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“Dottor” Gerry Scotti ha lanciato il suo vino

di Francesco Garbo

Gerry Scotti, il noto conduttore televisivo, ha lanciato il suo nuovo vino ma annuncia il suo progetto di acquistare una tenuta nell’Oltrepò.

Dottor Scotti… certo che è suo ma è anche mio, lei lo fa e io lo mangio” così recitava una vecchia pubblicità del riso che vedeva protagonista Gerry Scotti. In questo caso però sarebbe più opportuno dire “lei lo fa e io lo bevo“, perché Gerry Scotti ha lanciato il suo nuovo vino. Si chiama Giorgi Gerry Scotti Buttafuoco Doc ‘56 2017. L’etichetta, creata grazie alla collaborazione con cantine Giorgi, riporta la sua data di nascita, 1956, ed è un blend di Barbera, Croatina, Uva Rara e Ughetta di Canneto Pavese.

Il Buttafuoco ’56

Questa è solo una delle 6 etichette che portano il nome del noto conduttore televisivo. Infatti la collaborazione con le cantine Giorgi è nata nel 2016. “Fare vino è una mia malcelata passione, lo dico da anni – spiega Scotti – Tant’è che a forza di dirlo mi hanno scritto aziende dalla Sicilia al Veneto, dalla Franciacorta al Trentino per offrirmi una linea mia. Ma io cercavo qualcosa in provincia di Pavia, dove sono nato: ricordo le vendemmie, da bambino, a casa dei nonni vicino Miradolo Terme. Sono venuto al mondo su un tavolo da cucina e fino ai 12 anni ho passato tutte le estati in campagna in mezzo alle cose belle e buone. Ecco, per fare il mio vino volevo qualcuno che mi ricordasse questa atmosfera: un’azienda professionale ma ancora familiare, non una multinazionale“.

Una passione dunque quella che lo ha spinto in questa avventura, ma i progetti futuri sono tanti. L’idea infatti è quella di acquistare un appezzamento di proprietà nel quale produrre vino ma anche poter aprire un’attività di ristorazione. Parlando invece del Buttafuoco, le cui uve sono state vendemmiate nell’ottobre 2017, Gerry Scotti racconta “Per me è un vanto, mi ha proiettato nell’Olimpo del vino: di fronte al Buttafuoco si tolgono tutti il cappello, quindi sono davvero onorato. Ci abbiamo lavorato a lungo con Fabiano, abbiamo fatto tutti gli assaggi insieme, e due anni fa il Club del Buttafuoco Storico, che ne supervisiona il disciplinare, ci ha concesso di produrre 1956 bottiglie di questo blend”.