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La pasta integrale è dietetica?

di Leonardo Samarelli

Pasta integrale o di semola bianca. Quale scegliere quando si vuole seguire un regime alimentare sano ed equilibrato?

Rispondere a questa domanda in maniera superficiale è semplice: sì, la pasta integrale è più dietetica di quella di semola bianca. Se, però, si analizza meglio la questione del perché nelle diete spesso è suggerito il consumo della farina integrale, l’analisi diventa più complicata.

Farina integrale: i valori nutrizionali

Dal punto di vista calorico, rispetto alla pasta fatta con la farina di semola bianca, le differenze sono minime: in 100 grammi di pasta integrale ci sono circa 324 Kcal, in quella di semola 253 Kcal. I valori nutrizionali però cambiano sensibilmente. La pasta integrale ha un apporto maggiore di proteine e fibre e una minor presenza di carboidrati disponibili e lipidi; inoltre nell’integrale c’è una maggiore presenza di proteine vegetali che aiutano a compiere importanti funzioni all’interno del nostro organismo. Questa differenza dei valori è una diretta conseguenza del processo di lavorazione: la farina bianca viene raffinata mentre quella integrale viene lasciata allo stato grezzo. Tutte le componenti, compreso il chicco, vengono lasciate al loro stato naturale e grazie alla presenza delle fibre l’apporto nutritivo migliora.

Perché la farina integrale è considerata dietetica?

I migliori valori nutrizionali rendono la pasta integrale più dietetica rispetto alla sua antagonista. La presenza di fibre, oltre a una serie di benefici per il nostro intestino, abbassa notevolmente l’indice glicemico e rende meno disponibili i carboidrati presenti, aumentando il senso di sazietà. Inoltre, sono significative le quantità di vitamine e sali minerali che portano dietologi e nutrizionisti a consigliarne il consumo se si vuole dimagrire o mantenere un buono stato di forma fisica.

Pasta integrale: i contro

Se è vero che la pasta integrale apporta innumerevoli benefici ed è un valido alleato per chi non vuole rinunciare alla pasta, c’è da dire che negli ultimi anni è in atto un processo di demonizzazione della farina di semola bianca, proprio in conseguenza all’incremento dell’uso della farina integrale. In molti pensano che la pasta normale faccia male e non apporti benefici all’organismo, quando in realtà il discorso è ben diverso. Come scritto in precedenza, la differenza sostanziale avviene nel processo di lavorazione: nella farina di semola bianca il chicco viene lavorato tramite un processo meccanico ma senza l’utilizzo di additivi chimici. Ergo, anche la pasta tradizionale ha notevoli vantaggi e ottimi valori nutrizionali. Quindi in una dieta equilibrata è consigliato variare e consumare tutte e due tipologie, soprattutto se non si hanno particolari obiettivi. Un contro importante nell’utilizzo dell’integrale è la presenza dell’acido fitico, considerato un fattore anti-nutrizionale e presente in buone quantità nei prodotti non raffinati; per chi soffre di colon irritabile, per esempio, viene sconsigliata l’assunzione di pasta integrale perché potrebbe causare meteorismo e dolori intestinali.

Sportivi: come utilizzare la farina integrale?

Nel caso di chi pratica molto sport, vanno presi in considerazione i giusti accorgimenti. Se si desidera perdere peso o si segue un regime alimentare legato a un’attività specifica, la pasta integrale potrebbe essere sicuramente un valido alleato. Quindi includerla nella dieta è una scelta efficace.