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Pera cocomerina: cos’è e come utilizzarla in cucina

di Stefania Pianigiani

La pera cocomerina è un frutto dalle origini antiche ripico della Romagna. Scoprite perchè si chiama così.

La Romagna ha il vantaggio di essere riuscita a conservare piccoli prodotti di nicchia che regalano gioia al palato e alla vista, come la Pera Cocomerina. Si tratta di un antico frutto quasi dimenticato, riscoperto grazie all’attenzione di alcuni coltivatori e diventato Presidio di Slow Food.  Si coltiva in altura, nell’Appennino Cesenate, in particolare nel territorio di Ville di Montecoronaro, un paesino ai piedi del Monte Fumaiolo, e in altre zone vocate sempre del comune di Verghereto e in quello di Bagno di Romagna, nell’Alta Valle del Savio. Succosa, dolce e profumata, il suo nome deriva dal colore che prende la polpa nel raccolto tardivo, quando assume un colore rosso dalle tonalità che ricordano il cocomero. Per tutelare questo frutto, è stato creato anche un registro dei coltivatori che la producono e tra gli obiettivi del Presidio c’è il censimento di tutte le piante esistenti, la sistemazione delle piante inselvatichite, l’assistenza ai coltivatori e la realizzazione di un campo didattico sperimentale. Questo Presidio è sostenuto dalla Comunità Montana Appennino Cesenate e dalla Regione Emilia Romagna.

Caratteristiche e proprietà

Detta anche Briaca (cioè precoce) o Sanguigna, questa pera è coltivata anche nel parmense, dove è nota come Per Ingurien o Pèr Angurien. Questi sono i nomi più diffusi per indicare il frutto di altura che ha due periodi di raccolta: le precoci maturano alla fine di agosto, le tardive si raccolgono alla fine di ottobre, entrambe vanno consumate nel giro di pochissimo tempo, per non perdere le proprietà organolettiche. La pianta può arrivare a vivere fino a ottant’anni, ma solo se le condizioni climatiche lo consentono, e ha una procace fioritura bianca che dà vita a frutti di pezzatura medio-piccola. I frutti, tagliati a metà, presentano un bel colorito rossastro grazie agli antociani, pigmenti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi con potere antiossidante, un ottimo alleato per la salute. Associata ad altre piante officinali, la Pera Cocomerina si usa anche in cosmetica, specialmente nella produzione di creme, per le sue proprietà antiossidanti e antiage.

In cucina

Buccia verde, cuore rosso, questo frutto dalle piccole dimensioni oltre a essere buono appena colto dall’albero si usa anche per fare delle confetture e dei liquori oppure è un ottimo ingrediente per preparare una torta. Se volete cimentarvi con la confettura di Pera Cocomerina da spalmare sulle fette biscottate per colazione oppure come ripieno di una crostata, vi serviranno 1kg di pere, 500 g di zucchero Muscovado, 1 arancia biologica e 1 cucchiaino di cannella. Lavate le cocomerine e tagliatele a piccoli pezzi, mettetele in una casseruola insieme alla buccia grattugiata dell’arancia, la cannella e un bicchiere di acqua. Copritele per una ventina di minuti, aggiungete lo zucchero e cuocete per un’oretta, mescolando spesso. Quando la confettura sarà pronta, distribuitela nei vasetti in vetro, precedentemente sterilizzati. Questa confettura si abbina bene alla carne di Mora Romagnola oppure a formaggi molli e stagionati.