Home Cibo Perché anche se siamo sazi riusciamo sempre a mangiare il dolce?

Perché anche se siamo sazi riusciamo sempre a mangiare il dolce?

di Alessio D'Aguanno

Vi siete mai chiesti perché a fine pasto, anche se siete sazi, spesso desiderate ancora il dolce? Ecco la risposta.

Quante volte ci è capitato di non riuscire più a mangiare niente di salato e, invece, di desiderare ancora qualcosa di dolce? Tantissime. Ancor se si è un amante della pasticceria. Anche se fino a oggi non vi eravate mai posti la domanda del perché, potrebbe essere curioso sapere qual è la risposta di questo dilemma.

La sazietà è un segnale che il nostro organismo manda al cervello quando mangiamo. Da quel momento in poi, come è noto a tutti, si percepisce una sensazione di pienezza nello stomaco e, di conseguenza, si è disincentivati a proseguire nel pasto. Questo segnale, però, non viene scatenato solo ed esclusivamente in risposta a un fattore (la pienezza gastrica) ma a diversi, uno dei quali è meglio conosciuto come sensory-specific satiety o sazietà sensoriale specifica.

Vi è mai capitato di andare a un buffet e mangiare molto più del normale? Ecco, questo meccanismo aiuterà a capire meglio. Se il nostro corpo tollera l’assunzione di diverse preparazioni in grandi quantità, lo stesso non si può dire di una sola. Ovvero: se riusciamo a ingerire una grande quantità di alimenti diversi tra di loro, è molto più difficile assumere la stessa quantità di cibo mangiando un unico piatto. Questo sistema non nasce per caso ma ha uno scopo ben preciso, cioè tenerci a distanza dalle carenze alimentari e permetterci di avere un’alimentazione varia, composta da tanti ingredienti e relativi macronutrienti e micronutrienti. Il fenomeno è stato descritto per la prima volta nel 1956 dal fisiologo Jacques Le Magnen e ha assunto questo nome solo nel 1981, grazie a Barbara J. ed Edmund T. Rolls. E se abbiamo ancora uno spazio per il dolce, anche dopo aver mangiato tanti piatti salati, lo dobbiamo proprio a questo meccanismo.