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Pesciolino, Roma

Pesciolino a Roma, a pochi passi da piazza di Spagna, propone cucina di mare con piatti legati alla stagionalità del pescato.

consigliato da
  • Tel: 06 69797843
  • lunedì
  • oltre i 50€
di Alessandro Meo

Passeggiando nel centro di Roma, locali e ristoranti si susseguono alternandosi con vari negozi ma basta lasciare le vie più battute che l’atmosfera si fa più ovattata e tranquilla. Via Belsiana è una di quelle viuzze del centro storico che risuona dei passi di migliaia di turisti in cerca delle boutique più prestigiose e degli scorci più suggestivi per un selfie dalla città eterna. A pochi passi da via dei Condotti, c’è un ristorante che aveva aperto poco prima del lockdown del 2020 poi è stato travolto dalla crisi che ne è seguita. Pesciolino, questo il nome del ristorante, ora è riemerso con la voglia di imporsi propria delle nuove aperture. Il locale è piccolo ma accogliente, con circa 35 coperti disposti lungo le pareti del ristorante, più qualche tavolo in strada giusto di fronte all’ingresso. All’interno dominano le tonalità più delicate dei fondali marini, un’eleganza discreta che può ricordare un wine bar di livello o un bistrot moderno. Ai fornelli Gabriel Lucca, brasiliano, arrivato a Roma una decina di anni fa seguendo il cuore e la curiosità di un giovane amante della vita. Come spesso capita ha deciso di restare qui, scoprendo una passione assoluta per la cucina. In quei primi mesi infatti ha potuto conoscere alcuni talenti della cucina romana, ne ha frequentato i corsi e ha cominciato a farsi le ossa nelle loro cucine. Ma cosa si mangia oggi da Pesciolino? Nomen omen, senza dubbio: pesce, freschissimo, in un travolgente mix di sapori esotici e mediterranei, tra tacos (soprattutto a pranzo, per uno spuntino veloce ma pieno di gusto) e linguine ai gamberi, tra ceviche e spiedini di pesce, verdura e frutta. A me è piaciuta molto anche la possibilità di fare un aperitivo al bancone con vista sulla cucina. Tra i piatti che ho mangiato ecco quelli che mi hanno colpito particolarmente: Ceviche di spigola, con crema di patate, habanero e cipolla, un inizio delicato ma pieno di gusto e carattere. Insalata di mare: un classico servito tiepido con polpo, calamari e frutti di mare, impreziosito da gamberi rossi, cipolla rossa caramellata e capperi. Tacos di tonno, di salmone e di polpo: eccellenti, leggeri, croccanti ma friabili, che mantengono bene il ripieno e lo esaltano nel contrasto tra morbido e crunchy. Da mangiarne a raffica. Linguine astice, pomodorini e latte di cocco: una vera delizia, delicatezza su delicatezza, pochi elementi e grande sapore. Milanese di tonno rosso: Tataki di tonno fritto con salse e verdure di stagione, qui la scelta di friggere rapidamente il tonno ricoperto di semi è vincente, ottima la salsa di yogurt allo yuzu. La mousse al frutto della passione con riso soffiato è un buon modo di chiudere il pasto, mentre i churros con dulce de leche sono un’accoppiata un po’ troppo dolce per il mio palato. Lista dei vini divisa in categorie, da quelli definiti contemporanei, prodotti con un ragionato utilizzo della tecnologia in cantina, ai radicali, i cosiddetti vini naturali, con fermentazioni spontanee e macerazioni più o meno lunghe, passando per la categoria denominata come una volta. Per un pasto completo si spendono circa 50 euro, bevande escluse, a pranzo scegliendo un paio di piatti, poco più della metà.