L’Ami Jean, Parigi

10 Marzo 2019

Se dalla cucina a vista o dal pass in fondo alla sala sentite all’improvviso una voce tonante che annuncia l’uscita di un piatto o più semplicemente lancia una battuta salace, è molto probabile che siate finiti a casa di Stéphane Jégo, cucina verace di carne ma non solo, in un ambiente da bistrot cuoco verace, viscerale che tiene campo nel suo ristorante con la sua presenza e soprattutto con la sua cucina. Nessun esercizio di stile, ma solo quello che dovrebbe esserci (secondo la sua filosofia) in un bistrot, che anche se di recente è stato ritoccato nella struttura con una mano di modernità – qualche posto a sedere in meno e più spazi, prima si mangiava veramente gli uni attaccati agli altri, e non era mica male – ha mantenuto la sua anima. E allora via di lardo, terrine e prosciutti per iniziare, poi orecchie di maiale, il carré croccante all’esterno e morbido all’interno, le animelle arricchite dal burro, ma anche salmone, polpo, tonno servito con il foie gras in una rivisitazione ittica della Rossini e via andando. Una cucina che non si spaventa dei sapori, per la quale spenderete sui 60 euro a pranzo e sui 90 a cena. Se poi il lunedì a pranzo o il martedì a cena volete conversare con lo chef e conoscere i suoi segreti, lui in un tavolo da otto commensali vi accoglierà.

L'Ami Jean

  • Indirizzo: 27 Rue Malar, 75007 Paris, France
  • Chiusura: domenica e lunedì
  • Spesa: oltre i 50€
  • Tel: +33 1 47 05 86 89