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Vacanze a Settembre? Ecco cosa provare a Bilbao

di Alessandra Iannello

Se amate fare le vostre vacanze durante il mese di Settembre, Bilbao potrebbe essere la meta giusta: ecco qualche consiglio.

Anche se l’estate è quasi finita sono sempre di più le persone che scelgono di programmare le vacanze a Settembre. I fan delle ferie settembrine amano viaggiare in tranquillità, soffermandosi sui particolari senza sgomitare fra la folla. Anche l’accoglienza è sicuramente migliore durante questo mese: ristoratori e albergatori hanno più tempo per raccontare piatti e territorio. Inoltre, il meteo è più clemente che in piena estate: niente caldo torrido ma temperature miti che invitano a fare lunghe passeggiate. A Bilbao, la capitale della regione della Bizkaia nei Paesi Baschi, a Settembre le temperature sono molto gradevoli e quasi estive. Come accade durante la stagione primaverile, ci si può dedicare all’esplorazione della città e alla visita dei musei. Arrivati a Bilbao, è impossibile non entrare nel bellissimo Museo Guggenheim dove ci sono opere di importanti artisti come Warhol e Basquiat ma è a tavola che si scopre la vera storia della città.

Txikiteo: cos’è

Chiamata Txikiteo, l’usanza profondamente radicata a Bilbao e nel resto della Bizkaia consiste nell’andare da un bar all’altro bevendo vino e assaggiando stuzzichini. Il termine di questa bizzarra attività deriva dal tradizionale bicchiere, con fondo e lati spessi, usato per bere durante il tour dei bar. Grazie alle sue ridotte dimensioni, assicura che in ogni locale si beva pochissimo vino e letteralmente un txikito vuol dire proprio un bicchierino. Si può dire che nessuna città della Bizkaia è priva del suo quartiere txikiteo e a Bilbao si trova tra le strade del centro storico: vi consigliamo Deusto e Poza, Ledesma, García Rivero e Diputación. Gli amanti delle bollicine devono assolutamente fare tappa al Café Iruña e ordinare l’Agua de Bilbao. A dispetto del suo nome, non è l’acqua dell’acquedotto pubblico bensì un vino spumante. La storia dell’Agua risale all’inizio del XX secolo, quando in città lo champagne scorreva come fosse acqua grazie alla ricchezza generata dal boom economico. Si racconta che, durante una cena in un ristorante di San Sebastián (cittadina affacciata sul Mar Cantabrico a pochi chilometri da Bilbao), un gruppo di tifosi dell’Athletic Bilbao che stavano festeggiando la vittoria della loro squadra contro la Real Sociedad chiesero di bere dell’Agua de Bilbao. I camerieri imbarazzati risposero che non potevano esaudire la loro richiesta. La goliardica compagnia allora rispose che “a Bilbao chiamavano acqua lo champagne” e così gli furono servite coppe di spumante locale che, da quel momento, prese il nome di Agua de Bilbao. Un altro vino tipico è anche il Txakolí, un bianco che si produce a partire da uve verdi che donano alla bevanda una certa acidità. Il servizio del Txakolí si chiama escanciar ed è una vera e propria arte. Gli escanciadores tengono con una mano la bottiglia, che portano in alto sopra la testa, e con l’altra il bicchiere, messo invece il più in basso possibile. L’abilità sta nel far sì che il getto del vino abbia un impatto abbastanza forte contro il bordo del bicchiere, che va tenuto in posizione quasi orizzontale. In questo modo, i residui naturali del vino e della bottiglia si disperdono per l’azione meccanica dell’impatto del liquido sulla parete del culín, il bicchiere a fondo largo e piatto con pareti perpendicolari e lisce.

Ad accompagnare i vini, ci sono i pintxos ossia gli stuzzichini. Fettine di pane tostato con acciughe del Cantabrico, jamón serrano, formaggi di capra, zucchine a fette condite con anguille non ancora adulte su una base di uovo sodo, peperoni di Tolosa ripieni di olive e acciughe e le immancabili Gilda, piccoli spiedini di acciughe del Cantabrico, olive e peperoncini sottaceto. Quest’ultimi furono inventati nel 1946 in un locale di San Sebastián per omaggiare Rita Hayworth in tournée per presentare il suo Gilda, film definito dalla critica “salato, verde e un po’ piccante”, proprio come lo stuzzichino in questione.

Txokos: mangiare in compagnia

Per provare un’altra esperienza tipica cercate un Txoko: un’associazione in cui gli uomini si riuniscono per cucinare, mangiare e socializzare. I membri sono solitamente autentici buongustai che preparano le loro creazioni in cucine perfettamente attrezzate. Ottimo cibo, compagnia ancora migliore e, per finire, una partita a carte con un bicchiere di patxaran. Da assaggiare sicuramente il marmitako, un piatto dei pescatori che cucinavano con una parte della pesca del bonito (un pesce simile al tonno), patate e ortaggi cotti in un pentolone di metallo (la marmita). Altra specialità è il bacalao al pil pil, una ricetta più elaborata perché bisogna emulsionare la gelatina della pelle del pesce insieme all’olio e all’aglio, mescolandolo senza sosta e lentamente.

Txuleton: la piastra in tavola

Per gli amanti della carne c’è invece il txuleton, una grigliata di diversi tagli di vacas viejas (letteralmente vacche vecchie) ovvero quei bovini che hanno vissuto oltre i dieci anni o i manzi di caserío (costruzione tipica rurale). La sua preparazione inizia su una grande griglia dove la carne viene sigillata e poi la preparazione viene conclusa su una pietra rovente o una griglia più piccola messa sopra braci ardenti nel centro della tavola. Da abbinare al txuleton un vino rosso fuori dagli schemi, il Sea Soul N.4 della cantina sottomarina Crusoe Treasure. Un vino ricavato da uve di vigneti a 600 metri di altezza nella zona dei pre-Pirenei spagnoli che riposa da 6 a 12 mesi in cantine a 20 metri sotto le acque del Mar Cantabrico.

I dolci

A Bilbao si possono gustare anche diversi tipi di dolci. Ci sono le carolinas, che devono il loro nome alla figlia del pasticcere basco che le inventò proprio a Bilbao. La piccola Carolina era ghiotta di meringhe e così il papà le preparò un dolce con una base sottile di pasta frolla o sfoglia che sorreggeva una meringa all’italiana con due piccole colate laterali di cioccolato fondente e tuorlo d’uovo. Poi, sono famose le torte di riso, i jesuitas (triangoli di pasta sfoglia ricoperti di glassa e mandorle e ripieni di capelli d’angelo – una speciale di conserva di zucca), gli ori-baltzas (pasticcini bagnati nel cioccolato bianco che acquisiscono un colore giallo e cioccolato al latte), i Christinas (panini al burro), i rusos (monoporzioni di meringa e crema pasticcera) e diversi tipi di biscotti come le cocotes (ricoperti di zucchero e chiara d’uovo).