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Quali saranno i food trend del 2023 in Italia?

di Stefania Leo

Quali saranno i trend del 2023 in Italia? La maggior parte saranno per lo più legati al benessere fisico e mentale. Alghe e sostenibilità sono solo alcune delle novità che acquisiranno sempre più importanza e visibilità.

Arrivati a Gennaio è arrivato il momento di parlare dei food trend 2023. Quali saranno le principali tendenze legate al cibo dell’anno appena iniziato in Italia?

Secondo il report Pinterest Predicts 2023 sembra che avremo molta sete e ci divertiremo quindi con cocktail e cubetti di ghiaccio creativi ma questo non sarebbe tutto. Infatti, ci sarà ampio spazio anche per alghe e dessert floreali e, più in generale, la connessione tra cibo e benessere diventerà sempre più importante: stare bene a livello fisico e mentale grazie al cibo sarà la vera ricchezza dell’anno appena cominciato.

La rivoluzione del bere

Cocktail

Per placare la nostra sete non basterà più un bicchiere d’acqua. Pinterest suggerisce infatti che ci concentreremo sempre di più sulle bevande e la loro estetica. A quanto pare, ci diletteremo nella creazione di cubetti di ghiaccio originali, cocktail analcolici ad effetto, guarnizioni creative e presentazioni innovative dei nostri drink. 

I cibi che ameremo nel 2023

Yaupon

Anche se nella maggior parte dei casi rimarremo fedeli alla tradizione, sembra che tra i food trend del 2023 ci sarà ampio spazio per le alghe. Verdi, nori, spirulina: tutto convergerà verso un’alimentazione più salutistica. Ad esempio, saranno di gran moda l’acqua alla clorofilla e gli spuntini alle alghe, in particolare quelli a base di alga nori, che non manca mai nelle bowl al salmone.
Poi, in purezza o all’interno di bevande, yogurt e salse a base salata, il nuovo anno ci proporrà il ritorno dei datteri. E non solo. Ricominceremo a mangiare il pollo, ma solo se proveniente da allevamenti non intensivi, e il grande amore degli italiani, la pasta, vivrà una nuova giovinezza, soprattutto grazie a farine alternative come quelle di legumi e di verdure come zucchine, cavolfiori, broccoli e platano.
Ancora, porteremo in tavola semi di chia (Salvia hispanica), il frutto del baobab, l’alchechengi peruviano (o ribes del Capo), l’olio di avocado e lo yaupon: una pianta ricca di caffeina tipica del Nord America, per lo più impiegata per la produzione di tisane ma ormai utilizzata anche nei cocktail. E, per i momenti più difficili, in dispensa torneranno sicuramente i cibi vintage: merendine, pizzette pronte, gelati e cioccolata in tazza già pronta.
Infine, sembra che l’attenzione all’alimentazione dei nostri amici a quattro zampe acquisirà maggiore importanza. Infatti, chi è un amante degli animali acquisterà preparazioni sempre più specifiche, come quelle pensate per gli animali più anziani. Un esempio? Il brodo di ossa.

Spazio ai dolci ibridi

Cronut

Tra i food trend del 2023, ci saranno anche i dolci ibridi. Tra questi domineranno il cronut(ovvero croissant + donut), il duffin(donut + muffin) e il baissant(bagel + croissant).

Apertura verso i novel food

Insetti commestibili

Dopo quasi un decennio di storytelling intorno ai novel food, il 2023 vedrà inoltre una crescente apertura mentale nei confronti di insetti commestibili , della carne e del pesce coltivati in laboratorio.

Dessert floreali

Cupcake con fiori

Se avete il pollice verde e ve la cavate bene ai fornelli, questo sarà il vostro anno. Gli amanti dei cupcake, in particolare, potranno ingentilire i loro dolcetti con delle margherite o dei fiori di campo. L’erboristeria aesthetic sarà proprio uno dei food trend 2023 più forti, così come la torta floreale viola. E poi, nonostante il colore dell’anno (per chi non lo sapesse, il Pantone) sia tutt’altro, andranno fortissimo i cupcake verde salvia.

