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Usare l’alluminio in cucina fa male? Ecco a cosa fare attenzione

di Francesca Panozzo

Utilizzare l’alluminio in cucina, che sia carta stagnola, pirofile di alluminio o padelle, può tornare molto utile. Ma come evitare che diventi dannoso per la salute? Seguendo alcune semplici regole.

L’alluminio è un materiale molto usato in cucina: sono fatti di alluminio, o di leghe di alluminio, pentole, caffettiere e utensili e moltissimi dei recipienti o dei fogli usa e getta in cui quotidianamente cuociamo, conserviamo o riscaldiamo il cibo. Ma siete sicuri di conoscere a sufficienza questo materiale e di usarlo in maniera corretta e salutare? No? Niente paura, vi aiutiamo noi.

Come si usa l’alluminio in cucina

L’alluminio è un metallo piuttosto diffuso, estremamente leggero, facilmente modellabile, ma allo stesso tempo resistente; inoltre ha una elevata conducibilità termica, caratteristica che lo rende un ottimo alleato ai fornelli perché permette di regolare e distribuire in maniera uniforme il calore durante la cottura riducendo così i rischi di bruciare i cibi e rendendone uniforme la preparazione.

Tra i suoi pregi ha anche quelli di garantire la migliore protezione possibile dagli effetti nocivi di aria e luce, di non interferire sui sapori degli alimenti e di essere riciclabile al 100% e per un numero infinito di volte.

Usare l’alluminio fa male?

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Spesso l’alluminio è stato accusato di essere nocivo per la salute. Il rischio evidenziato è che particelle di alluminio possano migrare dai contenitori al cibo contaminandolo e rendendolo tossico per l’uomo, pericoloso in particolare per cervello e reni.

L’Istituto Superiore di Sanità ha condotto un ampio studio per capire se e in quali condizioni l’alluminio può effettivamente diventare dannoso per la salute e ha individuato alcuni casi, specifici e limitati, sulla base dei quali sono state stilate poi delle avvertenze – che a norma di legge devono essere riportate, ad esempio, sulle tutte le confezioni di carta argentata – che permettono un uso sicuro dell’alluminio in cucina. Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione sono tre: temperatura, tempo di contatto e natura del cibo.

Trucchi per evitare problemi

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In generale, qualunque tipologia di cibo può essere conservata avvolta in un foglio di alluminio, o all’interno di una pentola di alluminio priva di film protettivo di materiale plastico, a temperatura ambiente per un massimo di 24 ore. Se si tratta di alimenti con un basso potere estrattivo come caffè, spezie, cereali, legumi o frutta secchi, ortaggi essiccati o prodotti da forno che non assorbono l’alluminio allora il contatto può essere prolungato, altrimenti diventa necessario mettere il cibo in frigorifero o surgelarlo. In frigo o nel congelatore, infatti, il pericolo di una migrazione di ioni diventa minimo e il cibo può rimanere a lungo nell’alluminio senza che questo lo contamini.

Ci sono, invece, poi degli alimenti che hanno caratteristiche proprie a causa delle quali il rischio di trasferimento aumenta ed è quindi sconsigliato cuocerli, conservarli o anche semplicemente riscaldarli in contenitori di alluminio. Nello specifico si tratta di cibi molto acidi come succo di limone e agrumi in genere, pomodori e sotto aceti o molto salati come acciughe, capperi o salamoie che potrebbero attaccare il metallo e corroderlo. Per questa tipologia di prodotti è sicuramente più indicato un contenitore di vetro.

Le patate avvolte nella carta stagnola

Bisognerebbe evitare di coprire con la stagnola i cibi quando sono ancora molto caldi e possono formare umidità. Si tratta di una breve serie di accorgimenti minimi, ma importanti, grazie ai quali possiamo continuare a usare l’alluminio senza alcun rischio per la salute.

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