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Anversa: ecco dove andare per un weekend da foodie

di Alessandra Gesuelli

Anversa è la meta ideale per un weekend da foodie. Ecco alcuni consigli per scoprire questa città del Belgio.

È Anversa la meta foodie dove andare per un weekend. Questa città del nord Europa, nel cuore delle Fiandre, è salita alla ribalta nei mesi scorsi, in particolare da quando ha ospitato la cerimonia di premiazione dei World’s 50 Best Restaurants. Con 94 ristoranti stellati Michelin, le Fiandre possono vantarsi di essere uno dei territori al mondo con la più alta densità di fine dining. Due dei tre Stelle Michelin di tutto il Belgio si trovano qui: ad Anversa c’è Zilte, all’ultimo piano del Museo aan de Stroom, in cucina Viki Geunes; mentre vicino Gand c’è Hof van Cleve, il regno di Peter Goossens. Anversa, per secoli capitale dei commerci, nota per la lavorazione e il mercato dei diamanti e conosciuta per la moda, grazie ai famosi designer Antwerp Six, è diventata anche la meta ideale per chi è un vero foodie. Noi siamo andati per assaggiare il meglio ed ecco i nostri consigli.

Anversa: 175 nazionalità e altrettante cucine

Chi va ad Anversa sa che troverà una città ricca di interessanti contrasti: snob nel senso più classico del termine ma anche moderna e poco tradizionalista con ben 175 diverse nazionalità e altrettante cucine. Nello spazio di poche strade si possono assaggiare le classiche Frites, le patate fritte croccanti, ottimi Dim sum come a Hong Kong, cucina indiana vegana e giainista oppure classiche ricette kosher nei deli usciti dagli anni 60, data l’ampia comunità di ebrei ortodossi che tradizionalmente vive nella zona dei diamanti. Poi, naturalmente ci sono i ristoranti fine dining, dove una nuova generazione di chef belgi si sta smarcando dal passato di influenza francese per inseguire la propria identità.

Oltre al cibo, tanta arte

Per chi oltre al cibo ama anche l’arte, Anversa offre storia e contemporaneità. Iniziate dalla medievale Grote Markt o Piazza del Mercato, cuore del centro storico. Poi visitate il cinquecentesco Stadhuis, il Municipio, e verificate che da ogni angolo della città sia possibile vedere l’imponente campanile a guglia della cattedrale di Nostra Signora di Anversa. La città è anche il luogo natale del grande pittore Peter Paul Rubens, cittadino illustre, insieme al ritrattista seicentesco Anthony Van Dyck. A Rubens è dedicata la mostra Rubens e i palazzi di Genova, che sarà visitabile dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023 al Palazzo Ducale di Genova. La città italiana è infatti gemellata con Anversa e quest’anno è proprio il quarto centenario della pubblicazione, avvenuta nel 1622, del celebre volume del pittore barocco intitolato Palazzi di Genova. A settembre 2022 invece sarà inaugurata la nuova ala del Royal Museum of Fine Arts, dedicata all’arte contemporanea fiamminga. E a proposito di super contemporaneo, nella zona del Porto è ben visibile la futuristica Port House, firmata da Zaha Hadid Architects e inaugurata nel 2017, ultima opera dell’architetta anglo-irachena. Oggi questa zona è punteggiata da locali curatissimi e affollati, soprattutto a cena. Infine, da non perdere la Stazione Centrale, capolavoro Art Nouveau riconosciuto in tutto il mondo. Per chi vuole dormire con vista sulla stazione c’è l’NH Collection Antwerp Centre che ha all’interno il curato tapas bar al pianoterra, Bottles and Jars, presente anche ad Amsterdam, Salisburgo e Dusseldorf.

Cioccolato che passione

Per gli amanti del cioccolato belga, la tappa fondamentale si chiama cioccolateria Del Rey. Il nome sembra spagnolo ma Del Rey è una bella storia locale. Inizia nel 1949 dalla passione di Adèle Raymaekers che ereditò dal marito la cioccolateria e la chiamò Maison Ray, dal suo cognome, e poi DelRey.  A guidarla dal 1983 la coppia Anne Seutin e Bernard Proot con uno dei figli. Anne lavorava con la signora Adele. Oggi la cioccolateria si è espansa anche in Giappone. Nel quartier generale di Appelmansstraat 5 , il laboratorio è ai piani superiori e i deliziosi cioccolatini fanno giusto una rampa di scale prima di arrivare nell’ampio bancone e ai tavoli, con vista sulla strada, dell’elegante sala interna. Vi consigliamo di andarci per un caffè accompagnato dalle praline a forma di diamante per cui la cioccolateria è famosa. Non è la sola in città, naturalmente, ma questa è l’unica a essere veramente local. Per chi vuole saperne di più sono disponibili diversi tour a tema, tenuti dalla brava Carolien Krijnen di Chocalicious.

