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Alcol: l’OMS chiede regole più severe per pubblicità e social

di Chiara Impiglia

Il consumo di alcool preoccupa l’OMS, che vuole regole più rigide per la pubblicità su internet e social, soprattutto per tutelare i giovani.

Chi non desidera l’arrivo del venerdì sera o del weekend per rilassarsi, concedendosi un bicchiere di vino, una birra o è cocktail? Dopo una settimana di stress e lavoro è un bisogno più che comprensibile. Ma, è necessario fare attenzione. L’alcol è una delle sostanze psicoattive più dannose per la nostra salute e, se ne viene fatto un uso eccessivo, le conseguenze possono essere molto gravi. In seguito ad alcuni studi, è emerso che proprio a causa dell’alcolmuore una persona circa ogni 10 secondi in tutto il mondo.

Lo scorso 10 maggio, l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha pubblicato il documento a riguardo, dedicato in particolare alla pubblicizzazione di alcool: Ridurre i danni causati dall’alcol regolando il marketing, la pubblicità e la promozione trasfrontaliera: un rapporto tecnico. Una vera e propria denuncia per sottolineare che le regolamentazioni sul marketing delle bevande alcoliche, quando sono presenti, non vengono fatte rispettare con sufficiente forza. A quanto pare, i produttori di alcolici riescono ad aggirare le norme dei singoli Paesi sfruttando la rete, i social network e il product placement per promuovere i propri prodotti, soprattutto tra i giovani e le donne. Le strategie adottate dalle aziende per avvicinare i minori sono, in particolare, la sponsorizzazione di eventi sportivi, e-sport compresi, e il product placement in film e serie tv. Per quanto riguarda le donne, invece, le campagne pubblicitarie mostrano l’alcol come simbolo di emancipazione e organizzano iniziative a supporto di temi di interesse femminile. In assenza di regole rigide, l’esposizione di prodotti alcolici interessa tutte le categorie della popolazione, anche le persone che hanno già una dipendenza e faticano ad affrontarla.

L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che, anche in Italia, la maggior parte delle restrizioni sul marketing dell’alcol riguardano i media tradizionali, mentre internet e i social sono meno controllati. L’auspicio è quello che il Governo si preoccupi di questa problematica con una maggiore attenzione e metta in pratica delle azioni concrete, migliorando la regolamentazione del marketing e della commercializzazione dell’alcol.