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PIZZA NAPOLETANA: fuori dal menu delle pizzerie che non seguono il disciplinare

di Claudia Bartoli

A partire dal 19 dicembre 2022 entrerà in vigore il nuovo regolamento UE sulla pizza napoletana: vi spieghiamo che cosa cambierà.

La pizza napoletana è sempre una grande idea. Impossibile resistere e dire di no a questa bontà tutta italiana che dal 5 febbraio 2010 è stata riconosciuta dall’Unione Europea come Specialità Tradizionale Garantita. A breve, però, ci saranno delle novità importanti: a partire dal prossimo 19 dicembre entrerà in vigore il nuovo regolamento UE a protezione della tonda Partenopea. Ecco casa cambia.

La pizza napoletana con riserva: nuova normativa

Pizza napoletana in un piatto

Come abbiamo detto sopra, il regolamento UE 2022/2023 del 28 novembre ha modificato la normativa preesistente sulla pizza napoletana e così le richieste dell’Italia, che spingeva per ottenere un regime di protezione rinforzata per l’eccellenza made in Italy, sono finalmente state accontentate. Ora, infatti, dal prossimo 19 dicembre la pizza napoletana passerà da Specialità Tradizionale Garantita senza riserva di nome a STG con riserva di nome e, in concreto, nessuno in Italia e in Europa potrà più scrivere pizza napoletana nei menu o sulle confezioni senza la certificazione STG (che garantisce il rispetto di tutti i criteri necessari per la preparazione della pizza). Se le regole dettate dal nuovo disciplinare non verranno seguite alla lettera, le multe saranno salate su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Chi può chiamare ancora napoletana la sua pizza?

Impasto della pizza

Il nuovo regolamento parla chiaro: solamente coloro che seguiranno i dettami della normativa UE in tema di pizza napoletana STG con riserva potranno chiamare ancora il loro prodotto lievitato con il nome proprio. Ma quali sono questi criteri così stringenti? Ore minime di lievitazione, stesura a mano della pasta, cottura esclusivamente in forno a legna e a una temperatura di 485°C, altezza del cornicione di 1-2 cm, con il controllo di un ente terzo di certificazione. Inoltre, i limiti riguarderanno anche gli ingredienti che devono essere rigorosamente made in Italy, dall’olio extravergine d’oliva al basilico fresco, fino alla Mozzarella di Bufala Campana Dop o Mozzarella tradizionale STG. Sui pomodori da impiegare si lascerà invece un margine di scelta in più al produttore: saranno ammessi sia i pomodori pelati sia quelli freschi.

STG con riserva: che scopo ha?

Pizzaiolo stende pomodoro sulla pizza

In primis, il nuovo regolamento emanato dall’Unione Europea avrà l’obiettivo di preservare e proteggere un’eccellenza replicata ovunque con imitazioni goffe ed errate di un prodotto amato proprio per il suo gusto semplice e genuino. Consentire solo ed esclusivamente a chi segue il disciplinare riguardo agli ingredienti e alle modalità di realizzazione della pizza napoletana, su tutto il territorio UE, permetterà di predisporre controlli stringenti sul prodotto con la possibilità di sanzionare chi violerà le direttive di legge e di tutelare allo stesso tempo coloro che, invece, le rispetteranno e le prenderanno sul serio.

Quando nasce la pizza napoletana?

Pizza a portafogli nei vicoli di Napoli

Se siete curiosi di sapere le origini della pizza napoletana, sembra che questa specialità gastronomica – che ci invidiano in tutto il mondo – sia nata nella prima metà del XVIII secolo. Uno dei primi a menzionare il lievitato partenopeo fu Vincenzo Corrado, nel 1773, che ne parlò nel suo Cuoco Galante con il nome di Torta alla napoletana. Al tempo, si trattava di una sorta di torta rustica riccamente farcita, ancora lontana dal concetto moderno di pizza napoletana. Per avere contezza di ciò che intendiamo noi oggi come pizza, bisognerà attendere gli inizi dell’800 quando questo cibo è entrato a pieno titoli tra gli alimenti di strada napoletani per poi arrivare a conquistare i palati di tutto il mondo.