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Frullatore e tritatutto: caratteristiche e usi

di Raffaella Galamini

Frullatore e tritatutto: conoscete le caratteristiche di questi elettrodomestici e sapete quali sono le preparazioni per cui usarli?

In cucina, il corretto utilizzo degli elettrodomestici è alla base del successo di qualsiasi pietanza. Quando ci si mette ai fornelli, è fondamentale conoscere le caratteristiche di ogni attrezzo di cui si dispone. Frullatore e tritatutto, ad esempio, svolgono funzioni molto diverse e si distinguono per aspetti tecnici e strutturali.

Frullatore

Il frullatore sta per festeggiare 90 anni: il primo brevetto risale al 1933. E’ un elettrodomestico molto diffuso nei paesi occidentali e la sua presenza in cucina è esplosa negli anni del boom economico, insieme alla lavatrice. Si tratta di un attrezzo di facile utilizzo, basta inserire gli ingredienti nell’elettrodomestico e azionarne il motore. L’apparecchio è dotato di lame metalliche a croce in modo da omogeneizzare il contenuto in modo semplice e di varie velocità. Di solito, gli ingredienti vengono mescolati ed emulsionati in aggiunta di grassi. È l’ideale per ottenere frullati e zuppe ma anche frappè, smoothie, cocktail, creme di riso e di latte, dessert. E, ancora, passati di verdure e vellutate usando la verdura cotta, omogeneizzati e pappine per i bebè, hummus di ceci, crema di nocciole, maionese, gazpacho.

Tritatutto

Il tritatutto ha iniziato a diffondersi più tardi, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. All’inizio veniva usato per triturare la carne cruda ma è perfetto anche per sminuzzare pane raffermo, caffè, frutta secca, formaggio stagionato, verdure e biscotti. L’apparecchio è di ridotte dimensioni e si aziona con una leggera pressione. Di solito, il tritatutto è compatto, economico e di facile utilizzo, costituito da un contenitore, una lama e un pulsante per azionarlo. Insomma, è il valido alleato per preparare qualcosa di facile e veloce.

Le differenze

La differenza tra frullatore e tritatutto si intuisce già a colpo d’occhio: il primo di solito è costituito da un’ampia caraffa con diversi litri di capienza e si sviluppa in altezza. Miscela e trita quindi ed è indicato per alimenti ad alto contenuto d’acqua. L’altro è di dimensioni ridotte e ha una a base cilindrica (dato che deve sminuzzare alimenti a basso contenuto di acqua). Nel frullatore, le lame sono abbastanza corte e orientate verso l’alto per raggiungere un maggior quantitativo di prodotto mentre nel tritatutto le lame sono più lunghe e disposte in parallelo.

Quale scegliere?

La risposta è semplice: dipende dal tipo di alimento e di preparazione con cui si ha a che fare. Nel frullatore non si possono tritare caffè e formaggio stagionato, nel tritatutto non è possibile l’inserimento di salse e condimenti mentre l’apparecchio è in funzione. Talvolta l’uno e l’altro apparecchio possono svolgere un abile lavoro di squadra: vedi ad esempio nel caso di un soffritto che si può cominciare nel tritatutto e poi passare nel frullatore a completamento di una salsa.