Sostenibilità e benessere

Health watch

Tra i food trend 2023 non mancherà il benessere alimentare ma questa volta direttamente legato alla lotta contro lo spreco e alla sostenibilità del cibo che porteremo in tavola. In più, in diretto contrasto con la diet culture, avere uno stile di vita sano non sarà una scelta basata su privazioni ma sullo star bene. A concretizzare questa tendenza ci aiuterà la tecnologia wearable. Un esempio? Gli health watch, perfetti per monitorare la salute, il sonno e l’attività fisica.

Per lo chef stellato Enrico Bartolini, intervenuto ai Wired Trends 2023, la sostenibilità in cucina non può e non deve essere però un imperativo. “Mi piace essere sostenibile nei luoghi dove la sostenibilità si vede e mi piace dare il massimo dove si vede un po’ meno. Nelle città organizzate come le metropoli questo significa fare raccolta differenziata, controllare l’energia elettrica, usare ingredienti a chilometro zero o che non hanno confezioni in plastica. Queste azioni non possono essere in competizione con chi la sostenibilità la può fare davvero, vivendo in modo autonomo” ha spiegato Bartolini. “Per la sostenibilità nei piatti cerco di fare il massimo con la scelta degli ingredienti: noi cerchiamo la bontà, ma non per questo dobbiamo scendere a compromessi”. 

Less is more

Etichetta

Sempre più cibi senza tra i food trend del 2023. Senza zucchero, senza uova, senza glutine, senza lattosio ma con aggiunta di probiotici o altri ingredienti considerati salutari: le etichette saranno sempre più importanti, soprattutto per tutte quelle nicchie alimentari alla continua ricerca della novità.

Food delivery e coltivazioni domestiche

Food delivery

Anche se non sempre sostenibile, il food delivery sarà uno dei trend che resisterà per tutto il 2023. Aumentato del 70% rispetto all’epoca pre-Covid, insieme all’asporto, sarà messo alla prova con opzioni di imballaggio sostenibili e compostabili (carta, cartone, plastica biodegradabile, fogli di bambù), che sostituiranno sempre più la plastica in tutti i settori dell’industria alimentare. Alcuni sceglieranno il food delivery anche per risparmiare.
E, tra le altre strategie messe in campo per tagliare i costi alimentari, saranno sempre più diffuse le coltivazioni domestiche di frutta e verdura. Il 41% degli italiani dichiara di coltivare già adesso ortaggi e verdure in casa, sul balcone o negli orti urbani. E la spesa? La faremo sempre più spesso nei discount ma anche nei mercati dei contadini, proprio per supportare i produttori locali e acquistare prodotti più salutari.

Mangiare in hotel sarà un must

Prodotti bio

Al tempo stesso si prevede anche una ripresa di specifici format di ristorazione, come la food hotel experience e la scoperta di piccoli ristoranti con un menu a base di prodotti locali e stagionali. Del resto, la chiusura del Noma è un chiaro segnale di come l’alta cucina sia economicamente insostenibile. Torneremo quindi a viaggiare per amore del cibo, alla ricerca di prodotti biologici, di produzioni di nicchia (come i micro-birrifici) o per visitare i musei del gusto.

I territori del futuro

Cucina indiana

Secondo Enrica Tiozzo, senior client officer di Ipsos, mangeremo seguendo dei territori: il climate change, la globalizzazione, la salute, il lifestyle. “Una delle conseguenze della pandemia è il desiderio di un ritorno al locale per sostenere i prodotti italiani. Ma la globalizzazione ci ha dato la possibilità di mangiare nuove cose provenienti dall’estero e il 73% delle persone ritiene di voler continuare ad assaggiare prodotti che non sono italiani”. Insomma, faremo la spesa a km zero ma prenoteremo comunque il nostro ristorante etnico almeno una volta al mese.

Il racconto del cibo

Libri

Martina Liverani è gastronoma e fondatrice di Dispensa, una rivista cartacea indipendente nata 10 anni fa “come antidoto all’abbuffata digitale”. Per lei, il 2023 sarà l’anno in cui sistematizzeremo il cambiamento anche nel modo di raccontare il cibo. “Da una parte il cibo ha assunto una terza dimensione collettiva e relazionale” ha detto Liverani. “Poi c’è stato anche un cambio di paradigma: il cibo non è più solo l’oggetto del nostro racconto ma è il linguaggio che usiamo per raccontare noi stessi, per metterci in relazione con gli altri. Il cibo è il più antico e più contemporaneo dei social network”.