Home News Cibo Allarme pasta: si rischia l’aumento dei prezzi entro Natale

Allarme pasta: si rischia l’aumento dei prezzi entro Natale

di Francesco Garbo

Coldiretti mette in guardia i consumatori sul probabile aumento del costo della pasta, che porterà ad un prezzo maggiorato fino al 20%.

Per noi italiani la pasta è una religione. Al sugo o in bianco, a pranzo o a cena, è un alimento al quale è davvero difficile rinunciare. Ora però Coldiretti parla di “allarme pasta” sostenendo che, nel prossimo futuro, ci saranno dei rincari che ricadranno direttamente sui consumatori.

Rincari in arrivo

La crescita del prezzo della pasta nei supermercati arriverà, secondo Coldiretti, nel periodo di Natale, con aumenti che vedranno salire il costo del singolo pacco di pasta fino a 20 centesimi di euro. Le cause di questi rincari? Una delle principali è legata al fatto che l’Italia importa circa il 40% del grano di cui ha bisogno per produrre la pasta, rendendo inevitabile l’innalzamento del costo finale. La soluzione quindi sarebbe incrementare la produzione del grano direttamente in Italia.

Le parole di esperti del settore

I prezzi sono aumentati non solo per questo prodotto, ma per tutti, e spesso in modo eccessivo. La lievitazione dei costi di produzione inciderà sulle tasche delle persone che acquistano per la casa, ad uso privato. E anche sul food cost di noi ristoratori che difficilmente  riusciremo a traslare in un innalzamento del prezzo di vendita dei piatto” – questa la spiegazione di Luca Marchini presidente della Fipe Modena, Federazione Italiana Pubblici Esercizi – “Qui in Emilia, terra in cui abito e lavoro, la pasta principale per tradizione è quella all’uovo, fatta però con grano tenero. E tanti sono i mulini che in questo territorio stanno lavorando egregiamente privilegiando, a volte in modo esclusivo, produzioni locali o quasi. Chissà che questa non sia la formula magica per tornare ad un acquisto responsabile e sostenibile nel tempo. Io uso per l’80% del mio menu pasta all’uovo fatta in casa (grano tenero). Nel caso di pasta secca grano duro, in questo periodo solo due formati spaghetti e mezze maniche“.

La carenza di grano duro è un fatto oggettivo. Mancano 3 milioni di tonnellate di prodotto. Quindi il grano mancherà” – dichiara Riccardo Felicetti, dell’omonimo pastificio che produce pasta sulle Dolomiti dal 1908, in un’intervista a Il Gusto – “Spero possa mancare per la produzione di bio-carburanti o di mangimi e non per la produzione di pasta. Il nostro impegno sarà quello di garantire la presenza della pasta sugli scaffali, malgrado le straordinarie difficoltà del mercato“.

Lo chef Luciano Monosilio, del ristorante Luciano Cucina Italiana a Roma, sembra invece vedere la situazione in maniera più confortante: “Per quanto riguarda l’allarme in questione, sì ci sarà sicuramente un aumento dei costi ma non credo sarà così elevato. Sarà compito dei produttori trovare una maniera per non andare a incidere direttamente sul prodotto“.