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Napoli: le nuove aperture 2022

di Ida Paradiso

Anche a Napoli tante nuove aperture nel 2022: che sia pizza o cucina tradizionale, ecco tutti i locali da segnare.

Napoli, si sa, è da sempre crocevia di incontri e contaminazioni, culturali e non, in cui ogni novità aggiunge degli elementi interessanti alla sua identità. Tenendo fede al suo nome, Nea-polis, la città si rinnova continuamente riuscendo, però, a rimanere sempre fedele a se stessa. Anche con le nuove aperture del 2022 conferma la propria vitalità e soprattutto prova a imporre definitivamente il proprio modo di interpretare la cucina (non importa se fatta di tradizione classica, street food o elaborazioni più concettuali) che si può senza dubbio definire originale e contaminata. Partendo da qui, ecco le novità più interessanti di quest’anno.

  1. L’Oro Blu. In questo nuovo ristorante/concept a due passi dal mare, in zona santa Lucia, lo chef Gennaro Cummaro propone la propria filosofia, in cui la più nobile tradizione della cucina napoletana si fonde con quella della Costa Azzurra. Lì, infatti, ha svolto per molti anni la propria attività prima di rientrare a Napoli. Un po’ bistrot e un po’ ristorantino tipico, Oro Blu è un progetto tutto concentrato sul Grande Blu, il mare che bagna e unisce Napoli e la Francia, e che ne vuole proporre i migliori tesori. Il menu è breve ma con piatti profondamente pensati, in cui Cummaro prova a portare il meglio di entrambe le culture. Per assaporare e comprendere compiutamente la sua visione, si può approfittare di tre menu degustazione: Signature (6 portate), Capri (4 portate) e Crociera intorno al Mediterraneo (con 4 o 6 portate). Tra i piatti più rappresentativi ci sono sicuramente il Gambero Fumé, gamberi accompagnati da mais in tre consistenze, cipolla fritta e tartufo, e la Sfera di Cioccolato, un dessert con ricotta di bufala, arancio candito, fichi e latte di mandorla, proveniente dal menu del precedente ristorante a Grasse.
  2. Pizzium. La catena Pizzium, forte di 29 punti vendita in tutta Italia, sbarca anche nel quartiere Vomero. Anche in via Luca Giordano, circa 70 coperti all’interno e altrettanti nel dehors, Pizzium propone il proprio menu basato sulle creazioni del maestro pizzaiolo partenopeo Nanni Arbellini, socio fondatore del marchio. Tutti i lievitati usano una farina esclusiva sviluppata in collaborazione con Molino Colombo e inoltre è possibile assaggiare anche specialità di altre regioni, come ad esempio il cannolo siciliano. Anche nella pizzeria del Vomero è presente il servizio O’Shop, che consente di acquistare direttamente in pizzeria (o ricevendo tutto a casa, pizze incluse) una selezione di prodotti d’eccellenza provenienti da diverse regioni italiane, selezionati da Pizzium e proposti nel catalogo su base nazionale.
  3. Terrazza Le Fucine. Non solo aperitivi al crepuscolo nel Museo Ferroviario di Pietrarsa. Dopo la riuscita dell’esperimento fatto nel 2021 con serate cocktail e aperitivi al Caffè Bayard del Museo, nel 2022 il testimone è passato a Terrazza le Fucine, che ha anche ampliato l’offerta dando la possibilità agli appassionati di assaggiare, oltre agli aperitivi, anche un’accurata selezione di pizze e fritti della tradizione partenopea. La location (da cui si può godere un meraviglioso tramonto sul golfo di Napoli) vale già il viaggio ma la cura con cui vengono scelte le pizze inserite nel menu e l’attenzione con cui sono poi preparate e servite è senza dubbio un plus. Seria la strategia di presentarsi solo al meglio e soltanto in quella location: Terrazza Le Fucine, infatti, ha sospeso il servizio all’arrivo dell’autunno e riaprirà soltanto quando la bella stagione lo consentirà di nuovo (sul sito il countdown per la riapertura a rassicurare gli affezionati).
  4. Mezzenà macelleria con cucina. Piccolo locale a via Pessina, vicino a piazza Dante, in cui il titolare Raffaele Castaldi applica il binomio macelleria/cucina a uno street food d’autore. In questa macelleria di qualità, nonché luogo per una pausa pranzo veloce ma di alto livello, alle specialità da consumare sul posto viene concesso però il giusto spazio così da non dover togliere attenzione ai clienti della macelleria. I piatti del giorno vengono preparati nella piccola cucina ricavata dalla vecchia cella frigorifera e sono indicati su una lavagna. Il valore aggiunto è ovviamente la qualità e la freschezza della materia prima, che viene selezionata e trattata da esperti macellai, con frollature lunghe o cotture impegnative. Le bombette di maiale nero casertano e il panino Vomerese, nella versione bun con pancetta arrotolata e caciocavallo di Agnone, sono solo due delle numerose specialità da gustare, eventualmente anche in abbinamento a un buon calice di vino.
