vanno oltre la stagione estiva. In una traversa della centralissima via Dante Alighieri, il sommelier Omar Zorzetto (in realtà il suo vero nome è Augusto) e la sorella Vallì sono il motivo che invita i clienti a scoprire il locale e a ritornarci nel più breve tempo possibile, oltre ai bellissimi spazi interni con cantina a vista. Ottima è la qualità del pesce, che qui si può assaggiare nelle sue innumerevoli declinazioni. Da provare l’Antipasto misto classico veneziano con capasanta, canestrelli, moscardino, latticini (uova di seppie), canocia (cannocchia), baccalà mantecato, sarde in saor, le Linguine con zotoli (piccole seppioline tipiche della zona) e piselli e il Guazzetto alla jesolana tradizionale.
  4. Azienda Agrituristica La Barena. L’Agriturismo, il cui nome evoca le terre lagunari che emergono periodicamente in base alla marea. è stato aperto nel 1928 dai nonni Gioacchino e Rosina e adesso è portato avanti dalla quarta generazione della famiglia. In un ambiente del tutto incontaminato, che si consiglia di raggiungere in bici, si può scegliere se soggiornare in una delle sei camere o mettersi a tavola per assaggiare una cucina che muove i primi passi dall’attenzione per le materie prime di produzione propria: marinelle (ciliegie selvatiche), giuggiole, fichi, carciofi tipici della laguna, cardi. Non mancano anche le specialità locali di mare e di terra, come il germano reale al forno, le verdure in saor, il risotto di go e le cinque varietà di cefalo: bosega, lotregano, calamita, musino, muggine. Il locale è molto semplice, il perfetto contesto per apprezzare una cucina così genuina e ben fatta.
  5. I Barbabolle. Situata nella nuova sede in viale Venezia con vista sulla spiaggia del Lido di Jesolo, I Barbabolle è la champagneria aperta nel 2016 da tre soci (tutti e tre con barba, da qui il nome): Giovanni Ballarin, Andrea Bergantin e Alan Tradati. Il primo, anche lo chef, è l’ideatore di una proposta culinaria che si muove sulle note di una cicchetteria, la cui cucina si può apprezzare quando ci si siede a tavola e si ammira l’orizzonte marino. Se all’aperitivo si rimane sorpresi per la ricca selezione di champagne in carta vini – quasi 300 – e per le rivisitazioni di alcuni classici della cucina internazionale, come il lobster roll, in chiave personale e miniaturizzata, al momento del pranzo e della cena si può attingere da un menu di 4-5 piatti per portata. Spiccano, per distacco, lo Spaghettino freddo sempre presente in menu ma diverso a seconda della stagione (adesso con riduzione di pomodorino giallo, pesto di rucola, burrata e battuto di scampo), il crudo di mare degli antipasti servito in purezza, i secondi a base di pesce cucinato e i dessert freschi, ideali da degustare in questo contesto.
  6.  Pasticceria Pinel. Il sesto e ultimo indirizzo non è un ristorante bensì una pasticceria, una conferma da anni, lontana dalla calca del centro e del lungomare del Lido di Jesolo. L’insegna porta il cognome di Mauro Pinel, pellettiere che si è affacciato alla pasticceria nel 1991 quando di anni ne aveva compiuti già 31, dopo l’incontro con la figlia dell’ex titolare dell’attività e sua futura moglie Monica. Nell’attività di famiglia, in cui danno un contributo anche le figlie Giulia e Aurora, vanno in scena panificio e pasticceria, in abbinamento a caffetteria e cioccolateria. Se al primo è dedicato il locale inaugurale di via Giuseppe Giusti 6, il secondo con servizio al banco è stato aperto solo di recente, nella stessa via al numero civico 1. Grande è la ricerca della materia prima, dalla frutta candita di Agrimontana ai mieli Thun, fino alla pasta di cacao Valrhona e al caffè Jamaica di Simone Frasi, il figlio di Gianni che ha portato avanti la sua attività. Al banco a vista si possono scegliere monoporzioni fredde o al forno, mignon, macarons, lievitati da forno e gelati, direttamente dalle carapine. Ordinando il caffè, viene anche servito un friabilissimo bussolà, biscotto a forma di ciambella tipico della tradizione veneziana. Nota di colore: al logo della città turistica, nel 2014 il pasticcere ha deciso di dedicare un dolce ricordo da portare via. Si tratta de La Paperella di Jesolo, un biscotto caratteristico proprio per avere questa forma, realizzato con farina di grano tenero tipo 0, zucchero, burro, uova fresche, tuorlo d’uovo fresco, farina di mais, lievito, sale iodato, scorza d’arancio non trattato e bacche di vaniglia.