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Mandarini e Clementine: qual è la differenza?

di Marta Manzo

La differenza tra mandarini e clementine è sottile e capita spesso di confonderli ma, in realtà, sono due frutti molto diversi. Entrambi i tipi di agrumi sono deliziosi e ricchi di vitamine e antiossidanti ma conoscere tutte le caratteristiche che li contraddistinguono è fondamentale. Eccole.

Se a una prima distratta occhiata possono apparire lo stesso frutto, tra mandarini e clementine in realtà c’è un abisso. Questi due agrumi, molto simili soltanto all’apparenza, sono infatti completamente diversi. Ma quali sono allora le differenze tra mandarini e clementine da conoscere per non confonderli? Vediamole tutte.

Una storia diversa

mandarini

Appartenenti alla triade originaria del genere Citrus, insieme al cedro e al pomelo, i mandarini dovrebbero essere nati, secondo gli storici, oltre tremila anni fa in Asia. Inoltre, sarebbero i frutti dai quali sono poi derivati, nel tempo, tutti gli altri innumerevoli incroci, come le clementine. Queste ultime, che  fanno parte della famiglia delle Rutaceae, sono infatti un ibrido più recente, creato tra mandarino e arancio amaro. Per questo sono chiamate anche mandaranci.

Menzionati per la prima volta intorno al 1900 e legate alla figura del religioso fratello Marie-Clément, le clementine sono diventate stabili sul mercato solo quarant’anni dopo, in particolar modo nell’area del Mediterraneo.

Tante varietà, diverse classificazioni

Mandarini

Se di base il mandarino è uno, ne esistono comunque parecchie varietà, sempre ibride, come le clementine. Per esempio il satsuma, dal nome dell’omonima ex provincia giapponese, che mixa mandarino e pomelo, oppure il tangerino, ottenuto da mandarino e arancio (in America è infatti classificato come un mandarancio) o ancora l’avana, con o senza semi, e il tardivo di Ciaculli, presidio Slow Food.

Dunque, se classificare i mandarini è difficile, riconoscere le clementine è un po’ più semplice: di solito sono quelle che non hanno semi. Ma ne esistono comunque alcune varietà differenti tra loro.

Perché non ci sono semi nelle clementine

Clementine

Poiché si tratta di frutti apireni, cioè che presentano apirenìa, all’interno dei singoli spicchi le clementine godono della totale assenza di semi. In botanica, infatti, l’apirenìa è proprio la mancata formazione dei semi nel frutto, che di per sé si è formato normalmente, e può essere dovuta sia a fattori esterni sia a fattori ereditari. Nel caso delle clementine, l’apirenìa è proprio una delle peculiarità che le rende riconoscibili. Anche se può succedere, talvolta, che qualche semino sia comunque presente.

Forma e colore

Marmellata mandarini

Oltre a questa distinzione, tra mandarini e clementine anche la forma è differente. I primi sono più schiacciati e appiattiti mentre le seconde si presentano ben rotonde. Ma non è tutto. Anche il colore, della buccia come della polpa, è completamente diverso: solitamente più virato al giallo nei primi mentre rimane molto più aranciato nelle seconde. 

Spessore, profumo e sapore

Marmellata di mandarini

Schiacciando o grattando la buccia di entrambi gli agrumi si sente subito la differenza. Nei mandarini è più sottile e liscia mentre nelle clementine è più spessa e robusta. Ma anche al naso la buccia cambia: l’aroma dei mandarini, molto pungente e profumato, è una caratteristica che li rende ideali per la preparazione di liquori, sorbetti, marmellate.

Le clementine, invece, non possono fregiarsi di questi sentori e risultano molto più dolci, proprio in virtù dell’ibridazione con l’arancio amaro. Ecco perché la loro polpa è molto più amata da consumare fresca.

Conclusione

La differenza tra mandarini e clementine non è solo nell’aspetto ma anche nella loro storia e composizione. I mandarini sono frutti antichi, mentre le clementine sono un ibrido più recente tra mandarini e arancio amaro. Anche le varietà dei due frutti sono diverse, con molti tipi di mandarini e solo alcune varietà di clementine. Inoltre, le clementine sono caratterizzate dall’assenza di semi mentre i mandarini possono avere semi. La forma, il colore e la consistenza della buccia e della polpa sono differenti tra i due frutti.