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Tartufo: come conservarlo se lo avete ricevuto in regalo

di Teresa Monaco

Il tartufo è uno degli alimenti più profumati, ricercati e preziosi in commercio. Se ve ne hanno regalato uno ma non sapete come conservarlo, i metodi che vi suggeriamo qui potrebbero aiutarvi.

Qual è uno dei cibi più profumati, ricercati e preziosi? Senza alcun dubbio, il tartufo, un fungo ipogeo appartenente alla famiglia delle Tuberaceae che si sviluppa e vive sottoterra, in simbiosi con piante arboree. Ad attirare sono la sua difficoltà nel reperirlo e il suo odore particolarmente intenso, guida per gli animali selvatici che se ne nutrono e per i cani usati appositamente dall’uomo per trovarlo. Quando poi arriva in cucina, può diventare protagonista di numerose preparazioni. Tutte considerate gourmet.

Ne esistono di diversi tipi ma i più pregiati e rinomati sono il tartufo bianco d’Alba e quello di Norcia. Se qualcuno ve ne ha regalato uno, sappiate che vi ha fatto quindi un dono raro e prelibato. Pertanto, fate attenzione a non sprecarlo. Soprattutto conservandolo in maniera errata.

Come conservare il tartufo

Tartufo del deserto al mercato

Se trovate subito il modo di impiegarlo, magari a scaglie su risotti o altri primi piatti, ben venga ma se ne avete in grandi quantità occorre sapere come tenerlo da parte in modo corretto. Secondo i metodi di conservazione più comuni e veloci, il tartufo può essere tenuto in frigorifero per circa tre o quattro giorni. In questo caso, non lavatelo prima, avvolgetelo in un foglio di carta assorbente e riponetelo all’interno di un contenitore ermetico.

Un altro modo per conservare il tartufo è metterlo in freezer ma, se scegliete questa opzione, rimuovete ogni residuo di terra (preferibilmente a secco) e poi riponetelo dentro un contenitore sottovuoto per evitare che l’aroma si disperda.

Tra i vari metodi di conservazione, c’è poi anche quello di metterlo in mezzo al riso ma in questo modo tende a seccarsi e non dura più di due giorni. In tutti questi casi, va sempre tenuta in considerazione una cosa ovvero che si tratta di metodi di conservazione che potrebbero compromettere le qualità organolettiche del tartufo, specie se si tratta di una qualità non particolarmente aromatica.

Come utilizzare il tartufo?

Tartufo

A nostro parere, nonostante possa sembrare un po’ più complessa, la soluzione migliore per evitare di sprecare il tartufo potrebbe essere invece la preparazione della salsa tartufata. Vi basterà mescolare il tartufo ai funghi champignon e, dopo aver tritato il tutto (la proporzione mediamente è di 10/15 g di tartufo e 250 g di funghi), ricoprire il composto ottenuto con olio extravergine d’oliva. La salsa, se conservata in frigo, durerà al massimo due settimane. In alternativa, potete ancora amalgamare il tartufo con olio, sale e pepe. Potete scegliere voi la modalità che preferite, non c’è differenza.

In ogni caso, cosa fare del tartufo conservato in uno di questi modi? Praticamente di tutto. L’ideale, per quello lasciato intero, è ridurlo in scaglie e consumarlo crudo su piatti dal sapore neutro come gli spaghetti aglio e olio, l’uovo, la tartare di carne. Per quanto riguarda invece quello ridotto a salsa è ottimo invece sugli arrosti, per la preparazione di risotti a base di carne e pesce o ancora sul pane bruscato. Insomma, non avete che l’imbarazzo della scelta. La parola d’ordine, come avrete compreso, è solo una: semplicità.