Home News Cibo Da scarto a prodotto di qualità: come contrastare lo spreco di cibo

Da scarto a prodotto di qualità: come contrastare lo spreco di cibo

di Francesco Garbo

Alcuni esempi virtuosi di multinazionali che si sono impegnate per trasformare il cibo sprecato in una nuova risorsa.

Lo spreco alimentare è un problema non solo dal punto di vista etico, ma anche economico e ambientale. Non dobbiamo pensare però allo spreco come un qualcosa che è lontano da noi: secondo l’UNEP Food Waste Index 2021, infatti, nel 2019 sono state sprecate 931 milioni di tonnellate di cibo di cui il 61% proveniente dalle famiglie. Come contrastare allora il problema? Dalle multinazionali arrivano possibili soluzioni.

Da scarto a prodotto di consumo

I dati dimostrano che il problema dello spreco è legato a una scarsa attenzione nel rapporto con il cibo: dalla spesa, alla conservazione e al consumo. Stando ai dati, durante il lockdown, avendo più tempo da dedicare a quest’aspetto, lo spreco di cibo è diminuito dell’11,78%  rispetto al 2019.

Ci sono però alcuni brand che stanno adottando delle strategie per contrastare gli sprechi alimentari, anche perché, come dimostra l’analisi della strategist Elena Vardanega: “Adottare uno storytelling controcorrente, eco-consapevole e proattivo rispetto al food waste è un modo per differenziarsi e per coinvolgere i giovani, più sensibili e informati riguardo ai temi legati all’ambiente e più scettici di fronte a false promesse e strategie di marketing.

In Canada ad esempio Hellmann di Unileveril marchio di maionese, ha sperimentato lo Use-Up Day che ha coinvolto molte famiglie nella creazione di ricette a partire da avanzi. Un altro esempio virtuoso è stato individuato in Israele con Wasteless, che realizza etichette intelligenti che grazie a un algoritmo riducono i prezzi dei prodotti man mano che si avvicinano alla scadenza. Un doppio vantaggio che permette ai rivenditori di sprecare meno cibo e ai consumatori di acquistare prodotti a prezzi più bassi.

Altra iniziativa per abbattere lo spreco è quella di trasformare rifiuti potenziali in nuove materie prime ed è quello che sta facendo, ad esempio, la multinazionale americana Mondelez che, collaborando con Upcycled Food Association, ha creato degli snack con  gli scarti dei frutti del cacao. Cremissimo in Germania invece produce un gusto di gelato al cioccolato prodotto con gelato inutilizzato.

Babaco Market si concentra sull’aspetto estetico di frutta e verdura, tutti i prodotti scartati per difetti, infatti, vengono messi insieme e consegnati direttamente a casa con box anti-spreco.

Il food waste – spiega Vardanega – va contrastato su più fronti: brand, istituzioni e consumatori devono tutti fare la loro parte. Le marche devono trasformare radicalmente il concetto di rifiuto: da elemento di scarto a risorsa da utilizzare per la creazione di prodotti upcycled e accessibili. Farsi portavoce di queste istanze aiuta la causa accrescendo anche il valore del brand. Noi consumatori, invece, dobbiamo adottare un approccio più consapevole e pragmatico, abbandonando la cattiva abitudine di gettare semplicemente via il cibo, considerato un rifiuto, introducendo nel quotidiano nuovi modi per riutilizzare gli avanzi, avanzi che diventano materie prime per nuove ricette e preparazioni. Un ritorno al passato, quando il cibo era prezioso.