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Cocktail estivi: piccola guida al frozen margarita

di Carlotta Mariani

Un cocktail fresco ed estivo, dalla storia misteriosa, ma semplice da riprodurre a casa con qualche trucco. Quali? Scopriamolo insieme.

Il frozen margarita è una variante del margarita, il sour cocktail messicano a base di tequila più famoso al mondo. La fresca versione, che sembra fosse il drink preferito del cantante Elvis Presley, ha una storia coperta di fascino. C’è chi dice che sia stato inventato negli anni ’30 a Tijuana, in Messico, da un barista innamorato di una promettente ballerina di nome Margarita. Si pensa persino che la giovane fosse Margarita Cansino, che qualche anno più tardi conquistò Hollywood con il nome di Rita Hayworth. Secondo altri l’idea è stata di Don Carlos Orozco che nel 1941 creò la ricetta in onore di Margarita Henke, figlia dell’ambasciatore tedesco. Quel che è certo è che nel 1971 il ristoratore Mariano Martinez a Dallas creò la macchina per creare un cocktail perfetto facendo semplicemente qualche modifica alla sua macchina per le granite. Da allora il Frozen Margarita ha conquistato gli Stati Uniti e il mondo intero, tant’è che la prima macchina di Martinez è oggi esposta a The Smithsonian’s National Museum of American History di Washington, D.C. Scopriamo insieme tutti i segreti di questo cocktail grazie alla nostra guida al frozen margarita.

Margarita o frozen margarita?

Iniziamo facendo chiarezza. Qual è la differenza tra un margarita e un frozen margarita? Dalla storia di Martinez, avrete potuto intuire che il frozen margarita ha una consistenza più simile a una granita. Il ghiaccio viene tritato, mentre nel classico margarita viene messo a cubetti nello shaker e poi filtrato. La consistenza cremosa di un frozen margarita potrebbe ricordare quella di molti daiquiri che si vedono oggi nei bar ma cambiano gli ingredienti perché quest’ultimo è a base di rum, non di tequila. Vediamo allora come prepararlo in casa.

Scegliere gli ingredienti giusti

La ricetta del frozen margarita è semplicissima e non ha bisogno di una dispensa ricca e fornita. Bastano tre ingredienti: tequila, triple sec e succo di lime. Tutto qui? Qualcuno aggiunge anche lo sciroppo di zucchero ma in teoria non c’è niente di complicato. Fate solo attenzione a scegliere gli ingredienti giusti. Sapevate, per esempio, che esistono diversi tipi di tequila? Quale scegliere allora per il nostro cocktail? Il consiglio è quello di puntare su una tequila bianca (o silver) che viene imbottigliata subito dopo la distillazione o dopo un breve passaggio in botte, dal sapore dolce, meno aromatico rispetto ad altre tipologie, e dal colore cristallino. Viene definita la più pura espressione di questo distillato di agave. Altrimenti, provate la tequila reposado, che riposa in botti di rovere dai due ai dodici mesi e si presenta particolarmente morbida, con note di legno. In entrambi i casi, controllate che sull’etichetta ci sia l’indicazione 100% agave, di qualità superiore alla variante mista che contiene una percentuale di zuccheri non derivata dalla preziosa pianta messicana. Poi c’è il triple sec. Che cos’è? È un distillato francese, ma il nome può riferirsi genericamente a un liquore aromatizzato all’arancia. Per il nostro frozen margarita è perfetto il cointreau.

Strumenti utili

Abbiamo detto che rispetto al margarita, il nostro fresco cocktail non è shakerato. E non avendo la macchina speciale inventata da Martinez, possiamo riprodurre la ricetta con un frullatore ad alta potenza in grado di tritare finemente il ghiaccio e miscelare gli ingredienti. Forse più difficile da avere a casa è il corretto bicchiere per il frozen margarita, ovvero il cosiddetto margarita glass o semplicemente coppa da margarita. La sua forma ricorda quella di un sombrero, il cappello tradizionale messicano. Lo stelo è sottile ed elegante e l’imboccatura ampia, adatta a valorizzare la crusta.

Occhio ai dettagli: la crusta

Un elemento fondamentale per ogni margarita, frozen o meno, che si rispetti è la crusta di sale, la crosta saporita che caratterizza il bordo del bicchiere. È qualcosa di più di una semplice guarnizione perché serve a esaltare il sapore del drink. Come si fa? È necessario bagnare l’orlo del bicchiere con il succo di lime (o di un altro agrume) o strofinarlo attentamente con uno spicchio. Versate poi il sale fino in una ciotola ampia e intingete il bordo in modo che i granelli bianchi aderiscano al vetro. Come guarnizione, invece, potete aggiungere una fettina di lime.

Le varianti: fragola e molto altro

Abbiamo detto che il frozen margarita è una variante del margarita. Ecco, a sua volta, questo cocktail può essere interpretato in diversi modi. Famosa è per esempio la versione alla fragola con l’aggiunta di fragole fresche o surgelate. Potete trovare anche il frozen margarita al mango, alla banana, all’ananas, all’anguria, ai mirtilli oppure potete creare la vostra personale variante con la vostra frutta preferita. I puristi faranno una smorfia ma è bene ricordare che esiste anche la versione analcolica del frozen margarita a base di succo di arancia, limone, lime e sciroppo d’agave. Il virgin frozen margarita è perfetto per chi, per vari motivi, non può bere alcolici ma vuole sorseggiare qualcosa di irresistibile.