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Batterio Listeria: allarme dopo 3 morti e 60 ricoveri

di Chiara Impiglia

Igiene e cottura del cibo sono i modi migliori per combattere la listeriosi, un’infezione che per alcuni soggetti può essere molto grave.

Non tutti conoscono la Listeria Monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi, che dallo scorso luglio ha cominciato a far preoccupare medici e pazienti. Dopo 3 morti e 60 ricoveri, il Ministero della Salute ha deciso di dare inizio a uno studio sul microrganismo così da capire come contrastarlo.

La listeria, che resiste alle basse temperature e all’essiccamento, sopravvive soprattutto negli alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C) mentre viene distrutta e resa innocua alle usuali temperature di cottura domestica. Trattandosi di un batterio ubiquitario, lo si può trovare tanto nei cibi quanto nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione contaminando in questo modo diversi alimenti come latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati. Pertanto, se per l’uomo la principale via di trasmissione della listeriosi è quella alimentare è anche vero che attraverso una cottura adeguata dei cibi è difficile essere infettati e, se anche dovesse succedere, le persone in salute di solito sono in grado di combattere l’infezione senza problemi. È per le persone debilitate, che soffrono di immunodepressione, o le donne in gravidanza che potrebbero esserci conseguenze, anche molto gravi. Si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino ad evoluzione in setticemia, meningiti (nei casi più gravi) o aborto.

In seguito all’aumento dei casi di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, l’attenzione del Ministero resta alta e, come è stato comunicato di recente, “Le verifiche effettuate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero per fronteggiare la diffusione hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti dalla ditta Agricola Tre Valli. L’azienda, che ha subito avviato tutte le misure a tutela del consumatore con il ritiro dei lotti risultati positivi e, in applicazione del principio di massima precauzione, di tutti quelli prodotti prima del 12 settembre 2022 ha emanato anche una comunicazione rafforzativa di quanto già indicato anche sui prodotti già presenti nei punti vendita. La Tre Valli ha però sottolineato che “I prodotti oggetto del ritiro sono da ritenersi idonei per il consumo, se conservati adeguatamente e consumati previa cottura, come indicato sulle confezioni in etichetta” e che il ritiro “non riguarda in nessun modo tutti gli altri prodotti in commercio”.

Nonostante le precauzioni, l’invito ai consumatori è quello di prestare comunque massima attenzione alle corrette modalità di conservazione, preparazione e consumo degli alimenti. L’adozione di semplici regole di igiene nella manipolazione degli alimenti, anche a livello domestico, riduce infatti il rischio di contrarre la malattia. In ogni caso, a luglio, è nato il Centro regionale di riferimento per la Listeria monocytogenes presso l’unità operativa territoriale Toscana nord dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana M. Aleandri. Una decisione, questa, presa per incrementare gli interventi nel settore della sicurezza alimentare.