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Coldiretti: nel 2021 cibo e vino invenduti per 5 miliardi

di Claudia Bartoli

Coldiretti e il suo SOS: il Covid mette a rischio tutta la filiera enogastronomica, con 5 miliardi di cibo e vino invenduti nel 2021

Coldiretti annuncia che il 2021 si è concluso con una notizia bomba, ma in senso negativo: l’allarme Covid, unito al rincaro delle bollette, ha condotto moltissime persone a boicottare i pasti fuori. Il risultato? Prodotti alimentari ed enologici invenduti per una somma di circa 5 miliardi di euro. La situazione non accennerebbe a migliorare nell’anno in corso, dal momento che la variante Omicron spaventa e le attività del settore enogastronomico ne fanno le spese: sono in molti, infatti, coloro che hanno deciso di evitare bar, ristoranti, locali e trattorie per paura di venire contagiati mangiando e bevendo insieme ad altra gente. La crisi nel campo del food&beverage è grave: “Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”.

Queste sono le considerazioni di Coldiretti che aggiunge un’ulteriore preoccupazione. Non solo, infatti, l’afflusso nei ristoranti e nei bar è basso per via dei timori dovuti alla pandemia, ma a disincentivare i potenziali clienti sono anche gli aumenti dei prezzi della ristorazione che si abbattono, come un macigno, sulle attività che hanno subito il rincaro di luce e gas a Gennaio 2022. Le evidenti difficoltà che continuano a toccare il mondo della ristorazione si trasferiscono anche sulle 70 mila industrie alimentari e 740 mila aziende agricole della filiera, impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro. Ci sono, in aggiunta, taluni settori come quello ittico o quello vitivinicoli che trovano nella ristorazione il principale sbocco commerciale e di fatturato e, di conseguenza, soffrono la crisi in prima linea. Coldiretti conclude dicendo che: “Occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui con l’emergenza Covid il cibo ha dimostrato tutto il suo valore strategico per il Paese”.