Home News Bevande A tutta birra: consumi verso i livelli del 2019

A tutta birra: consumi verso i livelli del 2019

di Francesco Garbo

Dopo un periodo di crisi legata alla pandemia il mondo della birra vede di nuovo crescere i suoi consumi arrivando ai livelli del 2019.

A tutta birra è un modo colloquiale per esprimere un andamento celere e spedito, stesso andamento veloce che stanno avendo i consumi di questo prodotto: ad oggi si osserva il recupero quasi completo della perdita del 30% avuta nel 2020. C’è aria di ottimismo generale tra le grandi case produttrici di birra, ottimismo giustificato e supportato dai dati. Nel 2019 l’Annual Report di Assobirra, associazione dei birrai e dei maltatori, presentava dati davvero incoraggianti, una crescita di produzione del 5% con 35 litri pro capite che poi è crollata drasticamente l’anno seguente dell’ 8,4%. Non c’è da specificare che questo crollo è da imputare al Covid-19. L’unico numero in crescita durante la pandemia è stato, ovviamente, quello della vendita al dettaglio con un più 4,3%.

Le parole delle grandi case produttrici

L’horeca (acronimo di Hotel, Ristoranti, Caffè) al di là dei volumi che sono comunque importanti è un canale particolarmente strategico perché porta grande valore in termini di entrate. Da qualche mese a questa parte abbiamo però riscontrato dei segnali positivi che indicano la ripresa graduale del canale, che in questo momento sta performando come aveva fatto nello stesso periodo nel 2019” Questo il commento di Wietse Mutters, manager director di Heineken Italia. Invece Enrico Galasso, amministratore delegato di Birra Peroni, afferma: “La voglia di tornare alle occasioni di socialità fuori casa è molto alta. L’estate come ben sappiamo è la stagione ideale per il consumo, e speriamo che complice la voglia di ripartire gli italiani non abbiano dubbi su cosa ordinare, quando sono al ristorante o al bar“.

Sembra quindi che il mondo della birra sia in netta ripresa, dopo un periodo di arresto, con il raggiungimento dei livelli alti ottenuti prima della pandemia. Anche se sarà da tenere in considerazione l’abitudine al consumo casalingo di birra come afferma lo stesso managing director di Carlsberg Italia, Kaare Jessen :”alcune nuove abitudini rimarranno, e di conseguenza ci aspettiamo che il consumo casalingo continui a crescere, anche sulla scia dello spiccato livello di promozionalità che i retailer del mercato off trade stanno portando avanti per non perdere terreno in favore dell’on trade a causa delle riaperture. Ma la birra rimane comunque sinonimo di convivialità e siamo convinti l’on trade che tornerà ad assumere il ruolo di protagonista“.

Dunque, anche il settore della birra è stato colpito dalla crisi ma ha saputo non solo difendersi ma anche contro attaccare con il lancio sul mercato di nuovi prodotti come la Corona formato lattina, la birra ceca Kozel lanciata con successo da Birra Peroni, Heineken con Birra Moretti Filtrata a Freddo e infine Carlsberg che ha deciso di inserirsi in un segmento di mercato che da nicchia sta diventando sempre più importante, quello delle birre prive di alcol con la 4 Luppoli Zero del Birrificio Poretti e Birra Forst con Forst 0,0%.