  5. Wine House. Collocato in via Marina, Wine House è sicuramente una proposta di grande fascino, sia dal punto di vista del concept (dichiara di essere un jazz club&restaurant) che dell’atmosfera elegante e originale: realizzata con un’estrema cura dei particolari negli allestimenti e nel lighting design. La programmazione musicale è ricca e di qualità almeno quanto la proposta enogastronomica e non viene considerata soltanto un arricchimento ma è un elemento imprescindibile della filosofia del locale. La cantina, altro elemento caratterizzante dell’identità di Wine House, è parte integrante della sala e conta circa 3.500 etichette italiane e internazionali tra vini, birre, bollicine e distillati. Questi possono essere abbinati da soli o con il supporto dei sommelier,. Tra le ricchissime proposte del menu, distinto per pranzo e cena, particolarmente interessante la sezione dei Lieviti all’acqua di mare, con poche ma ricercate proposte.
  6. Maremma Maiala. Cosa ci si può aspettare dallo chef Mariano Ferrara e dall’allegra combriccola di questo wine bar in pieno centro storico, si capisce subito dallo slogan da cui hanno scelto di farsi accompagnare: spacciatori di Vini e Salumi. L’ambiente informale e amichevole, con un dehors immerso nella città e privo di chiusure non deve ingannare: la scelta dei prodotti regionali di eccellenza con cui creare taglieri, schiacciate e focacce è accuratissima e fatta con grande competenza. Da segnalare la scelta delle birre, improntata a fornire una selezione tutt’altro che banale. Tra le molteplici proposte del menu, una su tutte davvero da non perdere è la millefoglie schiacciata con crudo bagnato al prosecco, pecorino toscano, fichi e aceto balsamico.
  7. Terra Mije Eccellenze campane. In piazza Mercato si trova questa piccola gastronomia che propone anche taglieri e preparazioni da ristorazione veloce. Nessuna pretenziosità ma una grande naturalezza nel proporre ai clienti, affezionati o di passaggio, una selezione di eccellenze campane presentate con cura e semplicità. Panini, contorni di verdure, mozzarelle di bufala campana dop e formaggi della tradizione campana sono accompagnati da vini del territorio (Aglianico in primis) di ottimo livello. Un’esperienza di gusto, completata dalla ricercatezza nell’arredamento, che riporta la verità di una cucina semplice, fatta di ingredienti di qualità e servita con il migliore dei condimenti: gentilezza e cordialità. 
  8. Gustus – gli artigiani del gusto. Gli appassionati della cucina povera napoletana (salsicce e friarielli, pasta e patate, parmigiana e polpette di melanzane, cucuzzielli alla Scapece e così via) possono trovare soddisfazione in questo piccolo locale nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Ambiente informale ma curato, anche nell’immagine, Gustus presenta anche una ricca proposta di panini e sfizi golosissimi realizzati con cura. Da veri intenditori, alcune proposte della tradizione campana come la pasta patate e provola con parmigiano ripassata in tegamino: una garanzia.
  9. Rosso Pomodoro in Galleria. Dopo un lungo e complesso restauro, ha recentemente riaperto la Galleria Navarra in Piazza dei Martiri. Nella sua articolata storia, che ha vissuto momenti di splendore e di abbandono, a riportarla ai fasti originari è stato un progetto ambizioso di Franco Manna e Pippo Montella (fondatori di Rosso Pomodoro): un concept che mescola pizzeria, mixology, ristorazione e arte. Al timone della parte enogastronomica, Antonio Sorrentino e Davide Civitiello, che propongono anche alcuni grandi piatti di tradizione rielaborati come lo Scarpariello a modo mio e la Caprese 2.0. Particolarmente interessante è l’inserimento in menu del Saponariello, la ricetta degli spaghetti con aglio, olio, olive nere, capperi e pangrattato che il cav. Navarra preparava al suo amico Edoardo De Filippo quando lo andava a trovare.