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Casolet Val di Sole, il piccolo formaggio con cui scoprire il Trentino occidentale

di Marta Manzo

Il Casolet Val di Sole è un piccolo formaggio appartenente alla tradizione del Trentino ormai sempre più difficile da trovare.

Un tempo si produceva a fine estate e a inizio autunno con quel po’ di latte che le bovine avevano prodotto quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi estivi. Era il formaggio di casa per eccellenza: versatile e in forme di piccole dimensioni. In Trentino, il Casolet faceva parte delle scorte per l’inverno. Oggi, invece, nella sua versione più tradizionale a latte crudo, è una piccola grande rarità, diventata anche presidio Slow Food. Si fregia anche del Marchio Qualità Trentino, a ulteriore garanzia di tipicità e provenienza. 

Tipico della Val di Sole e delle limitrofe Valle di Rabbi e Valle di Peio, il Casolet ha un nome di origine latina. Il termine deriva, infatti, da caseolus che significa proprio piccolo formaggio, in virtù delle sue limitate dimensioni. La sua tradizione viene portata avanti ancora oggi e le forme hanno ancora un diametro che va dai 10 ai 20 centimetri, con uno scalzo alto circa 7 centimetri, per un totale di uno o due chilogrammi di peso. Prodotto soltanto con latte di montagna, sale e caglio, si tratta di un formaggio giovane, con una pasta morbida, compatta e un’ occhiatura leggera o assente. Il colore è bianco o paglierino chiaro, la crosta è liscia e regolare e, al palato, dà sensazioni che vanno dall’acido al dolce, con sentori lattei ed erbacei. Ottimo consumato in purezza, magari abbinato a un calice di vino bianco e a del miele di acacia, è perfetto anche in cucina per realizzare fondute, torte salate e i tipici canederli. Tutti piatti della tradizione di montagna più autentica.

Ma dove si produce il Casolet Val di Sole? Collocata nella parte nord-occidentale del Trentino, la Val di Sole include le valli di Peio e di Rabbi ed è la più estesa ramificazione della Val di Non, oltre che un territorio in gran parte tutelato dal Parco Naturale Adamello Brenta e dal Parco dello Stelvio. Intorno ha ghiacciai, foreste, torrenti, malghe, antichi masi e, non lontano, svettano i picchi maestosi dell’Adamello, della Presanella e dell’Ortles-Cevadale. Ma è l’acqua l’elemento che domina le vallate: il Noce è, secondo National Geographic, uno dei 10 migliori fiumi al mondo per il rafting e i due stabilimenti termali di Rabbi e Peio sono da provare.

Oltre a Malè, porta d’accesso alla bellezza di questi luoghi, in alta Val di Sole merita una visita Ossana: uno dei Borghi più belli d’Italia all’imbocco della Val di Peio, ai piedi delle cime del gruppo della Presanella. Antico centro politico, amministrativo ed ecclesiastico dell’alta Val di Sole, per tutto il Medioevo e in Età Moderna, Ossana è stato un villaggio fiorente, soprattutto grazie alla lavorazione del ferro delle miniere di Comasine e agli scambi commerciali con le vicine valli lombarde. La sua storia poi è in gran parte legata a quella del castello di San Michele, uno dei luoghi più iconici della valle. Spesso conteso tra il vescovo di Trento e il conte del Tirolo e abitato da varie famiglie feudali, il castello di San Michele sorge su un sperone di roccia, abitato fin dall’età del bronzo come classico avamposto di osservazione. Sembra risalga all’età longobarda (se ne hanno tracce scritte a partire dal 1191), ha un possente e ben conservato mastio centrale alto 25 metri che domina completamente la valle ed è cinto da due linee di mura e da un bastione del ‘500.

Proprio le sue mura, nel periodo natalizio, diventano scrigno della magia del Natale. Sotto le feste, infatti, il paese diventa la sede di una delle più importanti esposizioni trentine di presepi: Ossana il borgo dei 1000 presepi, un percorso che parte da una suggestiva stella cometa allestita nel centro del borgo e che si snoda seguendo un filo rosso lungo le stradine e i vicoli, fino alle mura di Castel San Michele. Ci sono quasi 1400 caratteristici presepi da ammirare, allestiti negli scorci più particolari del borgo e negli angoli delle case, come gli avvolti, le vecchie stalle, le finestre sulla strada o le caratteristiche cataste della legna. E sono realizzati manualmente da abitanti, artisti, scuole e associazioni di volontariato di Ossana e dell’intera Val di Sole.

È un’importante testimonianza dal grande valore artistico, così come lo è ancor più la Casa degli Affreschi. Questo rarissimo esempio di dimora medievale che risale al ‘300 conserva una decorazione pittorica quattrocentesca, rimessa in luce nell’estate del 2000 e molto importante per la storia trentina. Per aspetti iconografici e stilistici sembra, infatti, che rimandi alla mano dei pittori Baschenis, frescanti di origine bergamasca che per più di due secoli, a partire dal XV, hanno operato nelle vallate del Trentino occidentale. Al momento, purtroppo, la Casa degli Affreschi non è visitabile perché in restauro ma gli è dedicata una sezione apposita nel percorso di visita al castelllo di San Michele. Sempre nel cuore di Ossana, si può ammirare la Stuva Nova, una stanza arredata in un’antica dimora del 1700, con pareti in legno intagliato e riccamente ornato, una preziosa stufa, quadri e buona parte dell’arredo originale settecentesco. Così come, nel Parco della Pace, il Cimitero monumentale austro-ungarico, dove nel 1917 venne realizzato il monumento al Kaiserschütze Austriaco, opera dello scultore Othmar Schrott-Vorst.