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I racconti del Professore: in viaggio ad Agrigento

di Alfonso Isinelli

Dormire e mangiare nella provincia di Agrigento: ecco dove fermarsi se siete in Sicilia. Ve lo raccontiamo qui.

Agrigento e la sua provincia hanno un estensione insospettabile per chi non la conosce: da Sciacca, a ovest, a Licata, a est, con una serie variegata di spiagge, da Bovo Marina alla Scala dei Turchi, e da nord a sud, attraverso la Valle del Belice, l’area dei Monti Sicani, in un susseguirsi di riserve naturali di rara bellezza. E poi naturalmente uno dei siti archeologici più importanti al mondo, la Valle dei Templi. Per non parlare di castelli, saline, tonnare e tante storie da raccontare e tradurre in turismo, che naturalmente c’è, ma potrebbe essere infinitamente maggiore se ci fossero servizi e infrastrutture adeguate, ma soprattutto se tutto questo fulgore non fosse circondato e sovrastato da una bruttezza dominante. Paesi attraversati da uno scempio edilizio senza interruzioni, strade dissestate, terreni incolti e abbandonati, sporcizia imperante, in una quasi totale assenza dell’amministrazione pubblica e anche, dispiace dirlo, di senso civico di buona parte della popolazione, magari ormai rassegnata. Non è certamente un esemplare unico in Italia, e soprattutto, purtroppo, nel mio amato meridione, ma fa male al cuore. Questo pezzo vuole rendere merito a tutte quelle realtà con coraggio e amore verso la terra lottano e investono per tenere alto il vessillo del bello e del buono.

Dormire

Fontes Episcopi

Alle porte di Aragona si trova Fontes Episcopi, bioresort nato nel 2017 ristrutturando con grande rispetto l’edificio originario, risalente all’800, appartenuto al vescovo Gerlando Gesualdi. Una vera immersione nella natura e nell’anima siciliana, dove ogni pezzo, sia un mobile, un quadro, un oggetto, non è stato scelto o collocato a caso. Una Spa dedicata alla naturoterapia, una piccola piscina. Stanze ampie, spazi comuni che favoriscono anche la conoscenza con gli altri clienti, arricchita dalla possibilità di piccole lezioni di cucina, i cui risultati vengono consumati da tutti. Godersi una buonissima caponata realizzata da due giovani ospiti americani, il piatto di fichi appena colti che arrivano al tavolo della colazione mattutina, il sapone porzionato all’arrivo per ogni cliente, la gentilezza del proprietario Maurizio Tedesco e del suo staff ne fanno una sosta rigenerante soprattutto per l’anima.

Doric Hotel

Un’esperienza assolutamente diversa qui, all’insegna del relax completo, in questa struttura che è ancora un work in progress con nuove stanze e appartamenti in costruzioni, oltre ad una serie di spazi dedicati ad attività sportive e all’impianto di alberi da frutto e giardini. Già ora si può godere di stanze con piscina privata, di una luminosa sala per l’attività fisica, di una piscina dove troneggia al centro il banco bar, dove bere un buon cocktail a mollo con il Tempio della Concordia sullo sfondo, vista la posizione a cinque minuti dalla Valle dei Templi e da Agrigento. In più una buona offerta gastronomica, legata ai prodotti locali e gestita da uno staff di cucina giovane e voglioso. Se crescerà con questi presupposti sarà un posto ancor più bello di oggi.

Mangiare

Foresteria Planeta

Un posto accogliente con vista sui vigneti, che si allunga fino al mare, un posto di bellezza, un posto del vino: siamo a Menfi, in una delle grandi famiglie della viticoltura siciliana ed italiana, sotto lo sguardo attento di Francesca Planeta. L’offerta ristorativa vive dell’estro di Angelo Pumilia che fa parlare le materie prime del territorio con cadenze di gustosa sincerità. Affacciati nel terrazzo che domina il dintorno, proverete un’insalata di pomodori che centra il palato senza inutili retoriche, un classico spaghetto ai gamberi, una notevole versione al dessert del biancomangiare. Semplice e diretta la cucina, accompagnata da una selezione di vini che parte da Planeta per arrivare al mondo.

