Home Cibo Elezioni: cosa aspettarsi dal nuovo governo di Giorgia Meloni sui temi di cibo, agricoltura, acqua e imprese

Elezioni: cosa aspettarsi dal nuovo governo di Giorgia Meloni sui temi di cibo, agricoltura, acqua e imprese

di Agrodolce

Cosa aspettarsi dal nuovo governo, guidato probabilmente da Giorgia Meloni? Ecco il programma che riguarda enogastronomia, turismo e imprese.

I voti delle elezioni politiche 2022 hanno consegnato l’Italia alla coalizione di centrodestra. Con oltre il 26%, il partito più votato è risultato essere Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni. Un bel balzo in avanti dall’1,96% conquistato nel 2013. Come da intese con gli alleati, sarà probabilmente Meloni a guidare il prossimo governo, con alle spalle un programma in 15 punti in cui si parla anche di cibo, agricoltura, acqua e ristorazione. Ecco cosa hanno promesso all’Italia.

Made in Italy, cultura e turismo

Al punto 10 del programma consegnato prima delle elezioni, Meloni & Co. parlano di “tutela e promozione del made in Italy, con riguardo alla tipicità delle eccellenze italiane”. Inoltre, si vuole trasformare gli italiani all’estero in ambasciatori, incentivando la “promozione delle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le comunità italiane nel mondo”. Se questo può voler dire esportare la sagra della porchetta o dello gnocco fritto oltreoceano, magari nello stesso Venezuela da cui la futura premier pare voglia attingere per reperire la manodopera di cui le nostre campagne hanno bisogno, non è dato saperlo.

Agricoltura

Il punto 13 si intitola “L’agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro“. Proprio come teorizzò e praticò qualcuno di prima di lei, l’autarchia alimentare sembra essere uno degli obiettivi velati di Fratelli d’Italia. È pur vero che al di sotto del Po abbondano i terreni agricoli abbandonati, a causa della bassa redditività dell’agricoltura contemporanea. Per sanare la ferita, FdI propone la “promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategico nazionale, capaci di rispondere alle esigenze di oggi, per uno sviluppo che coniughi indipendenza e sostenibilità ambientale ed economica”. Si incoraggia “la salvaguardia del comparto agroalimentare” con “lotta al nutri-score a all’italian sounding”. Per chi non avesse familiarità con queste due etichette, con il termine nutri-score si indica un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato in Francia pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E. Se ne critica l’eccessiva semplificazione prodotta sulle informazioni nutrizionali e la riduzione degli alimenti complessi ai singoli ingredienti. Il risultato? Un giudizio sul cibo, ma senza informazioni sulla composizione. Con il termine Italian sounding ci si riferisce a tutti quegli alimenti prodotti e commercializzati all’estero che, attraverso nomi o immagini (come la bandiera italiana), vogliono richiamare i cibi italiani, pur non rispettandone i criteri nutrizionali e produttivi. Risultato? L’Italian sounding sottrae miliardi all’export agroalimentare italiano in tutto il mondo. Contrastarlo sarà uno dei punti all’ordine del giorno per il futuro governo.

Si prevede il “rifinanziamento della misura “Più Impresa” a favore dei giovani agricoltori e dell’imprenditoria femminile”. Inoltre, si prevede l’innalzamento “dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese agricole, allineandoli a quanto previsto negli altri settori economici”. Si promette la “promozione di una filiera italiana per l’innovazione in agricoltura” e il “rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle imprese agricole, degli allevamenti e della pesca”. Seguono lotta al caporalato e contrasto al lavoro irregolare, nonché il “riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità”. Insieme a interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla diffusione delle epidemie animali, è previsto anche una serie di “interventi per un “piano nazionale invasi” per l’irrigazione agricola”. Nel paragrafo dedicato alla Difesa del lavoro, dell’impresa e dell’economia, si menziona il ritorno dei “voucher lavoro, in particolar modo per i settori del turismo e dell’agricoltura“.

Acqua

Sull’acqua Giorgia Meloni e soci hanno intenzione di varare un “piano straordinario per la tutela e salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne ed efficientamento delle reti idriche, per limitare il fenomeno della dispersione delle acque”. A ciò si aggiunge un “programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico con interventi mirati”.

Energia

Il caro bollette che preoccupa gli operatori del settore agro-alimentare avrà una ferma risposta. Si parla – in modo generico – di “transizione energetica sostenibile e aumento della produzione dell’energia rinnovabile”, con ricorso al “pieno utilizzo delle risorse nazionali” e “promozione dell’efficientamento energetico“. Sì al price-cap anche per Fratelli d’Italia, con anche il “ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro”. Infine, anche se indirettamente, si parla di costa e aziende legate al settore balneare: “Tutela della nautica e delle imprese balneari: 8000 km di litorale, 300.000 addetti del settore, un patrimonio che va tutelato”. Si aggiunge la “valorizzazione e promozione di un’offerta turistica diversificata” con “supporto alla digitalizzazione dell’intera filiera del settore turistico e della cultura”. Il menu è ricco e articolato. Speriamo che lo chef sia all’altezza delle preparazioni promesse.