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Equinozio d’autunno: il giorno perfetto per celebrare la giornata del biologico

di Chiara Impiglia

L’Unione Europea ha scelto il 23 Settembre per celebrare la giornata del biologico. Il motivo? Quest’anno coincide con l’equinozio d’autunno.

Oggi non è un 23 Settembre qualsiasi, oggi è la giornata dell’equinozio d’autunno e da quest’anno anche la giornata del biologico. La decisione, presa a Bruxelles, è stata comunicata dal commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski “Abbiamo scelto il 23 settembre, che cade nell’equinozio d’autunno, un momento di equilibrio tra giorno e notte, estate e inverno che ci ricorda l’importanza dei cicli della natura e delle stagioni” – e per questo – “è il giorno perfetto per celebrare la produzione organica”.

Al momento della conferenza stampa, il commissario ha parlato anche degli obiettivi del Green Deal europeo, ricordando che il 25 marzo l’esecutivo comunitario “ha adottato un piano di azione costruito su obiettivi e ambizioni per sviluppare prodotti organici” e che è stato “costruito per inserire il 25% delle aziende agricole europee sotto l’agricoltura biologica e introdurre un incremento significativo dell’agricoltura biologica entro il 2030”. Il piano prevede di supportare gli agricoltori per garantire alti standard di benessere agli animali e di produzione.  La crescente domanda dei consumatori deve essere coadiuvata da procedimenti e prodotti naturali in linea con la filosofia del biologico. Per fare degli esempi, Wojciechowski ha citato anche il nostro Paese, sostenendo che “La produzione biologica non punta a ridurre la produzione generale di alimenti nell’Ue, e abbiamo gli esempi dell’Austria, con il 25% di produzione bio, e dell’Italia, con il 16%. Il Piano prevede di aiutare questa agricoltura più amica dell’ambiente, del clima e del benessere degli animali.” E in conclusione ha aggiunto “Attraverso la produzione biologica diamo possibilità a molti imprenditori agricoli, specialmente quelli piccoli e medi che non sono in grado di partecipare in pieno all’agricoltura convenzionale proprio perché troppo piccoli per essere competitivi”.