Locanda Perbellini

Normalmente le seconde case di un grande nome nel campo della ristorazione possono lasciare perplessi, non soddisfare del tutto. Confesso che approcciandomi alla Locanda Perbellini, nonostante la magnifica location con vista sulla spiaggia di Bovo Marina, il dubbio si insinuava fortemente. Sbagliavo, perché dietro una progetto intelligente, si nasconde una persona intelligente. E quando a Giancarlo Perbellini, proposero di prendere in gestione questa attività ristorativa, lui volle sapere cosa c’era prima: la trattoria della famiglia Vella, con due ragazzi ai fornelli, ultima generazione a gestire l’attività. Li volle conoscere: oggi Deborah, emergente Pastry Chef 2021, dopo un’esperienza nella casa madre di Perbellini a Verona, lavora alla Madonnina del Pescatore. Giacomo, invece, ha le redini della locanda e la gestisce con equilibrio tra territorio e contaminazioni, ben visibili in piatti come la cotoletta di tonno cotto e crudo, maionese alla soia e patate schiacciate e nella girandola di dolci, marchio della casa madre, che fanno degno finale. Bella l’offerta  dei vini con un occhio attento al territorio.

Capitolo Primo del Relais Briuccia

Montallegro è uno di quei paesi malridotti di cui parlavo nell’incipit. Eppure anche qui, tra strade e case a dir poco anonime (dove però le signore dall’uscio di casa ti salutano e chiedono come stai), c’è un altro gioiello: il Relais Bruccia, nato dalla ristrutturazione di un palazzo nobile ottocentesco, per mano di Damiano e Adriana Ferraro che se innamorarono nel 1997, ritornando in Sicilia dall’estero per creare, passo dopo passo, le cinque suite, arredate ognuna con gusto, pezzi singoli ricercati in mercatini e rigattieri, ognuna con una vasca idromassaggio. Ma Damiano nasce chef, con esperienze in Francia e in Inghilterra molto importanti (Gavroche per dirne una). E dunque in parallelo si sviluppa il ristorante, Capitolo Primo, sala di bellezza unica, con un lucernario ad illuminarla di giorno, un tavolo Romeo e Giulietta, su al primo piano a dominare la sala, dove si sono consumati tante proposte di matrimonio, una cura per tovagliato e arredi d’altri tempi. Perché questo è un posto d’altri tempi, anche nell’offerta culinaria; un posto che se ne infischia delle mode, ma stupisce con una classicità siciliana, figlia delle esperienze in giro per il mondo di Ferraro. Serviti da Adriana, si gode di piatti come la sfera di gamberoni e sogliola su cappuccino di champignon e salvia, per citarne solo un piatto di un posto che merita un adeguato approfondimento. Anche per veder lo sviluppo di un programmato capitolo successivo.

Conclusioni

Viaggiare per la provincia di Agrigento è stato come guardare allo specchio tutte le contraddizioni della Sicilia: una bellezza insita e potente, spesso sprecata senza alcuna considerazione per l’indotto culturale, turistico ed economico che potrebbe sviluppare. E nonostante tutto restano ricordi bellissimi agli occhi e al palato. Ne lasciamo due a racchiuderli tutti: il brusciuleneddru co’sugu (l’involtino o bracioletta della tradizione siciliana qui in versione girgentana) dell’Osteria Ex Panificio di Agrigento e il Solfare, bianco dell’Azienda Agricola Passofonduto di Giuseppe Cipolla, uvaggio di Grillo, Cataratto e altri vitigni autoctoni, un gioiello di miniere e mare, zolfo e frutta bianca che, anche se geograficamente cade nella contigua provincia di Caltanissetta, racchiude in un sorso storia, cultura e paesaggi di un territorio.