Home News Bevande Olanda: trovate bottiglie di Champagne contaminate da MDMA

Olanda: trovate bottiglie di Champagne contaminate da MDMA

di Claudia Bartoli

In Germania e in Olanda si sono verificati due casi di avvelenamento: nelle bottiglie di champagne di una nota casa di bollicine c’era MDMA.

Volevano brindare alla libertà ritrovata dopo la fine del coprifuoco alle ore 22:00 e hanno scelto di farlo, lo scorso 14 febbraio, con una bottiglia di Champagne: è la storia di un gruppo di 8 persone che, dopo il primo sorso, sono cadute a terra in preda a crampi violenti. Un uomo è morto la stessa notte. Si è scoperto, in seguito ad analisi, che la bottiglia, di una nota marca di champagne, e era stata manomessa e al suo interno era stata aggiunta l’MDMA, droga nota anche come Ecstasy. La vicenda appena raccontata è avvenuta nel locale La Vita di Weiden nell’Oberpfalz di proprietà di Marcello De Vita; le persone avvelenate facevano parte della clientela abituale del ristorante e lounge bar della cittadina bavarese, che si trova vicinissima al confine con la Repubblica Ceca. La droga contenuta nella bottiglia era molta ed estremamente concentrata, tanto da causare la morte dell’uomo di 52 anni che con gli amici aveva brindato al termine del coprifuoco. Gli altri sette avventori del locale che come lui avevano sorseggiato lo Champagne contaminato, fortunatamente, se la sono cavata solo con un ricovero in ospedale e degli accertamenti.

La polizia ha, come è ovvio, aperto un’indagine che ha condotto all’arresto di una persona che però, successivamente, si è rivelata estranea ai fatti. La soluzione più plausibile, secondo gli inquirenti, era che la bottiglia da 3 litri di Moët & Chandon Ice Impérial era stata usata come veicolo per trasportare droga. La svolta nelle indagine è arrivata quando la polizia ha scoperto che una bottiglia di Moët & Chandon Ice Impèrial Jéroboam, imbottigliata secondo il produttore nel 2017 ad Epernay (Francia), era stata venduta tramite e-bay in Olanda; due anni dopo un collezionista l’avrebbe ricomprata attraverso la stessa piattaforma e da lì sarebbe giunta nel locale di Weiden. Anche se all’apparenza lo Champagne sembrava integro, pare che il sughero non fosse più quello originale. Un altro episodio di avvelenamento si è, inoltre, verificato in Olanda: quattro persone hanno stappato una bottiglia Moët & Chandon Ice Impérial di tre litri della stessa partita; anch’essa sarebbe stata commercializzata su e-bay. La stessa azienda distributrice Moët Hennessy ha provveduto a denunciare l’episodio alle autorità. Ma non è finita qui: secondo il magazine Focus non si è trattato di casi isolati. Già nel 2019 erano state rinvenute 32 bottiglie di Moët & Chandon in cui era stata aggiunta l’Ecstasy in Australia. Le autorità tedesche e olandesi continuano a indagare al fine di individuare tutte le bottiglie con MDMA e nel frattempo il produttore dell’azienda di Champagne ha rilasciato una dichiarazione nella quale sottolinea che non si tratta di una carenza qualitativa delle sue bollicine, ma di criminalità.