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Decoro al ristorante? L’idea parte da Maiorca

di Chiara Impiglia

Da Maiorca la proposta di una legge che incoraggi le persone a vestirsi in modo adeguato anche quando vanno a mangiare fuori.

È a Maiorca, la meta turistica spagnola conosciuta anche con il nome di isla del sol, che è nata l’idea di imporre un dress code per andare al ristorante. Se sapere come ci si veste per mangiare fuori a molti può sembrare scontato, a quanto pare non è così per tutti. Ma cosa ha fatto scaturire la necessità di promuovere una vera e propria legge che vieta di presentarsi nei locali in costume da bagno o a torso nudo?

I comportamenti maleducati di numerosi turisti, approdati sull’isola più per ubriacarsi che per visitare la realtà locale o per conoscerne la gastronomia, hanno spinto undici ristoranti sul mare a non accettare più clienti semi nudi ai loro tavoli. In questi locali, per lo più a Playa de Palma, ormai è diventata un’abitudine vedere persone che mangiano svestite o in costume da bagno.

Juan Miguel Ferrer del Palma Beach ha comunicato che per i ristoratori è arrivato il momento di intervenire affinché il decoro del business locale venga preservato. “È dal 10 maggio che vediamo l’arrivo di grandi gruppi di turisti stranieri che vogliono solo ubriacarsi nelle strade, sul lungomare o sulle spiagge” ha detto Ferrer, sottolineando che il problema è peggiorato soprattutto in seguito alla pandemia. “I turisti arrivano negli hotel alle 10 e alle 14 già sono così ubriachi da non riuscire più a camminare, tanto che molti di loro vengono abbandonati dai compagni di bevute sdraiati sul marciapiede” e ha aggiunto “Abbiamo bisogno del supporto delle forze ufficiali. Noi non possiamo fermare questa situazione”. 

Dopo le richieste dei proprietari di questi locali a Maiorca, il Governo ha confermato che, da questa estate, la nuova legge verrà applicata con rigore in modo tale da combattere l’ondata questo fenomeno. La polemica però è stata l’occasione per permettere anche ai lavoratori di Ibiza e Minorca di far emergere un altro problema. Quello dell’elevatissimo numero di presenze turistiche sulle isole: 625.000 posti letto per i turisti, un posto per ogni due residenti. In risposta, la proposta di un nuovo meccanismo per provare a diminuire gradualmente questo grande numero di posti letto. “Non possiamo continuare a crescere in quantità” ha esclamato Iago Negueruela, a capo dell’economia e del turismo per le isole. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il numero dei visitatori in modo tale da proteggere un’industria che conta circa il 45% del PIL della regione e vede più di 200.000 persone impiegate nel settore.