Le Pristine

La gente di Anversa che conta, la trovate qui a pranzo. Le Pristine di Sergio Herman è un bel locale che rende omaggio alla cucina italiana ma con le materie prime e il tocco belga. Dal 2020 ha una stella Michelin, per merito di questo chef-celebrity e del suo stile personale. Adesso ha 7 locali, tra cui Pure C nella regione dello Zeeland e AIRrepublic proprio sul mare. Cucina a vista per Le Pristine (prenotate in anticipo), i cui interni luminosissimi sono stati curati da Space Copenhagen, gli stessi del Noma. Piatti ricchi, creativi e freschi al palato. Il ristorante punta su una rivisitazione creativa nel rispetto della nostra cucina ma le prelibatezze di mare sono locali. La carta dei vini curata ed equilibrata è firmata da Willem Van Den Broeck, con un’enfasi particolare sui vini naturali. Il caffè-bistrot è ideale per un pranzo veloce e qualche bite, accompagnati da un bicchiere.

La meta gourmet nella città gourmet

Le birre di De Koninck, inclusa la sua famosa Bolleke, sono state prodotte nel quartiere di Mechelsesteenweg per secoli. Nel 2015, questo birrificio cittadino ha aperto un centro visite per dare la possibilità a tutti di conoscere il dietro le quinte della produzione. Il tour include la storia del birrificio e offre la possibilità di degustare i diversi prodotti. Ma non solo. De Koninck è diventato anche una piccola meta gourmet, grazie alle diverse realtà che ospita nell’edificio. Innanzitutto i negozi: una panetteria, una cioccolateria e un negozio specializzato in formaggi, merito della famiglia Van Tricht, affinatori di formaggi da generazioni. E ancora il negozio di salumi pregiati, collegato al ristorante Butcher’s Son, stellato dal 2018 e famoso per i suoi golosi Vol au vent al pollo e vitello. Nel complesso di De Koninck non perdete due chicche, in fatto di drink: il panoramico Atelier di Paul Morel, specializzato in spirits giapponesi e lo Speakeasy 1833, nelle antiche cantine della birreria. Interni studiati e una carta divertente che gioca tra birre e cocktail. Entrambi i locali sono aperti solo su prenotazione. 

Un santuario bistellato 

Già il nome indica che siamo in un santuario. Botanic Sanctuary è il nuovo hotel aperto nel cuore storico di Anversa, pochi mesi fa. Sembra di tornare indietro nel tempo, tra antichi edifici merlati e giardini. All’interno di una delle case a mattoncini rossi ha aperto Hertog Jan dello chef Gert De Mangeleer insieme a Joachim Boudens. Una coppia super stellata e molto conosciuta, già alle spalle dell’omonimo ristorante vicino Bruges per anni tre stelle Michelin. Nel 2018 la decisione di chiudere per cambiare. I due hanno trovato nel nuovo progetto di Anversa lo spazio necessario per un ristorante luminoso ed essenziale che a pochi mesi dall’apertura ha già guadagnato due stelle Michelin. De Mangeleer  fa una cucina omakase, di ispirazione giapponese nell’estetica e nella tecnica ma con ingredienti locali, fiori e verdura. Tutto lavorato al minimo, il paesaggio fiammingo è nel piatto e ne conserva l’assoluta freschezza. Una cena coinvolgente e raffinata con degustazione di una quindicina di piatti che scorre come un ruscello fresco. A metà percorso si viene invitati in cucina allo chef’s table per uno dei main course, presentato nel servizio buono di casa dello chef. Si può anche abbinare una notte in hotel alla cena, fatevi questo regalo.

Sulla costa del Mare del Nord

Bisogna andare verso la costa, a Ostenda, per capire l’anima più antica della cucina fiamminga. Lì si troveranno prodotti e tradizioni legate al mare e alla pesca, di grande importanza e che ispirano tanti chef. Ricordiamo la famosa pesca dei gamberetti a cavallo che si fa dal XVI secolo lungo la costa, quando c’è la bassa marea: i cavalli trainano delle reti a strascico con cui vengono raccolti i piccoli crostacei grigi. Per la sua importanza questa pesca è stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Unesco. E proprio per continuare a stare vicino al mare e alla natura Willem Hiele, già stellato con il suo ristorante nel piccolo villaggio marino di Koksijde legato alla sua famiglia, ha deciso di trasferirsi appena fuori Ostenda, in un edificio brutalista degli anni 70 e di aprire, si annuncia a breve, uno spazio per 24 ospiti per continuare a fare la sua cucina soprattutto di pesce con cotture alla brace, affumicature e fuoco vivo. Un’immersione nella natura del Nord per questo chef surfista e marinaio che qui, sulla costa di Ostenda, passava le sue estati da bambino. In più è da sempre amante di un approccio rustico ma studiato alla materia prima della sua costa fiamminga. Speriamo che anche nel nuovo ristorante proporrà ancora la sua famosa Bisque di gamberetti grigi: un’avvolgente esplosione di gusto, servita in un’ antica tazzina da caffè.