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Merende per bambini anni ’50: le più famose

di Stefania Leo

Sapete quali sono le merende che i bambini degli anni ’50 portavano a scuola o consumavano a casa? Le ricordiamo con un salto nel passato.

Gli anni ’50 sono stati un vero e proprio spartiacque per quanto riguarda la merenda. Infatti, è proprio in quel decennio che è nato il Mottino, il primo boccone dolce confezionato pensato per soddisfare la fame dei bambini durante gli spuntini a scuola o a casa. Tuttavia in quel momento storico, con mamme e nonne più presenti rispetto a oggi, c’era molta più attenzione al momento della merenda. Protagonista assoluto era il pane che, da Nord a Sud, si è tinto di vari colori e condimenti. In base al clima e alle disponibilità economiche poi, si poteva puntare su ingredienti più energivori come lo zabaione o su altri più semplici ed essenziali come il pomodoro. Ecco quali sono le merende più famose degli anni ’50.

Pane e olio

Il modo più rapido per fare merenda resta il classico filo di olio buono versato su una fetta di pane fatto in casa. Non proprio pratico ma perfetto per soddisfare la voglia di salato e non sprecare il pane dei giorni precedenti.

Pane e Zucchero

Nei racconti dei nostri genitori o dei nostri nonni torna spesso un grande must: pane e zucchero. Oggi, qualsiasi diabetologo o pediatra urlerebbe al sacrilegio ma, in tempi di magra, era necessario dare ai bambini il massimo nutrimento con quello che c’era. Inoltre, si giocava di più e si disperdevano molte più energie. Quindi, pane e zucchero era una merenda facile, veloce e raggiungeva lo scopo più importante: nutrire i più piccoli. Dopo aver bagnato le fette di pane, le si passava in un piatto con lo zucchero et voilà, lo spuntino era pronto. C’è stato chi in tempi più recenti ha anche attualizzato la ricetta rendendola più golosa grazie alla frittura del pane. Dopo aver passato le fette nella farina e poi nell’uovo, le si frigge e poi le si spolverizza con i granelli di zucchero o lo zucchero a velo. Decisamente più pesante ma sicuramente più buono!

Pane e pomodoro

Da Frulez, a Bari, nel bagno campeggia una scritta “Non fate la guerra, ma pane e pomodoro. Ovunque e sempre”. Non è un mistero che questo condimento per il pane sia molto diffuso nel Sud Italia, dove l’ortaggio è disponibile per i lunghi mesi estivi e può essere usato anche in inverno grazie a quelli appesi. Tra l’altro, “Pane e pomodoro mette sangue e colore” dice anche un detto barese, sicuramente conosciuto da mamme e nonne degli anni ’50 che ci hanno tirato su figli e nipoti. Bastava infatti molto poco: il pane di semola, il pomodoro scattato (e non tagliato a pezzi) e strofinato, un pizzico di sale e la croce di olio a chiudere. Le cuoche più sofisticate potevano aggiungerci anche un tocco di origano ma il rischio era di cadere nel gourmet.

Fichi secchi

Frutto re dell’estate, il fico veniva seccato e consumato soprattutto durante le festività natalizie. Intinto nel cioccolato o consumato ripieno di frutta secca, era una vera leccornia. I bambini più golosi andavano addirittura a trafugare il prezioso frutto secco dal fondo di bauli e armadi per una merenda clandestina e (forse anche per questo) gustosissima.

Pizza bianca e mortadella

Spostandoci nella Capitale, un vero cavallo di battaglia delle massaie era la pizza bianca con la mortadella. Il salume era economico, così come la sleppa salata acquistata dal fornaio. Si farciva direttamente in negozio o a casa, soddisfacendo in parte anche il bisogno proteico dei ragazzini.

Zabaione

Adatto ai climi più freddi, lo zabaione era un gesto d’amore delle madri verso i propri figli. Si rimestava la miscela sul fuoco e la si serviva con qualche biscottino semplice cotto in forno. Nella versione più amata c’era l’aggiunta di Marsala, che calmava anche gli spiriti più indomiti.

Mottino

Siamo nel 1951 quando uno dei padri dell’industria alimentare italiana, Angelo Motta, ha l’idea di rimpicciolire il panettone per trasformarlo in una merendina. Così nasce il Mottino, un pratico fuoripasto confezionato che poteva essere portato a scuola senza paura di fare briciole. Nel 1953, il Mottino si è poi trasformato in Buondì che, a distanza di 60 anni, resta ancora oggi uno degli alimenti più amati per la colazione italiana.

Fruttino

Ancora in vendita ma con un packaging più accattivante, il Fruttino Zuegg è un quadratino di marmellata molto densa proposto anche come un booster energetico per gli sportivi. Infatti, il concentrato di marmellata è così compatto che si può mordere e mangiare rapidamente. Esiste sin dagli anni ’50, quando era per lo più a base di mela cotogna e voleva fare concorrenza a pane e zucchero. Iconica anche la sua confezione, di plastica e con un filetto rosso da tirare per sbucciarlo, il cui concetto è stato anche ripreso più tardi da certi formaggini in voga proprio in quegli anni.