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Alcol: quanto fa male al cuore?

di Chiara Impiglia

A Dublino alcuni specialisti hanno condotto uno studio sugli effetti che il consumo di alcol può avere sul cuore. Ecco cosa è emerso.

Bere alcol fa male, lo sappiamo ormai da tempo. Il consumo di questa sostanza non solo danneggia il fegato e favorisce l’insorgenza di numerose forme di cancro ma mette anche in pericolo il cuore, più di quanto ci potessimo aspettare. Ecco che cosa è emerso durante l’ultimo Congresso Europeo di Cardiologia.

Gli specialisti del St.Vincent’s University Hospital di Dublino hanno seguito per un periodo medio di 5,4 anni una popolazione di oltre 700 uomini e donne dell’età media di 66,5 anni. Tutte le persone coinvolte non avevano una storia di alcolismo o di scompenso conclamato o grave. Metà dei partecipanti era considerata a rischio, perché affetta da patologie come l’ipertensione, il diabete o l’obesità, l’altra metà era in una condizione di pre-scompenso, cioè con fattori di rischio e anomalie cardiache ma ancora senza sintomi. In base alle loro abitudini di consumo settimanale, i partecipanti sono stati suddivisi in diverse categorie: quelli che non bevevano affatto, quelli che consumavano poco alcol, quelli che bevevano in modo moderato e i grandi bevitori. In totale, il 27% si è dichiarato non bevitore, il 48% bevitore moderato, il 25% bevitore da medio a grande. 

Lo studio ha analizzato l’evoluzione della salute dei partecipanti nel corso degli anni e ha evidenziato come le persone in pre-scompenso abbiano avuto peggioramenti tanto più significativi quanto maggiore era la quantità di alcol assunta. Tra i soggetti a rischio, invece, non è stato osservato alcun aggravamento. Pertanto, per chi il rischio di sviluppare malattie cardiopatiche è reale, il suggerimento è quello di evitare l’alcol o di limitarne l’assunzione a meno di sette unità alcoliche alla settimana. Tra l’altro, secondo le conclusioni della ricerca, i limiti massimi consigliati dalle agenzie sanitarie sarebbero troppo elevati e andrebbero rivisti, soprattutto in Europa, dove secondo l’OMS ci sono i più forti bevitori al mondo.