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Sai cosa sono gli Hoshigaki?

di Federico Vitti

Gli hoshigaki sono i cachi essiccati giapponesi: si preparano tradizionalmente in autunno e sono perfetti per essere serviti a Natale.

Tra i pochi svantaggi di consumare alimenti vegetali seguendone la stagionalità c’è sicuramente la mancanza di varietà all’interno della dieta. Chiunque abbia mai provato a coltivare delle zucchine lo sa bene: arrivano tutte insieme e in quantità, tanto che inventarsi modi sempre diversi per prepararle senza sprecare il raccolto può essere una vera sfida. Durante la stagione autunnale questa sovrapproduzione avviene anche con i cachi, eppure a differenza delle zucchine non si conoscono poi moltissime ricette tradizionali per consumarli, al di là di qualche marmellata o confettura. Lo stesso non si può dire per le culture orientali come il Giappone.

La pianta del caco ha un significato molto importante nella cultura giapponese, perché si narra che alcuni alberi sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki nell’agosto del 1945. I registri storici attestano che già a partire dall’ottavo secolo, uno dei modi più comuni per conservare i cachi sia stato quello di lasciarli essiccare all’aria. Nel periodo che va da ottobre a dicembre, infatti, questi frutti vengono privati della pelle e appesi ai tetti delle case, per far sì che asciughino e concentrino tutti i sapori. Tradizionalmente la cultura nipponica considera questi prodotti molto pregiati, tanto da essere utilizzati come dono in occasione delle festività. E l’hoshigaki è proprio questo: il caco essiccato.

Come fare i cachi Hoshigaki a casa

cachi essiccati hoshigaki

Per prepararli prendete 4/5 cachi, non ancora a completa maturazione. di varietà Hachiya, i classici cachi dalla polpa morbida. Pelateli con attenzione, evitando di rimuovere il picciolo. Fate quindi bollire una pentola d’acqua e immergeteli per pochi secondi al fine di sigillarli, per evitare che insetti e moscerini possano rovinarne la polpa. Asciugateli e appendeteli in un luogo secco, legando dello spago al picciolo. Dalla seconda settimana iniziate a massaggiarli di tanto in tanto, per far sì che il prodotto si ammorbidisca in modo omogeneo e gli zuccheri affiorino sulla superficie. Lasciateli appesi per un mese e mezzo: saranno pronti quando raggiungeranno un colore bruno nella parte interna, mentre all’esterno saranno ricoperti da una patina zuccherina. Si conservano per 4/5 mesi in luogo fresco e asciutto.

Hoshigaki: come si consumano?

cachi hoshigaki

In Giappone vengono tradizionalmente accompagnati ad una tazza di tè fumante, ma come tutta la frutta secca questo prodotto può prestarsi a svariati utilizzi, sia dolci che salati. Perfetto in abbinamento a formaggi stagionati, ma anche per arricchire granola o muesli per accompagnare uno yogurt. Possono essere mangiati da soli tagliandoli a fette oppure inseriti all’interno di dolci come il panettone, la loro consistenza infatti ricorda molto quella dei canditi.